il caso siracusa

  di daniela richiusa  

 

La deindustrializzazione è un fenomeno che, a partire dalla fine degli anni ’70, ha coinvolto tutte le economie avanzate. Consiste in una continua e costante riduzione degli addetti nell’industria, accompagnata da una crescita nel terziario. Questo fenomeno è stato guardato con timore ed è stato considerato responsabile di aver provocato, negli Stati Uniti, l’allargamento della forbice che divide i ricchi dai poveri e, in Europa, l’aumento della disoccupazione. Ciò ha dato luogo ad un intenso dibattito che ha creato strane divisioni e alleanze tra gli economisti e all’interno della società.
Gli economisti Europei (Wood, Freeman, etc.), sostengono che la deindustrializzazione è stata causata dalla globalizzazione e dalla crescita del commercio tra il Nord e il Sud del mondo. E’ il risultato dello spostamento delle produzioni che richiedono lavoro a bassa specializzazione dai Paesi avanzati nei Paesi in via di sviluppo. Ciò ha contribuito ad accrescere il ruolo di questi Paesi nel mercato mondiale ma ha provocato elevata disoccupazione in Europa.
Gli economisti americani (Rowthorn e Ramaswamy, Wells, etc.), al contrario, sostengono che la deindustrializzazione non è stata generata dalla nuova struttura degli scambi internazionali ma deriva dalle differenze nelle dinamiche di produttività tra terziario e industria (la produttività nell’ industria risulta elevata grazie alla diffusione dell’informatizzazione e dell’automazione nelle imprese, alle innovazioni di processo e di prodotto…). E’ il risultato naturale dell’evoluzione del sistema economico e dell’aumento della richiesta dei servizi da parte della società e non va vista come un fenomeno negativo.
Studiando l’economia siracusana negli anni ed esaminando i cambiamenti realizzatisi nella struttura economica si rileva, a partire dalla metà degli anni ’70, il buon andamento del prodotto e dell’occupazione nei servizi, con il ruolo crescente del settore terziario rispetto a quello industriale. Siracusa, che all’inizio degli anni ‘70 era tra le province siciliane meno terziarizzate, presenta oggi una quota dei servizi pari a circa il 65,9% del valore aggiunto (nell’industria il valore aggiunto è del 28%) e pari al 61,5% dell’occupazione totale (nell’industria l’occupazione totale è del 30,6%). L’analisi ha messo in luce (applicando il modello di Rowthorn e Ramaswamy) la trasformazione dell’apparato produttivo lungo le linee della produzione, dello sviluppo dei servizi, della diffusione e gestione di tecnologie, della diversificazione e verticalizzazione. Ma il percorso è ancora lungo. Infatti, anche se il settore dei servizi è diventato il settore più importante, sia sul piano occupazionale che sul piano della partecipazione al reddito totale, in realtà la struttura del terziario è costituita principalmente dalla pubblica amministrazione e dal commercio; il settore del turismo, in termini occupazionali, rappresenta ancora un minima percentuale e il terziario avanzato non si è del tutto sviluppato. Inoltre appare ancora lento il processo di nascita ed espansione delle piccole e medie imprese manifatturiere a valle del polo petrolchimico.
Quindi, sulla base dell’analisi effettuata, si può giungere alla conclusione che i nuovi scenari della nostra economia e della nostra società impongono:
1. il superamento della monocultura petrolchimica, pur continuando a trarre valore dal polo petrolchimico che costituisce sempre un fattore di attrazione di investimenti e di sviluppo;
2. la verticalizzazione e la diversificazione delle imprese che favorisca la nascita delle piccole e medie imprese;
3. lo sviluppo del terziario in altre nicchie di mercato quale il turismo -che potrebbe consentire a Siracusa un vasto e variegato mercato altamente redditizio grazie alle enormi potenzialità in termini archeologici, monumentali, ambientali e paesaggistici- e il terziario avanzato, interno all’impresa, finalizzato alla flessibilizzazione del processo di industrializzazione, ed esterno, finalizzato al controllo e all’orientamento del processo di integrazione dell’impresa con l’ambiente.