stavano per calare gli unni

  di salvo greco  

i siracsuani e il g8

Siracusa non è città adusa ad eventi politici e sociali forti.
Per la verità non sa nemmeno cos’è la dimensione politica, quel movimento che dal basso, dalla cittadinanza riesce a fare opinione, a manifestarsi, a organizzare proteste e proposte forti su temi caldi, su temi collettivi, sulla qualità della vita della città, ad esprimere il disagio, ad interrogare la burocrazia politica facendoli tremare.
Di contro, i personaggi di questa burocrazia politica possono, sgangheratamente, ondeggiare in questa senso di irresponsabilità, a chi devono mai dar conto?, tanto il gregge non fa altro che stare a guardare.
E li vedo, sicuri della loro impunità morale e incompetente, tanto c’è mai qualcuno che li inchiodi alle loro responsabilità?.
Allora è arrivato il G8 Ambiente e con lui lo spauracchio di una possibile manifestazione di contestazione.
Stavano per calare gli Unni. “Rintanatevi Siracusani per tre lunghi giorni che arrivano gli uomini neri”. E i Siracusani, dimostrando come per loro il mondo finisca alla Targia, hanno resa deserta la città come fosse una cosa morta, attraversata da quel gas esilarante che, cantava De Andrè, riempiva le strade..
Ho sentito voci circolare e letto sui giornali locali di fatti attribuiti a No global e Black block accaduti anche dieci giorni prima che qualche pacifista arrivasse il pomeriggio stesso di un corteo festante e colorato : avevano scassato macchine a Bosco Minniti, avevano tagliato gli alberi (sic!) appena piantati dal Comune, è stata fermata una coppia con sassi e un pezzo di legno nell’auto!!
Ma soprattutto ho sentito di gente che: “non usciva oggi, stasera, perché è pericoloso”.
Ho visto da vicino la potenza della disinformazione, come sia roba da ragazzi innescare la miccia della psicosi collettiva al popolo bue.
Mi dispiace usare queste parole, ma quando la testa della gente si dimostra così ingenuamente manipolabile, ci devono essere parole forti, scossoni, per tentare di destare dal sonno.
Non so cosa ha pensato dopo la tre giorni la stragrande massa dei siracusani, se si saranno vergognati un po’ della loro incredulità e indifferenza verso il mondo globale che scorre loro sotto il naso.
Si, vergogna, anche questa una parola forte, ma è quell’emozione che sola ti può far rendere conto di come con una facilità imbarazzante ti riescono a farti fare cose che vogliono, a non farti pensare, ad abdicare vissuti della tua vita.
Un’altra occasione persa per guardare al di là della Targia.
Penso ai genitori che non hanno mandato i loro figli a scuola, agli insegnanti che in questo caso cosa hanno “insegnato” ? Hanno insegnato, non solo loro beninteso ma quasi una comunità intera, che ci si deve bendare gli occhi perché di certe cose non si può partecipare, perché manifestare pubblicamente e vivere un evento da protagonisti, un evento cruciale come la questione ambientale, è cosa avventata, perché un G8 è cosa di sovrani
E noi non possiamo che essere sudditi.
Quella sudditanza che ti tiene bendati gli occhi anche nel nostro cortile di casa, al di qua della Targia.