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politica del centrodestra, all'insegna del "chi vince si fa le leggi
che vuole"
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Con una certa approssimazione, e
non senza ricalcare luoghi comuni, si parla spesso della nostra sanità.
Torneremo pertanto su questo delicatissimo e fondamentale argomento, ma
qui vogliamo annotare come gli uomini del centrodestra in Sicilia non
perdano occasione, anche su questo fronte, per statuire il principio e
la prassi, celebrata e vantata dal Polo a livello nazionale, che le leggi
si fanno apposta per ... superare la legge. È con questa avvertenza
che deve essere letto un episodio che in sé potrebbe apparire trascurabile
ma che merita di essere evidenziato quale esempio di irresponsabilità
e di quella cultura dell'asservimento delle istituzioni ai propri vantaggi
che ha fin qui caratterizzato la politica del centrodestra, all'insegna
del "chi vince si fa le leggi che vuole".
Con decreto 17 giugno 2002, n. 890, l'Assessore Regionale alla Sanità
ha emanato le direttive per l'accreditamento delle strutture sanitarie
in Sicilia. In pratica, i "requisiti strutturali, tecnologici ed
organizzativi minimi" che tutte quante, siano esse pubbliche che
private, devono possedere per essere autorizzate ad erogare prestazioni
sanitarie e, conseguentemente ricevere dalla Regione, ove previsto, il
corrispettivo per quelle rese.
Fra tali requisiti, anche quelli di carattere edilizio ed in particolare
quello che prevede che gli immobili utilizzati abbiano struttura antisismica.
Ovviamente, direte voi. Ed infatti, in un territorio ad altissimo rischio
sismico come la Sicilia, c'è qualcuno a cui verrebbe in mente che
l'edificio dove vai a farti curare non ha bisogno di resistere al terremoto?
C'è qualcuno che, l'indomani della straziante tragedia di San Giuliano
di Puglia in cui hanno perso la vita 26 bambini e le loro insegnanti,
non ha capito la necessità che in un paese civile ed altamente
sismico come il nostro, le strutture aperte al pubblico (almeno quelle)
come scuole ma anche ospedali, ambulatori e case di cura e tante altre
ancora, devono garantire di non seppellire chi vi sta dentro alla prima
scossa di terremoto? A parole, no. Anche in Sicilia, dopo i morti di San
Giuliano e di Santa Venerina, tutti gli uomini del presidente li abbiamo
visti riempire televisioni e giornali per promettere verifiche e controlli,
monitoraggi e pronti interventi. Salvo, poi, a non parlarne più
dopo tre settimane e, peggio ancora, a non aver fatto nulla, ma proprio
nulla. Al prossimo terremoto ne riparliamo. È d'altronde un dato
inoppugnabile, numeri alla mano, che il budget disponibile nel bilancio
regionale per l'edilizia scolastica pubblica è irrisorio rispetto
alla copertura finanziaria della legge sul buono scuola, voluta da Granata,
a sostanziale sostegno degli istituti privati.
Ma torniamo al mondo della sanità ed a quel requisito di sicurezza
sismica: avete idea di quanti problemi aveva creato a tante case di cura
e strutture private in lista d'attesa per essere accreditate dalla Regione?
Che si fa, si saranno chiesti le nostre teste d'uovo al governo? Qualcuno
deve aver detto, illuminandosi d'immenso dopo un ripasso del suo breviario
politico: ma certo, facciamo come ci ha insegnato Lui! Lui è il
loro capo, che da quando è il capo (sic!) del governo, ha dimostrato
a tutti come si risolvono i problemi di questo genere, quelli personali
e degli amici. Ma ovvio, facendo le leggi! Se no, che ce lo siamo presi
a fare il potere! Il popolo ce lo ha dato e noi ce lo usiamo, no? E così,
detto fatto, ecco il parto. Nella legge finanziaria, naturalmente. Che
c'entra la finanziaria con queste cose, direte voi? Nulla, proprio nulla!
Ma é proprio per questo che, provate a leggerla, c'è di
tutto e senza pudore. Articoli su misura, per ogni esigenza e per ciascun
deputato di questa grande maggioranza che ci governa. Come la soluzione
al problema di cui stiamo parlando: l'articolo 61. Sentite un po': "Per
le case di cura esistenti e le strutture sanitarie di cui ai punti 2.1
e 2.2 del decreto assessoriale 17 giugno 2002 n. 890 che erogano prestazioni
sanitarie in ambito extraospedaliero ed attualmente ubicati in edifici
la cui costruzione sia antecedente al D.M. 3 giugno 1981 (n.d.r.: norme
tecniche per le costruzioni in zona sismica) la produzione di certificazione
antisismica è sostituita da certificazione di rispetto delle normative
vigenti all'epoca della ricostruzione in materia di agibilità e
di successive verifiche di conformità e di staticità comprovanti
che sono state prese tutte le precauzioni possibili in relazione alla
tipologia del fabbricato". Si, avete letto bene "tutte le precauzioni
possibili in relazione alla tipologia del fabbricato", cioè
aria fritta e niente più. Nessuna certificazione antisismica, per
carità. Insomma, uno straordinario giro di parole e di vacuità,
di un livello raramente così esplicito, per arrivare al risultato
che le strutture esistenti e non resistenti al terremoto possono continuare
ad operare senza problemi. Per legge. Un capolavoro nel capolavoro è
addirittura il fatto che sia una legge a specificare l'applicabilità
di un decreto! Cittadini, il professore, ringrazia.
Ora, a chi può essere venuto in mente questo articolo, ovviamente
votato ed approvato da tutto il Polo nell'Assemblea Regionale Siciliana
con entusiasmo e convinzione? Misteri, imbarazzo, un po' di vergogna?
Pensate che dovremo faticare a scoprirlo? Ma quando mai, si vede che siete
i soliti moralisti buoni a perdere tutte le elezioni. C'è da vantarsene,
altro che! E da farlo sapere in giro! Ecco qui, infatti, testuale e su
carta intestata: "Caro collega, con molta soddisfazione, ed un pizzico
d'orgoglio, ti invio copia della pagina nr. 45 della finanziaria 2003
approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana, dove si evidenzia all'art.
61 l'emendamento da me presentato ed approvato. Rimanendo sempre a Vs
disposizione unitamente alla mia segreteria di via Eumelo 80, tel. 0931-465345.
Cordiali saluti. On. Giancarlo Confalone". Ma come, c'è una
clinica che non regge in piedi al terremoto, che potrebbe cadere in testa
alla gente ed ucciderla e ti vanti di avere trovato la scappatoia per
continuare a farci soldi! Ma certo, babbo, fa lui, business is business!
Ovvio, la cosa sarebbe stata ancora più grave se ci fosse stato
di mezzo un piccolino conflittino di interessi, ma per fortuna il nostro
con le case di cura private non c'ha proprio nulla a che fare. Solo le
malelingue biforcute, infatti, e tutti i bolscevichi di cui la città
brulica, hanno potuto insinuare il contrario. Bravo Giancarlo!, gli ha
detto invece Berlusca strizzandogli l'occhio in videoconfidenza ai suoi
guerrieri il 18 maggio, è anche con furbate come queste che si
difende la libertà, contro quei comunisti malefici e sanguinari!
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