un papa dalle passioni tristi

  di roberto bellassai  

tra nichilismo passivo e nichilismo attivo

La colpa è dei "pensieri associativi", dice Franco Battiato in una sua nota canzone recente. Infatti, associare il Nichilismo al Nazismo e ai lager nazisti, è sconcertante e osceno, purtroppo è stato detto dal Papa Benedetto XVI, all'Angelus del 9 Agosto c.a., e precedentemente durante l'omelia della Messa del 9 Aprile, aveva tuonato contro il Nichilismo e contro Friederich Nietzsche, per "avere dileggiato l'umiltà e l'obbedienza e di avere propagato il Nichilismo col suo strascico di relativismo e di violenza ". Nietzsche oltre ad essere il principale filosofo sostenitore "dell'Ospite inquietante", del Nichilismo, di cui la stampa nazionale, ancora oggi con vari articoli e interventi continua ad alimentare il dibattito, è un filosofo che ha scritto e dissertato sul concetto di Nichilismo, facendo una distinzione chiara, tra Nichilismo passivo e Nichilismo attivo.
In breve, il Nichilismo passivo, comporta la presa di coscienza e la costatazione oggettiva della fine della struttura e della sovrastruttura del sistema e dei valori culturali dell'Occidente, la fine della Metafisica e la morte di Dio, in cui secondo Nietzsche, l'uomo è spiritualmente schiavo, chiuso in una dimensione spirituale oscurantista e socialmente individualista borghese, mentre il Nichilismo attivo, rappresenta ricerca e creazione di nuovi valori etici, culturali, spirituali, di una spiritualità laica, basati su una ragione dinamica, trascendentale, scientifica, spirituale, in cui l'uomo attraverso processi culturali, scientifici, crea nuove dimensioni dentro e fuori di se, fino ad andare al di là del Bene e del Male, verso "l'oltreuomo", di cui ha scritto lo stesso Nietzsche, dilatando il concetto di ragione e di spiritualità.
Sono portato a pensare che il capo della Chiesa Cattolica, Benedetto XVI sia un Papa che riflette in maniera parziale e unilaterale, per niente oggettivo, riflette a senso unico, perchè troppo identificato con il ruolo che è costretto a svolgere, chiuso nei confronti della pluralità dei saperi, fino a sottrarre energia vitale e quindi "altre vie", a se stesso, e all'essere in generale a cui misticamente si rivolge, vivendo di "rendita riflessiva", impostata sempre ad alimentare la propria identificazione con il proprio ruolo di Pastore, un ruolo statico, fisso, mediatico, quasi da Star, che gli ostruisce le "potenziali porte" dentro di se, trasmettendo agli altri, ai fedeli e non, la sua visione religiosa piena di discutibili principi e atmosfere, molto dimezzate, in particolare, nel caso in questione!
Un Papa,che riflette in maniera affrettata, e non in maniera adeguata, che non discerne tra Nichilismo passivo e Nichilismo attivo, che ignora o fa finta di non conoscere l'altro aspetto del Nichilismo, un Papa delle "passioni tristi", non può che essere un Papa moralista, populista, a capo di una Chiesa gerarchica, che per "sottrazione passiva", diviene autoritaria, non autorevole, e che con il potere e gli strumenti che ha a disposizione oltre a stabilire un "campo energetico" nel Belpaese, tenta sempre di "egemonizzare religiosamente", e di esercitare in parte un controllo sociale e politico.