un ponte di bugie

  di francesco ferrante  

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biente.com

Il Ponte sullo Stretto: un sogno. Una meraviglia della tecnica voluta dai Siciliani che così non si sentiranno più "esclusi" ma finalmente "collegati" al Continente e alle magnifiche opportunità economiche che questo prodigio ingegneristico offrirà finalmente a una terra troppo a lungo colpevolmente negletta e abbandonata.

Questo - più o meno - il ragionamento che spesso ci sentiamo proporre dai fautori del Ponte. A mio avviso un'altra bugia che andrebbe sfatata. Si, sono molte le bugie che si sentono sul Ponte. Quelle di natura tecnica riguardano i costi economici dello stesso e la favola per cui verrebbe costruito senza oneri per lo Stato, poi si gonfiano i dati sul traffico merci e passeggeri che lo stesso Ponte miracolosamente attrarrebbe.
Ma di queste cose si è molto discusso in tante sedi. Enzo Parisi ne ha scritto lucidamente anche su questo giornale nel numero di maggio e chi volesse ancora approfondire l'argomento può raggiungere su internet molti siti tra cui quello di legambiente (www.legambiente.com).
Ma non è finita qui. Altra bugia riguarda l'impatto ambientale. Siamo arrivati all'assurdo che la Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale del Ministero dell'Ambiente - costituita da questo Governo con il preciso compito di dire si a qualsiasi opera venisse proposta e di farlo rapidamente - si è dovuta davvero arrampicare sugli specchi per obbedire alle richieste di Berlusconi, Lunardi e Ponte sullo Stretto S.p.A.: prima ha perso molto più tempo del previsto e poi ha emesso un parere davvero surreale perché insieme a prescrizioni in quantità e qualità elevatissime che avrebbero dovuto portare a una negazione dei permessi ha dato il via libera a un'opera che, nel progetto attuale, non prevede sul versante calabrese nemmeno il collegamento con la ferrovia che viene dal nord (!?).
Mi vorrei però soffermare sulla prima bugia: questa presunta volontà schiacciante dei Siciliani di realizzare quest'opera per sentirsi "collegati" al Continente. E' questa a mio parere una vera offesa a noi siciliani. Cosa si pensa? Che davvero noi si possa credere che la realizzazione di questa gigantesca opera che ci farà risparmiare una mezzoretta nei nostri viaggi da e per il continente risolva la gigantesca questione di uno sviluppo diseguale? Ma davvero credono che noi si sia così ingenui da credere che il Ponte attrarrà chissà quale straordinario flusso di merci? Come se fosse quella sullo Stretto la strozzatura vera nel sistema dei trasporti dell'Italia meridionale! Non sarà forse il caso, in tema di trasporti, investire denaro (ne basterebbe molto meno di quanto servirebbe per il Ponte) per avere delle ferrovie degne di questo nome che almeno collegassero gli snodi essenziali della Sicilia con tempi certi e che gli stessi investimenti venissero fatti sulla Salerno - Reggio Calabria (una ferrovia fatiscente, un'autostrada da incubo)? Tutti gli emigranti come me sanno che per tornare in Sicilia il problema è su quel tratto in Campania e in Calabria e poi una volta sbarcati a Messina, non certo la mezzora "persa" sul ferryboat che anzi è un momento dolce di attesa.
E mi chiedo se non sarebbe molto meglio investire nelle infrastrutture primarie in Sicilia (acquedotti, depuratori, ecc.) ancora oggi drammaticamente insufficienti per affrontare il nodo dello sviluppo diseguale e consentirci di avere le condizioni di base per poter scegliere e costruire finalmente il nostro sviluppo fondato non più sul furto e lo scempio - anche criminale e mafioso - delle risorse ma invece sulla valorizzazione e sfruttamento intelligente delle stesse.
La mia impressione che sia invece questa ormai l'opinione maggioritaria in Sicilia. Lo confermano le ormai numerosissime prese di posizioni anche di esponenti politici del centrodestra (omogenei cioè alla maggioranza di governo nazionale) a partire dall'Assessore Regionale ai Beni Culturali Fabio Granata, a molti Sindaci. Ma lo conferma soprattutto l'opinione "diffusa" le decine di iniziative pubbliche che si organizzano soprattutto a Messina, ma non solo, tutte di gran successo nella partecipazione anche emotiva di tanti cittadini che, appunto, non ne possono più di bugie.
Questa consapevolezza deve crescere ancora e noi di Legambiente siamo impegnati in questo compito e in questa sfida. La partita si gioca adesso. Io continuo a credere che il Ponte non si farà mai, perché mai si troveranno soldi veri per realizzarlo. Ma il rischio gravissimo che incombe su di noi è che questo Governo rincorrendo la politica dell'annuncio (praticata ampiamente in questi anni) i cantieri li apra per davvero, causando danni gravissimi e irreparabili. Pensate per esempio allo stravolgimento irreversibile e davvero tragico che si avrebbe ai Laghi di Ganzirri. E' questo rischio che dobbiamo evitare, lo potremo fare con tutti i siciliani onesti e di "buona volontà" stufi di essere trattati come sudditi un po' scemi cui si regala un costosissimo, inutile e pericoloso giocattolo e che vogliono invece prendere nelle proprie mani il futuro e realizzarlo più bello, più ricco e più civile.