ondina e salina

  di sebastiano di maria  

le pari opportunità

Due gocce d’acqua di mare, Ondina e Salina, scherzano e ridono, al largo della calda costa occidentale dell’Africa; si lasciano cullare dolcemente dalle onde increspate da un vento amico e, a volte, rincorrendosi, scompaiono nelle profondità atlantiche assieme a mille e mille altre sorelle salate.
Improvvisamente una mareggiata: le onde aggrottano le ciglia ed è un fuggi fuggi generale.
Inaspettata, arriva una perturbazione, con corrente ascensionale che trascina, su su fino al cielo, Ondina, Salina e tante altre gocce del mare. La rapida salita termina a migliaia di metri dalla superficie e tutte le gocce si ritrovano, infreddolite, all’interno di una nuvola bianca.
Con dispetto, quasi con cattiveria, il vento traditore strattona la nuvola, di qua e di là, senza darle tregua. Dopo qualche ora, essa precipita come pioggia sull’Appennino, nei pressi di un vulcano spento. Le gocce, separandosi, si disperdono in tanti rivoli, rotolando lungo lo scosceso pendio.
Ondina e Salina si perdono di vista, scompaiono nelle fessure del terreno e vengono inghiottite dal buio delle viscere della Terra. Spaesate, in un mondo sconosciuto, le gocce perdono vitalità ma vivono la nuova esperienza con molta curiosità. Salina finisce in un antro gigantesco, pieno di umide stalattiti e stalagmiti. Ondina, scivolando lungo una feritoia, si tuffa in un grossa sacca piena d’acqua cristallina, frizzante al palato.
Stanche e affaticate, le due sorelle crollano in un sonno profondo che le risparmia dal resto del viaggio sotterraneo. Al risveglio, stropicciandosi gli occhi, si ritrovano, vicine l’una all’altra, all’interno di due diverse bottiglie di acqua minerale; si scrutano ma non si riconoscono subito; è sufficiente, però, un “ciao” per chiarire l’identità delle due sorelle. Si può immaginare, a questo punto, la loro gioia che sfogano danzando allegramente e contagiando le altre bollicine. Ondina, non più salata ma “effervescente”, è fiera del suo marchio di imbottigliamento, ed evidenzia le sue caratteristiche: “..non sono liscia, non sono gasata, sono Ferr…….”. Salina, invece, con molta spocchia, vanta amicizie altolocate: commercializzata col nome del santo delle rondini è orgogliosa di essere pubblicizzata dal Ministero dell’Ambiente, sol perché sponsor ufficiale del G8 a Siracusa. “Non è giusto..”, protesta Ondina: a scuola ci hanno sempre insegnato che le Istituzioni debbono operare super partes e non possono in alcun modo avvantaggiare nessuno, cittadino o azienda che sia.
E’ paradossale che chi è preposto alla tutela del Territorio e del Mare metta zizzania tra i frutti di Madre Natura. Le due gocce ora si guardano in cagnesco, per colpa di un ministro politicamente scorretto.
E dire che lo stesso ministro, per cinque anni ci ha “rotto” i timpani cianciando - in tutte le salse - di pari opportunità!