|
chiude
la storica sede arci di siracusa
|
Per la consueta intervista
con un’associazione che fa parte della rete siracusana delle associazioni
questa volta ci occupiamo del G.A.S.
L’acronimo G.A.S. vuol dire Gruppo di Acquisto Solidale. Si tratta
di un’associazione siracusana costituita da circa 40 famiglie. Di
fatto un gruppo di amici - alcuni di Ad Gentes, altri della bottega del
Commercio Equo e Solidale di Corso Timoleonte
In nome di un consumo intelligente e per l’acquisto di prodotti sani,
condividono l’esperienza settimanale della spesa alimentare. Un meccanismo
faticoso ma affascinante… Ne parliamo con Mario Sapienza che, insieme
a Linda Carbone, lavora in questo “ingranaggio” da almeno tre
anni, per far sì che le cose funzionino, e con costanza…
Mi parli del Gruppo di Acquisto Solidale…Avete un presidente?
No, non esiste la figura di un presidente. Io e Linda siamo quelli che
ci impegniamo di più, allo stesso modo. Ci muoviamo in una realtà che
ha un limite strutturale: ci sono persone più attive e altre che
si impegnano di meno…
Qual è l’idea che sta alla base del vostro progetto?
Il G.A.S. è una risposta concreta ai problemi legati alla grande
distribuzione. Acquistare da produttori locali alimenti sani incrementa
l’economia locale...Non capisco perché devo mangiare le arance
di Lentini, che prima vanno a Milano, poi tornano nuovamente in Sicilia… Invece
le compro direttamente dal produttore – piccole quantità di
30, 40, 80 Kg a seconda della richiesta - che riceve subito i soldi ma
che mi garantisce che si tratta di merce biologica, sana, di cui conosco
la storia… Credo che sia una soluzione ottimale.
- Come procedete dal punto di vista pratico?
Tra il lunedì e il martedì gli associati e gli amici del
G.A.S mi telefonano, o scrivono una mail a Linda, per indicare le quantità e
i prodotti che intendono comprare…Poi sommo gli ordini, contatto
i fornitori. Acquistiamo tutti insieme e poi ciascuno prende quello che
ha ordinato.
- Quali prodotti è possibile comprare?
Ortaggi, frutta, carne, formaggi, il miele di Sortino, il frumento molito
di Grammichele, la pasta che arriva da Agrigento…
- Da quali aziende arrivano?
Da Pachino un fornitore ci porta il pomodoro ciliegino, quello da salsa
e da insalata, e poi sedano, asparagi, aglio…Un altro produttore è a
Canicattini. Da lui andiamo noi a comprare ciò che ci serve…A
Testadell’acqua c’è una macelleria i cui proprietari
hanno un allevamento di bovini. A Canicattini c'è un piccolo caseificio
a Canicattini dove compriamo il formaggio di mucca…Il latte proviene
da una centrale dove gli allevatori lo portano per via delle quote del
latte… Il problema rimane la frutta…
- Perché?
Che frutta c’è nel territorio? Arance e, a seconda della stagione,
cachi, nespole, fichi, susine, uva, ma rispetto alla verdura e agli ortaggi
le varietà è limitata. Non abbiamo in provincia frutteti
di albicocche o pesche o pere…Ci sarebbero le mele dell’Etna
ma le piccole quantità che compreremmo non giustificherebbero le
spese del trasporto.
- Arriva intanto il mercoledì…
Sì, ci vediamo dalle suore Francescane…Ed è questo
il momento cruciale: quando ognuno deve prendere la merce…Ci si serve
da soli perché c’è una fiducia di fondo. C’è un “problema
di correttezza” che ti impedisce di prendere le cose migliori, le
arance più grosse…non è come se fossi al mercato, qui è diverso… sei
tra gente a cui sei legato da affetto…
- Quale pensa sia il contributo che la vostra associazione può dare
alla rete delle associazioni?
…
Posso dire quello che essa rappresenta per me…Questa esperienza mi
ha preso perché la trovo concreta. Vado dal contadino a Canicattini,
compro la merce, faccio la contabilità…insomma uso il mio
tempo e non guardo ai risultati, anche se sto coi piedi per terra. Faccio
le cose perché le ritengo giuste.
|
|