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La fine della Giunta Rossitto coglie
di sorpresa una Lentini assolata e semivuota.
Non già perché in questi ultimi quattordici mesi non se
ne sia mai parlato, ma perché la minaccia della sfiducia è
stata utilizzata come uno strumento finalizzato ad alzare il prezzo della
presenza nell’amministrazione attiva di questa o quella componente
politica di maggioranza; un regolamento di conti con il Sindaco per le
cambiali non pagate. Dunque un fatto sostanzialmente tutto interno alla
Casa delle Libertà.
Nelle ultime settimane la mozione di sfiducia ha preso corpo in modo più
significativo aggregando esponenti della maggioranza e della opposizione.
Proprio grazie al modo in cui l’opposizione di centro sinistra ha
gestito questo importante momento della vita istituzionale, Lentini si
è liberata da un governo ad essa ostile. Ha mostrato senso civico,
senso di responsabilità e grande rispetto degli avversari politici,
condizione quest’ultima che senza dubbio ha contribuito in modo
significativo a ricompattare la maggioranza attorno alla mozione di sfiducia.
Come più volte Agire solidale ha sostenuto in passato tutto ciò
era un fatto dovuto: era dovere dell’opposizione sfiduciare un Sindaco
incapace a fronteggiare i problemi di Lentini e le richieste dei suoi
cittadini: tutti devono pensare al bene della propria città: ciò
non è solo prerogativa di chi ha vinto le elezioni, ma anche di
quella opposizione che si prepara a governarla.
E’ quella che viene adesso la parte più difficile di tutta
la vicenda.
Il centro sinistra deve al più presto stabilire le priorità
da sottoporre al Commissario che presto si insedierà. Anche la
futura e lunga gestione commissariale non potrà sfuggire al controllo
democratico dei partiti e di qualunque altra organizzazione di cittadini.
Bisognerà cominciare a porre mano al programma per le prossime
elezioni amministrative e pensare a tempo a chi meglio sarà in
grado di rappresentarlo e gestirlo. Non sarà facile dimenticare
le ragioni che pochi mesi fa portarono il centro sinistra ad una sconfitta
elettorale senza precedenti.
Con intelligenza e tempestività da subito sarà indispensabile
rappresentare le vertenze aperte in città, dall’ordine pubblico,
alla viabilità, alla edilizia scolastica che ad ogni inizio di
anno scolastico mostra tutte le sue carenze più esplosive, alla
ultimazione del nuovo ospedale, all’acqua…Ben sapendo che
questi problemi non li ha inventati il Sindaco Rossitto, ma vengono da
lontano.
Il centro destra sta già attrezzandosi, facendo uso di demagogia
e populismo, per ricostruirsi una verginità attorno alle proprie
capacità di “fare grande Lentini”.
Questo tentativo dovrà essere intercettato e smascherato in tempo.
Perché i cittadini di Lentini si riconoscano e sostengano l’impegno
del centro sinistra esso dovrà apparire credibile e con una chiara
tendenza verso il superamento delle vecchie divisioni e discriminazioni.
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