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«Col
vento, c'è chi
costruisce muri e chi costruisce mulini»
(detto olandese)
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Mi appresto a scrivere l’editoriale
che chiude il primo ciclo completo di pubblicazione di Idea Solidale e
lo faccio da dimissionario di Portavoce Provinciale di Agire Solidale
e da neo Consigliere Provinciale.
Un momento emozionante ed importante che ha cambiato nuovamente la mia
vita, dopo avere solennemente promesso che mai più mi sarei candidato
per una carica istituzionale a causa dell’incompatibilità
che sentivo tra la mia professione ed un incarico tanto impegnativo.
Eppure quando a Gennaio scelsi di ricandidarmi, avevo chiaro dentro di
me che, nel caso di elezione, avrei vissuto l’esperienza in maniera
armonica con il mio Sé…spero di non sbagliarmi, ma fino ad
ora è stato così, in particolare la campagna elettorale
vissuta con una gioia, una passione ed una semplicità che non dimenticherò
con facilità, così come non dimenticherò il lavoro
silenzioso di tanti di voi, lavoro che ha permesso il nostro successo
elettorale.
Ora gli impegni che abbiamo davanti come cittadini, come soci di Agire
Solidale, come aderenti ai partiti del centro sinistra, sono ancora più
gravosi, perché è molto più facile restare alla finestra
e criticare quelli che passano, piuttosto che decidere di scendere in
strada e confrontarsi con la vita che scorre.
Abbiamo però oggi tutte le condizioni per attuare il Progetto Politico
che abbiamo in mente, un Progetto che tende a mettere al centro della
vita democratica la Partecipazione della gente e che deve riuscire a ridare
a tutti la speranza e la possibilità che fare Politica non solo
è possibile, ma che è ancora appassionante e costruttivo.
Oggi abbiamo il nostro giornale, una sede di riferimento, rappresentanti
istituzionali, tanti compagni ed amici inseriti nei partiti ed in una
miriade di associazioni e movimenti che in questi anni hanno tenuta alta
la bandiera dell’impegno nel territorio in difesa della legalità
e della Pace, nella lotta alla mafia, per la necessità di uno sviluppo
sostenibile e per la valorizzazione dei nostri beni ambientali ed architettonici,
per la difesa del diritto al Lavoro e dei diritti dei soggetti in difficoltà.
Il nostro è un movimento variegato che poggia la sua forza nell’autonomia,
ma anche nella capacità di darci forza vicendevolmente, evitando
l’errore di curare un nostro orticello che ci da la sensazione del
“tutto bello ed ordinato”, ma che fa perdere la dimensione
del sociale, della rete, del rischio di confonderci con gli altri per
camminare insieme ed andare avanti verso orizzonti finalmente più
ampi e luminosi.
Forse tutto questo è un po’ retorico, ma è quello
per cui ho scelto di rischiare la mia tranquillità personale ed
il mio stare sul marciapede, non certo alla finestra perché lì
è proprio un posto che non fa per noi. Ma dal marciapedi è
bene anche scendere per strada…affrettiamoci, c’è bisogno
di tutti.
un abbraccio affettuoso
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