| ...
mastica e sputa: da una parte miele,
mastica e sputa dall’altra cenere…
|
Uno spettacolo anomalo tocca l’isola
di Ortigia per una serata umida di commozione, di riconoscimenti. Le mille
anime del movimento, le mille anime della Sicilia, una storia plurale
affiora dalla scena. Gli echi di una moltitudine di visioni del mondo
emergono in mezzo a noi.
Allo stesso tempo è la vicenda umana di un ragazzo che si svolge:
è suo lo sguardo su Genova, suo il percorso interiore. Alessio
(unico attore accompagnato dai ritmi e dalla musica prodotta con miriadi
di oggetti da Luca Recupero) ci conduce tramite forme della memoria fisica
e sonora attraverso quella moltitudine di gente che fa i movimenti planetari
no-global. Ci porta a Genova subito dopo l’assassinio di Carlo Giuliani,
nei giorni delle manifestazioni del Luglio 2001. Ci porta frammenti di
immagini in trasparenza che formano il filo rosso di una limpida memoria
politica: frammenti di rivolta, tracce di soprusi contro la dignità
umana. Orme che fondano la coscienza di ciò che è oggi.
Una litania dialettale tocca al cuore di ogni coscienza-in-rivolta qui
in Sicilia. E appare, nel racconto Portella della Ginestra.
Rievocando l’antica arte del cuntista Alessio riesce a far arrivare
qui presenti giovani scouts, giovani cattolici, giovani dei centri sociali,
giovani comunisti…una folla di giovani per le strade della protesta.
E fra questi un gruppo di giovani che dalla zona industriale di Augusta,
oggi noto come il triangolo della morte Priolo-Augusta-Melilli, cercano
una altro futuro possibile. Si snocciolano i risultati atroci di questa
industrializzazione nostrana, i dati freddi e grevi di questi vessilli
di sviluppo. Uno scioglilingua che srotola lacrime e rabbia.
Dei tanti giovani emersi nel buio colmo di suoni della folla evocata dal
Alessio colpiscono per il pathos guerresco le giovani truppe armate fino
ai denti, più rabbiose del feroce saladino, più furenti
dei paladini di Francia nello loro gesta non-eroiche contro un mare in
rivolta. Ciascuno porta nel palco le sue immagini, quelle che ha visto
nella TV, quelle ha cercato qui e là, quelle di indymedia o di
Peacelink ed altri siti. Quelle del suo proprio cercare di capire, di
ragionare. Quelle chiarissime della violenza del potente. E le deposita
lì, nel buio della sala guidato dal ritmo incalzante di Alessio,
dei suoi gesti, in questa catartica rammemorazione, che aiuta a scegliere,
per ogni giorno nuovo, dove stare e come ‘so-stare’.
Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate Siracusa
è un crogiolo di eventi teatrali dall’antica cavea greca
agli scorci più incantevoli di Ortigia. Nella tradizione classica
greca il teatro è evento politico, luogo della dialettica delle
differenze e del loro appalesarsi pubblico.
Luogo della formazione di una coscienza politica critica. “Da faro
a faro” ha fatto rivivere questa tradizione.
da faro a faro
regia di marcello cappelli
con alessio di modica
musiche di luca recupero
una produzione madara ke teatro
Lo spettacolo è stato presentato con un promo ad ottobre al Forum
Europeo dei teatri di Firenze.
Debutta a marzo ad Augusta nella rassegna "Campo sud, 'n Sicilia".
A maggio viene messo in scena a Cinisi nelle giornate dedicate a Peppino
Impastato, a Roma nel c.s.o. Bencivenga e a Civitavecchia.
A giugno partecipa al festival di Napoli "Angeli al sud", vince
la prima edizione del premio "Teatriinmovimento" a cura del
comune di Bassano del Grappa, al festival di Radio Sherwood. A luglio
sarà ospite a Genova per le manifestazioni in memoria di Carlo
Giuliani. Ad agosto parteciperà ad "Opera festival" di
Bassano del Grappa |
|