bravo giancarlo!

  di roberto de benedictis  

la politica del centrodestra, all'insegna del "chi vince si fa le leggi che vuole"

 

Con una certa approssimazione, e non senza ricalcare luoghi comuni, si parla spesso della nostra sanità. Torneremo pertanto su questo delicatissimo e fondamentale argomento, ma qui vogliamo annotare come gli uomini del centrodestra in Sicilia non perdano occasione, anche su questo fronte, per statuire il principio e la prassi, celebrata e vantata dal Polo a livello nazionale, che le leggi si fanno apposta per ... superare la legge. È con questa avvertenza che deve essere letto un episodio che in sé potrebbe apparire trascurabile ma che merita di essere evidenziato quale esempio di irresponsabilità e di quella cultura dell'asservimento delle istituzioni ai propri vantaggi che ha fin qui caratterizzato la politica del centrodestra, all'insegna del "chi vince si fa le leggi che vuole".
Con decreto 17 giugno 2002, n. 890, l'Assessore Regionale alla Sanità ha emanato le direttive per l'accreditamento delle strutture sanitarie in Sicilia. In pratica, i "requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi" che tutte quante, siano esse pubbliche che private, devono possedere per essere autorizzate ad erogare prestazioni sanitarie e, conseguentemente ricevere dalla Regione, ove previsto, il corrispettivo per quelle rese.
Fra tali requisiti, anche quelli di carattere edilizio ed in particolare quello che prevede che gli immobili utilizzati abbiano struttura antisismica. Ovviamente, direte voi. Ed infatti, in un territorio ad altissimo rischio sismico come la Sicilia, c'è qualcuno a cui verrebbe in mente che l'edificio dove vai a farti curare non ha bisogno di resistere al terremoto? C'è qualcuno che, l'indomani della straziante tragedia di San Giuliano di Puglia in cui hanno perso la vita 26 bambini e le loro insegnanti, non ha capito la necessità che in un paese civile ed altamente sismico come il nostro, le strutture aperte al pubblico (almeno quelle) come scuole ma anche ospedali, ambulatori e case di cura e tante altre ancora, devono garantire di non seppellire chi vi sta dentro alla prima scossa di terremoto? A parole, no. Anche in Sicilia, dopo i morti di San Giuliano e di Santa Venerina, tutti gli uomini del presidente li abbiamo visti riempire televisioni e giornali per promettere verifiche e controlli, monitoraggi e pronti interventi. Salvo, poi, a non parlarne più dopo tre settimane e, peggio ancora, a non aver fatto nulla, ma proprio nulla. Al prossimo terremoto ne riparliamo. È d'altronde un dato inoppugnabile, numeri alla mano, che il budget disponibile nel bilancio regionale per l'edilizia scolastica pubblica è irrisorio rispetto alla copertura finanziaria della legge sul buono scuola, voluta da Granata, a sostanziale sostegno degli istituti privati.
Ma torniamo al mondo della sanità ed a quel requisito di sicurezza sismica: avete idea di quanti problemi aveva creato a tante case di cura e strutture private in lista d'attesa per essere accreditate dalla Regione? Che si fa, si saranno chiesti le nostre teste d'uovo al governo? Qualcuno deve aver detto, illuminandosi d'immenso dopo un ripasso del suo breviario politico: ma certo, facciamo come ci ha insegnato Lui! Lui è il loro capo, che da quando è il capo (sic!) del governo, ha dimostrato a tutti come si risolvono i problemi di questo genere, quelli personali e degli amici. Ma ovvio, facendo le leggi! Se no, che ce lo siamo presi a fare il potere! Il popolo ce lo ha dato e noi ce lo usiamo, no? E così, detto fatto, ecco il parto. Nella legge finanziaria, naturalmente. Che c'entra la finanziaria con queste cose, direte voi? Nulla, proprio nulla! Ma é proprio per questo che, provate a leggerla, c'è di tutto e senza pudore. Articoli su misura, per ogni esigenza e per ciascun deputato di questa grande maggioranza che ci governa. Come la soluzione al problema di cui stiamo parlando: l'articolo 61. Sentite un po': "Per le case di cura esistenti e le strutture sanitarie di cui ai punti 2.1 e 2.2 del decreto assessoriale 17 giugno 2002 n. 890 che erogano prestazioni sanitarie in ambito extraospedaliero ed attualmente ubicati in edifici la cui costruzione sia antecedente al D.M. 3 giugno 1981 (n.d.r.: norme tecniche per le costruzioni in zona sismica) la produzione di certificazione antisismica è sostituita da certificazione di rispetto delle normative vigenti all'epoca della ricostruzione in materia di agibilità e di successive verifiche di conformità e di staticità comprovanti che sono state prese tutte le precauzioni possibili in relazione alla tipologia del fabbricato". Si, avete letto bene "tutte le precauzioni possibili in relazione alla tipologia del fabbricato", cioè aria fritta e niente più. Nessuna certificazione antisismica, per carità. Insomma, uno straordinario giro di parole e di vacuità, di un livello raramente così esplicito, per arrivare al risultato che le strutture esistenti e non resistenti al terremoto possono continuare ad operare senza problemi. Per legge. Un capolavoro nel capolavoro è addirittura il fatto che sia una legge a specificare l'applicabilità di un decreto! Cittadini, il professore, ringrazia.
Ora, a chi può essere venuto in mente questo articolo, ovviamente votato ed approvato da tutto il Polo nell'Assemblea Regionale Siciliana con entusiasmo e convinzione? Misteri, imbarazzo, un po' di vergogna? Pensate che dovremo faticare a scoprirlo? Ma quando mai, si vede che siete i soliti moralisti buoni a perdere tutte le elezioni. C'è da vantarsene, altro che! E da farlo sapere in giro! Ecco qui, infatti, testuale e su carta intestata: "Caro collega, con molta soddisfazione, ed un pizzico d'orgoglio, ti invio copia della pagina nr. 45 della finanziaria 2003 approvata dall'Assemblea Regionale Siciliana, dove si evidenzia all'art. 61 l'emendamento da me presentato ed approvato. Rimanendo sempre a Vs disposizione unitamente alla mia segreteria di via Eumelo 80, tel. 0931-465345. Cordiali saluti. On. Giancarlo Confalone". Ma come, c'è una clinica che non regge in piedi al terremoto, che potrebbe cadere in testa alla gente ed ucciderla e ti vanti di avere trovato la scappatoia per continuare a farci soldi! Ma certo, babbo, fa lui, business is business! Ovvio, la cosa sarebbe stata ancora più grave se ci fosse stato di mezzo un piccolino conflittino di interessi, ma per fortuna il nostro con le case di cura private non c'ha proprio nulla a che fare. Solo le malelingue biforcute, infatti, e tutti i bolscevichi di cui la città brulica, hanno potuto insinuare il contrario. Bravo Giancarlo!, gli ha detto invece Berlusca strizzandogli l'occhio in videoconfidenza ai suoi guerrieri il 18 maggio, è anche con furbate come queste che si difende la libertà, contro quei comunisti malefici e sanguinari!