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la risistema-zione
di via columba a siracusa
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Ci deve essere qualcosa di
insano nella cultura e nella struttura “progettuale” del
Comune di Siracusa, una sorta di ossessione che impedisce all’Ente
di soppesare bene scelte urbanistiche e progetti di arredo urbano. A
suo tempo lo avevamo segnalato, esprimendo ferme e decise critiche al
progetto di trasformazione di piazzale Marconi – con i lavori tenuti
segretamente chiusi all’occhio “indiscreto” dei cittadini,
per circa 3 anni, attraverso un’apposita copertura di legno che
ne impediva ogni visione –, che si è tradotto in quella
strana ed immensa “rotonda”, realizzando un piazzale esteticamente
mal riuscito – fontanelle, ecc… – in uno degli snodi
di traffico più intensi della città (sei assi viari di
entrata e di uscita) che la intersecano in un incrocio che avrebbe meritato
una soluzione “funzionale” anziché quella scelta pretenziosamente
carica di citazioni estetiche.
L’effetto è che, nei momenti caldi del traffico, il problema
non è per nulla risolto, né quella soluzione estetica fa
brillare l’arredo urbano della città.
Altro patetico e vergognoso esempio di brutalizzazione del territorio,
l’autorizzazione, in via Elorina, a costruire un grande albergo,
consentendo che lo stesso si affacciasse ad angolo in uno snodo delicato
di uscita della città, restringendo l’area del passaggio del
traffico – spesso già congestionata nel periodo estivo – col
rischio di mettere a repentaglio la sicurezza degli automobilisti e cittadini.
“
Tertium datur”. Non poteva mancare un’ulteriore manifestazione
di questa insana progettualità. In conseguenza dello svolgimento
del G8 Ambiente a Siracusa – com’è consueto in meeting
internazionali di carattere istituzionale – notevoli risorse sono
affluite nelle casse comunali, finalizzate all’arredo urbano e alla
sistemazione infrastrutturale e viaria della città. Considerato
che la presenza di Ministri siracusani nel Governo nazionale (ad di là del
giudizio sull’operato dello stesso) si traduce nello svolgimento
di eventi come questi (anche qui: al di là degli esiti che questi
meeting internazionali possono produrre), offrendo al Comune ospitante
l’opportunità di incamerare risorse importanti (in una fase
di restringimento delle entrate), ci si sarebbe aspettato che l’insieme
delle misure, delle scelte urbanistiche a cui destinare queste risorse – pur
nella fretta che l’operazione ha richiesto – rispondesse a
valutazioni progettuali ponderate.
In tal senso, vorremmo limitare le nostre valutazioni alla sistemazione
che è stata decisa per via Columba. Avevamo sempre saputo che chi
ha in testa un’idea, “elabora” il progetto prima ancora
di metterlo in atto, potendo così verificare la rispondenza dello
stesso alla situazione reale e materiale in cui va realizzato.
Appare subito evidente – basta attraversare via Columba, “a
cose fatte” – che la soluzione dello spartitraffico deciso
in quella arteria è l’opera più cretina, inconcludente
e peggiorativa che mente umana potesse pensare e progettare. Procedendo
lungo la corsia all’imbocco del nuovo percorso, ci si accorge subito
che con il restringimento dello spazio veicolare – in conseguenza
del nuovo spartitraffico – è sufficiente che un Bus turistico
sia costretto a fermarsi per qualunque ragione – incidente, guasto,
ecc… – che il restante spazio non consentirà il passaggio
di alcuna automobile, peggio ancora di un eventuale mezzo di soccorso o
di pompieri – ah, altro che cultura della protezione civile!
Senza dimenticare peraltro che l’assetto di via Colomba, precedente
a questa pasticciata soluzione, pur subendo nella stagione estiva un’estrema
lentezza veicolare – quando non un vero e proprio “blocco” del
traffico – poteva consentiva al flusso di mezzi una maggiore flessibilità per
la sua ampiezza, sia in entrata che in uscita.
Inoltre, risalendo dalla parte opposta della corsia – in un tratto
stradale ricco di imprese ed attività commerciali soggette al flusso
di grandi camion – è diventato problematico consentire l’ingresso
di lunghi veicoli di trasporto con rimorchio, al punto che probabilmente
sarà indispensabile per il Comune rivedere il progetto di sistemazione
dell’arteria, con l’aggravio di ulteriori spese.
Si sarebbe potuta risparmiare la somma spesa per la soluzione adottata,
magari provando a sistemare in diversi punti dei due lati dell’ampia
arteria gli alberi collocati adesso all’interno dello spartitraffico.
Questa soluzione avrebbe abbellito il percorso-ingresso di Siracusa ed
evitato quel pasticcio viario che probabilmente richiederà ulteriori
interventi di aggiustamento.
Siamo alle solite.
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