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lo stop
al piano dei rifiuti di cuffaro
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L’11 Settembre 2009
la Giunta Regionale presieduta da Raffaele Lombardo ha deciso di annullare
tutti gli atti relativi al Piano Rifiuti dell’ex Commissario e
Presidente della Regione Salvatore Cuffaro e di ridurre il numero degli
ATO da 27 a 9 o 10. L’Agenzia Regionale Rifiuti e Acque (ARRA)
diretta dall'Avv. Felice Crosta è demandata ad assumere i provvedimenti
necessari per la risoluzione dei contratti stipulati con le aziende per
la realizzazione degli inceneritori. Lombardo dichiara che andrà fatto
un nuovo Piano Rifiuti, redatto all’insegna della trasparenza e
della partecipazione, superando la precedente impostazione basata su
tecnologie superate e non sicure per la salute e sulla termovalorizzazione
di 2 milioni l’anno di rifiuti che non tiene conto della direttiva
europea sulla raccolta differenziata…
Detta così sembra una banale “breve” da Palazzo D’Orleans
mentre a nessuno dovrebbe invece sfuggire la portata di questa decisione
che assesta un colpo formidabile ad una delle roccaforti del sistema di
potere cuffariano.
E’ innanzitutto una memorabile vittoria degli ambientalisti, delle
Amministrazioni Comunali, dei comitati e dei cittadini che in questi ultimi
7 anni hanno condotto una serrata battaglia contro il mostruoso “piano
degli inceneritori” di Cuffaro, contestato le diverse illegittimità delle
procedure, evidenziato l’incoerenza di puntare esclusivamente all’incenerimento
dei rifiuti a discapito della raccolta differenziata e del recupero, dimostrato
l’insostenibilità ambientale di impianti e sistemi e reso
evidente a tutti gli enormi costi economici scaricati sugli utenti. Oggi
anche quelle testate giornalistiche che negli anni hanno difeso le scelte
inceneritrici di Cuffaro, ammettono che i costi dell’ope-razione
erano e sono insostenibili, così come rimane inaccettabile il famigerato
contributo Cip6 che il Ministro Prestigiacomo ha voluto reintrodurre a
favore degli impianti siciliani (un regalo da 1 miliardo e 400 milioni
di euro!)
Si è giunti a questo punto dopo oltre due anni dalla condanna della
Corte di Giustizia Europea all’Italia per il bando illegittimo con
il quale la gestione di tutti i rifiuti urbani siciliani era stata affidata
ai quattro raggruppamenti d’impresa guidati da Falk e Waste Italia.
Dopo aver architettato varie e fantasiose strategie per far rientrare dalla
finestra ciò che era stato fatto uscire dalla porta, con l’emissione
di nuovi e curiosi bandi – destinati ad andare deserti - che imponevano
ai vincitori di rifondere oltre 300 milioni di euro ai vecchi aggiudicatari
di quello dichiarato illegittimo, l’ARRA a metà Settembre
ha proceduto alla risoluzione dei contratti. Qualche giornale scrive che
la mossa di Lombardo, con l’ordine impartito all’ARRA, nasce
dall’ineludibile obbligo posto dalle UE di provvedere a rescindere
entro il 30 Settembre, pena il pagamento di un’ammenda di 10 milioni
di euro e di altri 700mila euro per ogni giorno di ritardo nell’adem-piere
alla sentenza della Corte di Giustizia.
E’ comunque ormai evidente che è crollato il sistema di “non
gestione dei rifiuti” (e con esso anche la rete di alleanze) costruito
da Cuffaro e dai suoi collaboratori, che dalla vicenda esce fortemente
sminuito il ruolo dell’ARRA – così come quello dei ministri
e dei politici che hanno parteggiato per le scelte anomale ed inaccettabili
-, che bisognerà davvero ridurre il numero degli ATO per farne degli
organismi trasparenti ed efficienti e che un nuovo Piano dovrà essere
fatto celermente per affrontare le emergenze.
E mentre la vicenda degli inceneritori siciliani ha come effetto collaterale
l’insorgere di vertenze giudiziarie tra le aziende e la Regione e
persino contrasti all’interno della famiglia Falk, rimane da accertare
a chi sono da imputare e far pagare i danni economici derivanti alla collettività per
i 7 anni trascorsi inutilmente, per le spese legali sostenute dalle Amministrazioni
Pubbliche in difesa di provvedimenti illegittimi, per le conseguenze della
condanna della Corte di Giustizia, per le discariche che si sono continuate
a riempire con rifiuti indifferenziati.
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