| l'analisi
del voto delle provinciali, del coordinatore del circolo della Margherita
"Scuola e Territorio" di Siracusa
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La netta vittoria di Bruno Marziano,
eletto con 100.413 voti al ballottaggio, non può far dimenticare
quanto Vinciullo abbia sfiorato l’elezione al primo turno.
Grande merito al Presidente, come dimostrano il gran numero di voti disgiunti
e gli oltre diecimila voti nei tre collegi della Lista del Presidente,
che si attesta al quarto posto nella coalizione del centro sinistra.
Ma è anche merito della coalizione che, con i suoi 90.000 voti,
compresa la lista di Franco Greco, ha costituito lo zoccolo duro su cui
si è costruita la vittoria di Marziano.
Pesante la sconfitta del centro destra che schierava sul campo una “armada”
che, e per i recenti risultati elettorali e per i “governativi”
che la guidavano, nelle intenzioni dei promotori avrebbe dovuto essere
invincibile. Mai a Siracusa s’era visto qualcosa di paragonabile,
almeno in termini di rappresentatività istituzionale: dal Ministro
agli Assessori Regionali, dal Sottosegretario di Stato al Presidente della
Commissione parlamentare Antimafia che per valenza non è seconda
ad un buon Ministero. E giù a scendere da Sindaci ad Assessori
e Consiglieri comunali fino al Sindaco della città di Siracusa
con i suoi circa 35 consiglieri comunali e ai 100 e passa consiglieri
circoscrizionali. E con la dote della totalità dei deputati eletti
nei collegi uninominali e nei due collegi senatoriali. Eppure, tutto ciò
non è valso ad evitare la sconfitta del centro destra ed il danno
maggiore lo ha subito Forza Italia che, rispetto alle nazionali del 2001,
ha perso oltre la metà dei suoi voti, passando da 74.258 a 32.826.
Sostanzialmente ferma Alleanza Nazionale che ha avuto un calo, sempre
rispetto alle nazionali, dello 0.06 %. Così anche per l’UDC
che ha ottenuto circa 3.000 voti in più rispetto alla sommatoria
dei voti, nelle nazionali, dei tre partiti di riferimento (DE –
CCD- CDU), a cui fa riscontro l’affermazione della Nuova Dc con
i suoi 15.298 voti pari al 7,33 % e di Nuova Sicilia con 8.977 voti ed
il 4,3 in percentuale. Il che sta a significare che sui circa 37.000 voti
perduti complessivamente tra Forza Italia e UDC di essi solo una parte
é rimasta nel centro destra, in quanto recuperata dalla Nuova Dc
(15.000) e Nuova Sicilia (9.000), mentre mancano all’appello, nel
centro destra , circa 13 mila voti.
Il punto è che, a mio avviso, questi voti non sono andati, se non
in piccolissima parte, al centro sinistra che alle provinciali ha registrato,
in valori assoluti, sempre rispetto alle nazionali, più di 3.500
voti circa ma hanno, in prevalenza, ingrossato la già fitta schiera
di quanti non si sono recati a votare perché delusi dal sistema
dei partiti nel complesso considerati. Avvalora questa tesi la differenza
tra i voti validi delle nazionali del 2001, pari a 224.659 e quelli delle
provinciali 2003, eguali a 208.691 con un saldo di 16.000 voti in meno.
Il centro destra perde voti ma non li guadagna la coalizione di centro
sinistra, che pure aumenta in percentuale passando dal 38,76% delle nazionali
del 2001 al 43,42% delle provinciali del 2003; un aumento che si spiega
proprio con il mantenimento sostanziale del proprio elettorato e l’abbassamento
del totale dei voti validi.
Nel centrosinistra, a fronte di una sostanziale tenuta dei Ds, attestati
nelle due competizioni prese a raffronto, tra il 10 ed il 12% circa, i
fatti più rilevanti sono la secca perdita da parte della Margherita
di circa metà dei voti ottenuti nelle precedenti elezioni nazionali,
che passa così da 36.840 (16,4%) a 17.065 (8,19%) con una flessione,
in valori assoluti, di 19.755 voti e dell’8,21 in percentuale. Un
consenso onfluito, con buona probabilità, in parte nell’UDEUR,
che raggiunge 15.244 voti (7,3%), ed in parte nei 10.845 voti delle Liste
del Presidente. La perdita della Margherita diventa poi una vera e propria
frana nella città di Siracusa dove riduce il consenso da 12.366
a 2.694 voti.
A parte ciò, nei due opposti schieramenti si può cogliere
una sostanziale stabilità dell’elettorato dei DS e di AN
che però non superano, in questo tipo di elezioni, nell’uno
e nell’altro versante, l’11/12% dei voti. E’ questa,
una possibile lettura del risultato elettorato delle Provinciali del 2003.
La prossima tornata amministrativa interesserà Siracusa città
ove si tornerà a votare per Sindaco e Consiglio comunale nel 2004.
La differenza tra i due schieramenti è ridotta, stante i dati delle
Provinciali appena conclusesi, a circa 7.000 voti a favore del centro
destra su un totale di 62.000 voti validi e un potenziale corpo elettorale
che supera i 100.000 elettori. La partita, dunque, è tutta da giocare.
Ed in essa avranno un ruolo importante, se non determinate, i circa 40.000
mila elettori siracusani che nelle ultime elezioni provinciali non si
sono recati a votare.
Questi, a mio avviso, i dati da cui partire per costruire sin da subito
una proposta politico-amministrativa, da parte di un centrosinistra allargato,
in un’ottica progressista vicina ai reali problemi dei cittadini,
con candidature, a partire da quella del candidato Sindaco, credibili
e seriamente spendibili sia sul piano della coerenza che su quello della
capacità.
Il laboratorio è aperto e l’opera tutta costruire.
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