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le primarie
del 25 ottobre del partito democratico
«solo
quando avrete tagliato l'ultimo
albero, avvelenato l'ultimo fiume,
catturato l'ultimo
pesce, solo allora
capirete che il
denaro non si può mangiare»
(Profezia degli Indiani Cree) |
Primarie PD: quello che nessuno
vi racconterà è il modo in cui in Sicilia è nata
la candidatura di Lumia a segretario regionale. Corrono molti giudizi
sulla persona, del tipo "mipiace/nonmipiace", varie illazioni
sul percorso che ha portato alla sua candidatura ma poche considerazioni
sulle sue ragioni e prospettive politiche: sapere come sono andate le
cose può aiutare a comprenderle.
1) È vero che Lumia aveva maturato da tempo la sua intenzione di
candidarsi alla guida del Pd siciliano: ciò perché la direzione
regionale del PD aveva deciso che il congresso siciliano si sarebbe svolto,
in via straordinaria, nella primavera del 2009. Per un politico che ha
maturato un'esperienza e una popolarità come le sue (importanti
in elezioni aperte a tutti, come le primarie che faremo) scegliere di mettersi
in gioco mi pare assolutamente normale e forse anche doveroso. Le dimissioni
di Veltroni hanno poi fatto slittare tutto ma le ragioni di quella candidatura
sono rimaste intatte.
2) Per la sua disponibilità a candidarsi, Lumia non ha mai posto
la condizione d'essere appoggiato da uno dei candidati alla segreteria
nazionale, ovviamente non escludendola. Ha chiesto loro che gli venisse
garantita la possibilità di competere comunque, in primarie libere
ed aperte. La cosa non deve apparire ovvia o superflua, se si pensa che
nel 2007 ciò gli fu sostanzialmente impedito.
3) È vero che, sia Franceschini che Bersani hanno, in differenti
occasioni, manifestato l'interesse ad indicare Lumia come proprio candidato
alla segreteria regionale in Sicilia (di Marino non so dire). Certamente
comprendendone il potenziale elettorale ma anche, devo ritenere, la capacità di
guida del partito nell'isola.
4) Ad opporsi alla candidatura di Lumia in seno alle mozioni "nazionali" sono
stati i loro rispettivi maggiorenti siciliani, in particolare quei deputati
- quasi tutti nazionali - che da anni in Sicilia tengono in mano le sorti
dei DS e della Margherita prima e del PD adesso, intendendo fermamente
mantenerle. Sono loro che stanno dietro le brave persone candidate alla
segreteria regionale.
Quelli illustrati sono i fatti, tutti pacificamente dimostrabili, che mi
permetto di non documentare a sola garanzia di privacy delle persone coinvolte,
da nessuna delle quali potrà tuttavia provenire, in tutta onestà,
una loro smentita. Quella che segue è invece la mia valutazione
politica di tali fatti.
Va da sé che una classe politica siffatta deve per forza avere partiti
privi di effettiva partecipazione e collegialità nelle scelte, con
gruppi dirigenti autoreferenziati e cooptati. Come infatti, con poche eccezioni,
erano i nostri partiti ed è oggi il PD.
È
in questa luce che va inteso il contrasto fra la conduzione del gruppo
del PD all'ARS, di cui mi assumo la corresponsabilità e che difendo,
e quella parte del partito che, non a caso con in testa i principali esponenti
delle mozioni Franceschini e Bersani in Sicilia, l'hanno apertamente osteggiata.
Il mancato collegamento della candidatura di Lumia dalle mozioni nazionali è il
prodotto della distanza da coloro i quali in Sicilia rappresentano quelle
mozioni ed attraverso di esse intendono rappresentarvi i loro interessi.
Collegare infatti il sottosviluppo dell'isola alla subalternità delle
nostre classi dirigenti ed a quella politica assistenzialista e predatoria
che le ha negato autonomia vera, è fin troppo facile. Ma dire che
i nostri partiti, attraverso coloro i quali li hanno "posseduti" e
vogliono continuare a farlo, hanno avallato questa politica ed è ora
di rompere questo tetro equilibrio, è il principio di fondo della
candidatura di Lumia. Che proprio per questo si chiama "Prima di tutto
la Sicilia".
Per questo io sostengo Lumia. e chiedo di fare altrettanto il prossimo
25 ottobre a tutti coloro con i quali, da anni, condividiamo un comune
percorso politico, fatto all'insegna del cambiamento e della speranza.
E' in nome di questo percorso che non vedo possibile una diversa altra
scelta.
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