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nessuno
ha 'gettato la spugna'
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Cosa accade a Bosco Minniti?
Nei locali della parrocchia attualmente i ragazzi sono 5, tutti gli altri
li ho mandati via per i seguenti tre motivi:
- I locali sono diventati troppo fatiscenti e indegni di ospitare delle
persone (da non dimenticare che la media delle presenze si era attestata
sui 70). Forse si stava meglio sotto gli alberi a Cassibile (salone con
il tetto sfondato dove dormivano fino a 50 ragazzi, un solo gabinetto e
una sola doccia agibili, una stanza dove dormivano 18 ragazzi annerita
dall’umidità, la cucina che non ne può più di
cucinare centinaia di pasti al giorno)
- Specialmente in estate le entrate della parrocchia sono inesistenti e
ormai da molto tempo si mangiava solo pasta con la salsa due volte al giorno
e con difficoltà.
- L’enorme esiguità di un volontariato formato e che agisce
sulla base di un progetto di promozione umana ha portato gli ospiti, incapaci
di autogestirsi, a regredire verso uno stile di vita non rispettoso per
se stessi e per gli altri.
Da notare che da almeno un paio di anni coloro che si rivolgono alla parrocchia
non sono provenienti da uno sbarco recente come sempre era accaduto prima.
Sono persone già presenti in Italia da almeno un anno e hanno avuto
il tempo di esaurire la loro carica di speranza inseguendo una integrazione
innanzitutto lavorativa che non hanno potuto trovare, men che meno una
decente abitazione e, in definitiva una dimensione per la loro vita. Questo
li sta portando a lasciarsi andare, rifiutano lo studio dell’italiano,
rifiutano un minimo di regole condivise. Tirano a campare, scoraggiati
anche dai tempi biblici delle pratiche che passano dall’ufficio immigrazione,
dalla commissione territoriale per l’esame delle richieste di asilo
politico, dal giudice a cui ci si rivolge in caso di respingimento di detta
richiesta. Ed è così che si … zompizzano, emergono
i peggiori tra di loro mentre i migliori si ritirano da ogni forma di collaborazione
e iniziativa.
Avevano formato da me come dei “branchi” senza regole “occupando” quasi
la parrocchia. Molti di loro sono ancora convinti che hanno diritto a tutto
senza alcun dovere in cambio perché i soldi che il governo mi da
(?!?!?!) devo spenderli per loro e non conservarmeli……
Le centinaia che prima ospitavamo, erano ancora “vergini”:
con una immensa carica di speranza. Pur poveri, ci si arricchiva con le
carezze, la collaborazione e la gioia di star ritrovando il proprio nome.
Si mangiava e si dormiva anche in chiesa, nel rispetto di tutti e delle
cose, puliti, dignitosi.
Non abbiamo “gettato la spugna” come stupidamente la stampa
(non invitata né cercata) ha scritto insieme ad altre frottole.
Stiamo semplicemente facendo un po’ di pulizia, riordino, per ripartire
quanto prima dentro i confini che i nostri mezzi e possibilità ci
permettono nell’attuale situazione.Inoltre: sta camminando quel progetto
che, ricorderete, è collegato all’ex aula bunker (o altro
locale adatto). Giorno 17 ci sarà una riunione dal vescovo per la
sua presentazione definitiva e si deciderà se la diocesi di Siracusa
se lo intesta. Dopodichè partirà la richiesta alla regione.
Infine, in tempi non lunghi, si porrà a livello di diocesi, il problema
di tanta gente che continua a dormire per strada (il cui numero si ingrossa
gravemente): extracomunitari magrebini e dell’Africa sub sahariana,
gente dell’est Europa, italiani sbandati. Nascerà un dormitorio
pubblico dove questa gente potrà avere almeno un letto decente e
un pasto caldo oltre alla doccia e al cambio vestiti.E quelli che per intanto
hanno lasciato Bosco Minniti? Molti sono andati per l’Italia alla
ricerca di un lavoro. Li chiamerò appena si sbloccherà qualcosa
riguardo i loro documenti. Altri sono per strada e cerchiamo di sostenerli
per mangiare o se hanno problemi sanitari.
E’ dura, signori. Ma fare promozione umana è una scelta
irrinunciabile. Questo è un momento di crisi e le crisi preannunciano
sempre qualcosa di nuovo che sta per nascere. Non voglio elemosine o
compatimenti che sarebbero davvero fuori luogo. Men che meno, come mi è stato
suggerito, cerco contributi da questo o da quell’altro ente. Prese
di coscienza si, queste mi piacerebbero e collaborazioni. Io sono convinto
che ci è richiesto sudore e consapevolezza che il futuro si costruisce
sporcandoci le mani e impegnando testa e cuore, pur davanti ad un presente
molliccio, a volte ipocrita e senza forma. E’ dura. Ma le cose
belle non penso che si possano ottenere gratis. Io perlomeno la penso
così. |
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