cosa accade a bosco minniti?

  di padre carlo d'antoni  

nessuno ha 'gettato la spugna'

Cosa accade a Bosco Minniti?
Nei locali della parrocchia attualmente i ragazzi sono 5, tutti gli altri li ho mandati via per i seguenti tre motivi:
- I locali sono diventati troppo fatiscenti e indegni di ospitare delle persone (da non dimenticare che la media delle presenze si era attestata sui 70). Forse si stava meglio sotto gli alberi a Cassibile (salone con il tetto sfondato dove dormivano fino a 50 ragazzi, un solo gabinetto e una sola doccia agibili, una stanza dove dormivano 18 ragazzi annerita dall’umidità, la cucina che non ne può più di cucinare centinaia di pasti al giorno)
- Specialmente in estate le entrate della parrocchia sono inesistenti e ormai da molto tempo si mangiava solo pasta con la salsa due volte al giorno e con difficoltà.
- L’enorme esiguità di un volontariato formato e che agisce sulla base di un progetto di promozione umana ha portato gli ospiti, incapaci di autogestirsi, a regredire verso uno stile di vita non rispettoso per se stessi e per gli altri.
Da notare che da almeno un paio di anni coloro che si rivolgono alla parrocchia non sono provenienti da uno sbarco recente come sempre era accaduto prima. Sono persone già presenti in Italia da almeno un anno e hanno avuto il tempo di esaurire la loro carica di speranza inseguendo una integrazione innanzitutto lavorativa che non hanno potuto trovare, men che meno una decente abitazione e, in definitiva una dimensione per la loro vita. Questo li sta portando a lasciarsi andare, rifiutano lo studio dell’italiano, rifiutano un minimo di regole condivise. Tirano a campare, scoraggiati anche dai tempi biblici delle pratiche che passano dall’ufficio immigrazione, dalla commissione territoriale per l’esame delle richieste di asilo politico, dal giudice a cui ci si rivolge in caso di respingimento di detta richiesta. Ed è così che si … zompizzano, emergono i peggiori tra di loro mentre i migliori si ritirano da ogni forma di collaborazione e iniziativa.
Avevano formato da me come dei “branchi” senza regole “occupando” quasi la parrocchia. Molti di loro sono ancora convinti che hanno diritto a tutto senza alcun dovere in cambio perché i soldi che il governo mi da (?!?!?!) devo spenderli per loro e non conservarmeli……
Le centinaia che prima ospitavamo, erano ancora “vergini”: con una immensa carica di speranza. Pur poveri, ci si arricchiva con le carezze, la collaborazione e la gioia di star ritrovando il proprio nome. Si mangiava e si dormiva anche in chiesa, nel rispetto di tutti e delle cose, puliti, dignitosi.
Non abbiamo “gettato la spugna” come stupidamente la stampa (non invitata né cercata) ha scritto insieme ad altre frottole. Stiamo semplicemente facendo un po’ di pulizia, riordino, per ripartire quanto prima dentro i confini che i nostri mezzi e possibilità ci permettono nell’attuale situazione.Inoltre: sta camminando quel progetto che, ricorderete, è collegato all’ex aula bunker (o altro locale adatto). Giorno 17 ci sarà una riunione dal vescovo per la sua presentazione definitiva e si deciderà se la diocesi di Siracusa se lo intesta. Dopodichè partirà la richiesta alla regione.
Infine, in tempi non lunghi, si porrà a livello di diocesi, il problema di tanta gente che continua a dormire per strada (il cui numero si ingrossa gravemente): extracomunitari magrebini e dell’Africa sub sahariana, gente dell’est Europa, italiani sbandati. Nascerà un dormitorio pubblico dove questa gente potrà avere almeno un letto decente e un pasto caldo oltre alla doccia e al cambio vestiti.E quelli che per intanto hanno lasciato Bosco Minniti? Molti sono andati per l’Italia alla ricerca di un lavoro. Li chiamerò appena si sbloccherà qualcosa riguardo i loro documenti. Altri sono per strada e cerchiamo di sostenerli per mangiare o se hanno problemi sanitari.

E’ dura, signori. Ma fare promozione umana è una scelta irrinunciabile. Questo è un momento di crisi e le crisi preannunciano sempre qualcosa di nuovo che sta per nascere. Non voglio elemosine o compatimenti che sarebbero davvero fuori luogo. Men che meno, come mi è stato suggerito, cerco contributi da questo o da quell’altro ente. Prese di coscienza si, queste mi piacerebbero e collaborazioni. Io sono convinto che ci è richiesto sudore e consapevolezza che il futuro si costruisce sporcandoci le mani e impegnando testa e cuore, pur davanti ad un presente molliccio, a volte ipocrita e senza forma. E’ dura. Ma le cose belle non penso che si possano ottenere gratis. Io perlomeno la penso così.