il cai e l'ambiente

  di donatella guarino  

intervista a tanino midolo

La Presidente del CAI di Siracusa è oggi Annamaria Salibra Oddo, succeduta a Tanino Midolo, sostenitore di un ricambio generazionale. Ed è proprio con lui – disponibile e loquace - che chiacchieriamo…
-Da quanto tempo esiste la sua associazione a Siracusa?
“ Dal 1998…Il promotore fu Vito Oddo. Oggi è intitolata a lui la nostra sezione”.
- Quanti sono i soci?
“ Circa 120…”.
- Di cosa vi occupate? L’interesse per l’alpinismo è solo uno degli aspetti che attenziona questa associazione di volontariato.
“ In generale il CAI promuove iniziative legate non solo alla montagna ma più in generale all’ambiente….Intende divulgare una conoscenza approfondita del territorio tutto, per valorizzarlo e tutelarlo.
- Quali sono gli scopi che intendete raggiungere?
“ Realizzare attività escursionistiche mirate, rivolte non soltanto ai soci. Lo Stato ha riconosciuto al CAI nazionale personalità giuridica pubblica (considerandolo Ente di diritto pubblico); gli ha affidato, con una legge apposita, vari compiti e, in un secondo momento con un D.M., lo ha inserito nell’elenco nazionale delle Associazioni di Protezione Ambientale”.
- Quali attività promuovete?
“ Attività “tecniche”: corsi di speleologia, escursioni…”.
- Chi può partecipare alle escursioni?
“ Tutti i soci, anche i non iscritti…Se cammini sul territorio lo ami, lo rispetti e sei pronto per la tutela…Ci piacerebbe coinvolgere di più i giovani, tentando delle attività più avventurose”.
- Ci parli di qualche progetto che avete realizzato…
“ Abbiamo partecipato a livello locale ai comitati: No all’eolico selvaggio, No al termovalorizzatore senza una seria raccolta differenziata dei rifiuti, No Triv - contro le trivellazioni in Val di Noto, nella zona del Tellaro - . Ma stiamo lavorando anche alla promozione del Parco degli Iblei e ai sentieri”.
- Interessante… ci dica qualcosa di più.
“ Il Parco è un’occasione per promuovere un territorio piuttosto vasto che tocca le province di Siracusa, Ragusa e Catania. Lo scopo della sua realizzazione è la salvaguardia degli Iblei. I cacciatori, gli allevatori, gli agricoltori, gli artigiani hanno paura del parco perché pensano che la sua istituzione blocchi lo sviluppo… in realtà esso è un’opportunità per promuovere la zona da tanti punti di vista: turistico, agricolo… “.
- Che cosa prevederebbe il parco?
“ Tutti i parchi hanno lo scopo di mantenere integro il territorio e sistemare quello che è stato deturpato, secondo le vocazioni naturali del territorio stesso. Nel caso degli Iblei – zona agricola e di allevamento - si dovranno valorizzare i prodotti, permettere un turismo verde e archeologico (questo territorio è ricchissimo di cave e sentieri), fare una rete sentieristica, dare la possibilità ai giovani di inserirsi come guide, aprire dei rifugi o punti di ristoro. Il Parco degli Iblei potrebbe diventare bello come il parco Nazionale d’Abruzzo. Quella era una terra abbandonata e la gente si opponeva alla sua istituzione…L’ho rivisto dopo tanti anni e l’ho trovato bellissimo. Vi sono paesini ristrutturati, centri di accoglienza. Gli artigiani lavorano; anche i giovani sono rimasti a lavorare là. Vi sono il centro del lupo e il centro dell’orso, guide turistiche, piccoli rifugi. Insomma il parco degli Iblei potrebbe rivalutare allo stesso modo il nostro territorio. Questo è il grande progetto di Vito, che stiamo rilanciando…Dal punto di vista burocratico purtroppo è tutto fermo, anche se si ci si sta convincendo che conviene a tutti rilanciare il parco e la sua istituzione”.
- Prima accennava anche ai sentieri. Di cosa si tratta?
Il CAI si occupa di ricerca e ripristino dei sentieri. Essi sono le vie di comunicazione che esistevano un tempo, trazzere, mulattiere…La ricerca consiste nel parlare con gli anziani del luogo, contattare le parrocchie, raccogliere informazioni utili per censire i sentieri e poi curarli. Abbiamo partecipato alla riscoperta di un sentiero, il Sentiero Italia, che dall’isola delle Correnti attraversa l’Italia e arriva fino a Trieste. Sono 6.000 km destinati ad aumentare, perché si vuole far proseguire il sentiero fino all’Europa del Nord. Lo scorso dicembre abbiamo inaugurato il ripristino di un sentiero già esistente tra Cassaro e Buscemi, il Sentiero Frassati”.
- Che cosa spinge una persona a far parte del CAI? Associazioni ambientaliste ve ne sono diverse…
“ Lo scopo di far conoscere il territorio, farlo amare e farlo rispettare è comune a tutte le associazioni ambientaliste; quello che può attrarre del CAI è il tecnicismo…Vorremmo istituire il gruppo dell’arrampicata che già esiste a Catania…C’è già un gruppo speleologico con un istruttore; facciamo anche corsi di formazione”.
- Qual è il contributo che il CAI può dare alla rete territoriale delle associazioni?
“ Insieme alle altre associazioni ambientaliste che fanno parte della rete territoriale (Lega Ambiente, Ente Fauna, Natura Sicula, Lipu, Acqua Novena, WWF) stiamo preparando per novembre la festa degli Iblei, per promuovere l’idea del Parco di cui abbiamo parlato; vorremmo coinvolgere i giovani. Pensiamo di realizzare anche un video…La festa la faremo a Noto, nel tentativo di valorizzare Noto antica. E’ previsto anche un incontro pubblico con le autorità locali e la gente. Una domenica sarà dedicata all’escursione nel sentiero del Carosello, che Nino Attardo ha fatto sistemare. Vi sono delle vecchie concerie ristrutturate. Speriamo di portarvi più persone possibili”.

Info:
CAI Club Alpino Italiano – sezione di Siracusa “Vito Oddo” via Maestranze 33
www.caisiracusa.it
e-mail: info@caisiracusa.it
gtutti@yahoogroups.com