le priorità della giunta visentin

  di fabio morreale  

lo scarico fognario di targia

Siracusa. Mentiva sapendo di mentire. Lo scorso maggio il Sindaco Visentin dichiarò che entro fine giugno sarebbero iniziati i lavori per allacciare lo scarico fognario di Targia al depuratore. Quelle affemazioni erano prive di fondamento e servivano solo a sedare le continue proteste sul problema. Per giungere all'avvio dei lavori il Sindaco sapeva benissimo che non bastava poco più di un mese. Noi non ci abbiamo mai creduto, infatti poco dopo abbiamo presentato denuncia alla Procura della Repubblica. Lo scarico è illegale perchè sversa in mare reflui non depurati, e abusivo perchè privo di qualsiasi autorizzazione.
Per risolvere il problema il Comune dovrebbe realizzare un collettore di km 1,2 che porti i 300 m3 di liquami sversati ogni ora fino alla rete fognaria dell’ex mattatoio collegata al depuratore IAS (Industria Acqua Siracusana S.p.A.) di Priolo.
Il Sindaco mentiva perchè la soluzione del problema è in mezzo a un strada. Il Comune, infatti, è non in possesso di un progetto esecutivo e cantierabile. La SAI8 (ex SOGEAS) sta lavorando al progetto preliminare e alla valutazione tecnico-economica per trasmetterla quanto prima ai dirigenti comunali dell'Assessorato ai Lavori Pubblici. Questi predisporranno la variante al Piano di Attuazione della Rete Fognaria (PARF) che dovrà essere approvata dal Consiglio Comunale e ratificata dall'Agenzia Regionale dei Rifiuti e delle Acque (ARRA) di Palermo. Nel frattempo anche l'ATO Idrico, che gestisce il depuratore IAS, si doterà della propria variante al PARF. Solo al termine di questo percorso, il quale anche se venisse variato di qualche parte rimarrebbe sempre lungo e complesso, il progetto diventerà definitivo, esecutivo, cantierabile e finanziabile. Il costo dell'opera è di un milione e 200 mila euro circa.
Se il Comune, in 10 anni di continuità amministrativa, avesse lavorato da tempo a questa priorità, la città avrebbe giàÊl'indispensabile collettore e il mare di Targia sarebbe balneabile. Malgrado ciò, l'amministrazione ha ritenuto prioritario impegnare risorse umane ed economiche per realizzare due opere di secondaria utilità sociale: una pista ciclabile di 5 milioni di euro (potevano finanziare 4 collettori fognari) e una utopistica barriera arborea antismog di 830 mila euro.
Queste scelte politiche hanno una sola chiave di lettura: gli interessi economici prevalgono su quelli sociali. E la mensogna è strumento amministrativo.
Altro che sede del G8, il livello di civiltà e di educazione ambientale di Siracusa è lontano anni luce da quelli di una città ecologica! Non a caso, nella classifica de Il Sole 24 Ore, la città di Aretusa è la 101° d'Italia per ambiente e salute!