Nasciamo simili agli altri,
tutti: disgraziati e fortunati.
Ognuno di noi, al primo contatto
col mondo ha urlato.
Però non siamo come i fiori.
Loro vivono per il sole, la terra,
l’acqua, la bellezza.
Sono uniti dalla semplicità,
dalla vita e dalla morte senza perché.
Noi dopo il primo urlo,
diventiamo opposti gli uni con altri, in tutto.
Torniamo ad essere simili
dinnanzi alla morte
solo perché esula dalla nostra volontà. |