|
Johnny
e Piero: due ragazzi, due destini diversi, che uno spazio attrezzato per
lo sport fa incontrare ancora una volta
|
Nel deserto di Augusta l'inaugurazione
di uno spazio attrezzato per l'atletica, presso nell'Istituto Tecnico
Industriale, rappresenta una delle poche opportunità capaci di
fare incontrare i giovani e la pratica sportiva.
Tutto è cominciato per merito di Johnny, un ragazzo che impegnava
gran parte delle sue giornate a smontare e rimontare scooter, a modificarne
le prestazioni che poi 'provava' gareggiando sulle strade della periferia
di Augusta, mettendo in gioco la sua vita nella sfida sull'asfalto.
Ero il suo insegnante di Educazione Fisica e un giorno, durante l'ora
di lezione, notai le sue qualità atletiche e lo invitai a provare
la corsa ad ostacoli. Era come un cavallo selvaggio, ma i primi risultati
arrivarono subito: campione provinciale, campione regionale, sesto alle
finali nazionali. Da allora questo ragazzo non corre più in strada
ma sulle piste di atletica leggera.
L'atletica è diventata la sua passione, oggi tesserato per una
squadra di Siracusa ed è diventato un atleta di livello nazionale.
Ma quello che è più importante è che è diventato
un uomo con le sue regole di vita e i suoi obbiettivi da raggiungere.
Quello che manca ai ragazzi di oggi, sempre più demotivati, sempre
insoddisfatti, sempre alla ricerca del più. Ma anche quando arriva,
questo più non è mai abbastanza. È forse proprio
questo "più" il male che attanaglia la gioventù
oggi, esplosa nel brivido di nuove emozioni e nelle tragedie del sabato
sera, quella peste maledetta di cui è stato vittima il giovane
Piero che ricordiamo in questa occasione.
Piero era un ragazzo semplice, capace di apprezzare le piccole cose, che
sorrideva alla vita con la consapevolezza di chi sa che non tutto gli
è dovuto. Come altri studenti, sacrificava molte delle sue serate
e delle sue estati per guadagnarsi, con onestà e dignità,
quella piccola autonomia che è tanto cara ai ragazzi della sua
età.
Certo noi educatori scolastici e sportivi possiamo fare molto per inculcare
nei giovani d'oggi il principio del sacrificio per il raggiungimento dell'obbiettivo,
e in questo la pratica sportiva è un mezzo fondamentale.
Non ci sono più le strade e le poche aree che una volta rappresentavano
la aree ludiche; non sono rimasti che video giochi, ci si incontra solo
nelle sale giochi.
Le amministrazioni locali, comunale e provinciale, devono lavorare e impegnarsi
per integrare nelle aree urbane spazi e attrezzature ludico sportive:
così potremo forse motivare ed impegnare in modo più proficuo
e costruttivo i nostri ragazzi vittime liberandoli dalla prigione di una
società solo consumistica.
Potremo così avere tanti ragazzi che scopriranno il gusto di correre
su piste di atletica piuttosto che sfrecciare su strade, avremo gioie
e soddisfazioni da condividere con loro, e, chissà, magari qualche
dolore in meno, per una vita spezzata sull'asfalto.
|
|