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Anche questa estate per il secondo
anno consecutivo si è svolto a Lentini, presso il 4° Istituto
Comprensivo “G. Marconi” un campo di educazione alla legalità
promosso e gestito dall’associazione LIBERA. L’iniziativa
fortemente sostenuta dal corpo insegnanti e dal preside della stessa scuola,
ha visto coinvolti più di ottanta bambine e bambini animati da
un ricco staff di animatori volontari provenienti da diverse città
d’Italia. Per capire meglio il profondo significato di questo intervento
bisogna risalire alla primavera del 1997 quando nella vicina Francofonte
fu dato fuoco all’androne della scuola media “E. Fermi”
impegnata nel diffondere la cultura dell’antimafia. Il fatto ebbe
risonanza nazionale e grazie al sostegno e alla solidarietà di
scuole, istituzioni e cittadini di tutta Italia fu possibile ricostruire
quanto danneggiato la stessa estate di quell’anno, coinvolgendo
alunni, genitori, insegnanti e volontari. Bella, civile, esemplare risposta
alla cultura della paura e dell’intimidazione.
E questo tipo di risposta si è inteso dare anche a Lentini già
l’anno scorso, quando in conseguenza ad atti vandalici e a fatti
comunemente chiamati di “bullismo” il Preside Armando Rossitto
e gli insegnanti, sostenuti da LIBERA hanno organizzato un campo estivo
dal titolo “Sbulla la città”: per una settimana intera
circa quaranta ragazzini di diverse età si sono incontrati tutti
i giorni per imparare giocando il piacere di essere “protagonisti”,
l’importanza di partecipare e contribuire a tenere pulito colorato
ordinato il loro bene pubblico per eccellenza: la scuola.
Estate 2003: l’esperienza viene riproposta, il successo raddoppia.
Ottanta piccoli partecipanti si sono incontrati tutta la settimana dal
20 al 27 Agosto sempre presso i locali della “loro” scuola
con un nuovo slogan: “Dal bene al meglio”. Sempre meglio…
partendo dai beni confiscati alla famiglia mafiosa dei Nardo; sempre meglio
imparando che insieme è possibile, si può fare…
Ecco la portata “rivoluzionaria” dell’educazione: la
possibilità. Anche nel nostro territorio contagiare il piacere
della legalità è possibile: a partire dai più piccoli,
a partire dalla scuola, col gioco e non per gioco riprendendo un motto
caro agli scout. E professionisti del gioco, dell’animazione e della
creatività hanno dimostrato di essere i giovani animatori del campo
tutti rigorosamente volontari: a partire da Piero arrivato per il secondo
anno di fila da Torino, Sara e Marco da Frosinone, Daniele e Daniele da
Francofonte, ad aiutare Vanessa, Giulio e Rosario di Lentini. Tutti sui
vent’anni a investire tempo ed energie in laboratori creativi, spettacoli
teatrali e balli e canti, a dipingere e affrescare pareti, a trasmettere
il piacere di stare e di “fare” insieme.
E questi sono segni che restano, tanto sui muri quanto nella memoria e
nel petto dei giovani cittadini. Cresce il senso di appartenenza alla
propria scuola, alla propria città, alla propria terra e il senso
della proprietà di tutti da rispettare, curare, far crescere; cresce
il senso della democrazia.
Chi scrive ha avuto occasione, grazie agli amici di LIBERA, di partecipare
alla giornata conclusiva di questa importante esperienza e sente il dovere
di lanciare un invito a quanti tra educatori, giovani e meno giovani,
animatori e non ritengano le attività educative “magiche”
occasioni per trasmettere il piacere della legalità, per costruire
una società di domani un po’ più attenta e partecipe
e attiva.
L’invito: moltiplichiamo campi come quello di Lentini la prossima
estate, camminiamo dal bene al meglio…
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