il mediterraneo

  di domenico cacopardo  

un mare o un fiume?

Le vicende, ormai tristemente consuete ad ogni inizio di estate, di sbarchi in massa di uomini, donne e bambini sulle nostre coste, con il corredo di disperazione e la cornice di sfruttamento, naufragi e morte che li accompagna, suggeriscono, tra l’altro, due considerazioni:

a) che il Mediterraneo non è un mare ma un fiume e come tale svolge la funzione che da sempre, geograficamente e storicamente, i fiumi hanno svolto: essere una via di comunicazione, collegare, creare flussi di uomini e cose;

b) che il Mediterraneo è la patria di Ulisse. Chi vive sulle sue sponde da sempre si sposta in tutte le direzioni e lo fa per tornare a casa, perché ogni luogo bagnato dalle acque del Mediterraneo è casa sua.

Acque del mare nostro
Nefaste rigogliose serene terribili,
Mediterraneo dalle sponde vicine
E dai destini lontani

Acque delle nostre sconfitte
Acque dei nostri slanci,
Mediterraneo degli opposti incrociati
E dei fratelli divisi

Acque delle nostre fedi
Acque delle nostre eresie
Mediterraneo del Dio di tutti
E delle guerre sante

Acque dei nostri miti
Acque del potente logos,
mediterraneo delle civiltà
e dei mostri della ragione.

Da sempre un Ulisse lacero ti attraversa
Da nord a sud da ovest a est
Da sempre si torna a casa
risalendo la corrente del Mediterraneo.

Siamo tutti Ulisse, Itaca è il mare