l'olocausto di tutti i giorni

  di antonio andolfi  

la lotta alla povertà

Come mai le nostre autorità sono così attente all’Olocausto degli ebrei, ma ignorano con disinvoltura i massacri che avvengono oggi nel Terzo mondo o le tante vittime che perdono la vita nel tentativo di fuggire dall’inferno del loro paese? Ma è chiaro: il razzismo più grave è solo quello contro gli ebrei, specie quelli uccisi dai nazifascisti di cui si fanno commemorazioni continue. Nel sistema attuale c’è tanta miseria e i poveri diventano colpevoli solo per il fatto d’esistere, di espatriare sperando di trovare un lavoro che permette loro la sopravvivenza. Oramai il reato più grave nel sistema attuale non è il crimine ma la loro povertà. Difatti se un extracomunitario danaroso viene in Italia può rimanervi tutto il tempo che desidera. Non è così per uno povero. Nessun media ci racconta che da quei barconi che tentano di arrivare qua e che l’attuale legge non vuole, c’è una minoranza di extracomunitari, i dannati, i più poveri! La maggioranza entra nel paese per altre vie presentando un regolare permesso internazionale: il denaro. I governi dell’Ue esprimono il dispiacere verso l’atteggiamento (razzista, xenofobo) adottato dal governo, ma in fondo, ipocriticamente pensano allo stesso modo. E poi, purtroppo questo operato del governo italiano rappresenta una buona parte nell’opinione degli italiani. Ed allora si ritorna a esibire i sentimenti compassionevoli nel ricordo degli ebrei morti oltre 60 anni fa, un’icona che fa comodo, che dimentica i milioni di non ebrei di quei lager, gli altri dei lager moderni. Questi dannati possono andare a morire nel deserto. Ecco che il ministro Maroni può rispedire indietro gli immigrati poveri, esponendoli al rischio di morte, nei lager libici e non è definito “fascista” e purtroppo, dobbiamo dirlo con rammarico, nemmeno una voce solleva il presidente della Repubblica, attento a ricordare i crimini del passato fascista, non quelli del presente. I media fanno in modo da suscitare poco interesse verso il destino dei fuggitivi. Ma l’origine di quella fame, delle guerre in quei paesi da dove proviene? Quei conflitti, con l'apparenza di guerre religiose o etniche non sono in realtà provocati dai paesi industrializzati perché è più facile dominare in una situazione di caos e di guerra e anche per vendere le armi? Se i media intervistassero questi dannati si conoscerebbero delle verità scomode: anche aziende italiane, fabbricanti d’armi… sono presenti. Ed ancora i racconti e le scene che si vive nei lager, le grida di donne somali che ci parlano: “Gli italiani non devono permettere quello che avviene in Libia. Ci hanno torturate, picchiate, stuprate, non solo noi, ma anche i bambini, trattate come schiave per mesi. Meglio finire in fondo al mare. Morire nel deserto. Ma in Libia no…”. Si parla dell’attuale legge liberticida, ma già dei presupposti erano presenti: il D. L.vo del 25 luglio 1998, n. 286 (Testo Unico di Pubblica Sicurezza) individua negli apolidi e nei cittadini non appartenenti all'Unione Europea l'ambito soggetto alle discriminazioni e si applica, salvo che sia diversamente disposto, ai cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea e agli apolidi, di seguito indicati come stranieri". Esso indica le caratteristiche che mettono fuori legge un soggetto presente o aspirante ad entrare nel territorio nazionale. Questi per entrare nel territorio devono avere i documenti in regola, provare di non essere poveri e di avere un motivo compatibile con la legge, cioè un motivo che non sia quello che i poveri hanno per valicare i confini. Ed ancora la Corte di Cassazione ha riaffermato questo principio con la sentenza Cass. sez. I n. 420 del 9 gennaio 2004: "Integra il delitto di cui all'art. 12 comma 1 D. L.vo 286/1998 anche la condotta del vettore dichiaratamente diretta a procurare il transito (...) di cittadini extracomunitari, qualora questi risultino privi di mezzi di sussistenza idonei ad un soggiorno turistico". Davanti a ciò è chiaro una cosa: La cultura che ne deriva è la cultura della sopraffazione e della morte, in cui l'estrema povertà di molti è la risorsa di pochi altri. Siamo giunti a dire: Oggi nascondere di essere povero è reato che anche il povero italiano diventerà un criminale. Le leggi liberticide sono solo un inizio, perchè intanto cresce sempre più la grande schiera di disoccupati, precari, cioè una maggiore povertà che porta instabilità, disordini. Ed allora? Dei piani fra gli stati sono già presenti. Già negli Usa truppe d'élite, specializzate in Iraq nel mantenimento dell'ordine, sono state rimpatriate e si tengono pronte.