ancora un'occasione perduta

  di roberto fai  

la risistema-zione di via columba a siracusa

Ci deve essere qualcosa di insano nella cultura e nella struttura “progettuale” del Comune di Siracusa, una sorta di ossessione che impedisce all’Ente di soppesare bene scelte urbanistiche e progetti di arredo urbano. A suo tempo lo avevamo segnalato, esprimendo ferme e decise critiche al progetto di trasformazione di piazzale Marconi – con i lavori tenuti segretamente chiusi all’occhio “indiscreto” dei cittadini, per circa 3 anni, attraverso un’apposita copertura di legno che ne impediva ogni visione –, che si è tradotto in quella strana ed immensa “rotonda”, realizzando un piazzale esteticamente mal riuscito – fontanelle, ecc… – in uno degli snodi di traffico più intensi della città (sei assi viari di entrata e di uscita) che la intersecano in un incrocio che avrebbe meritato una soluzione “funzionale” anziché quella scelta pretenziosamente carica di citazioni estetiche.
L’effetto è che, nei momenti caldi del traffico, il problema non è per nulla risolto, né quella soluzione estetica fa brillare l’arredo urbano della città.
Altro patetico e vergognoso esempio di brutalizzazione del territorio, l’autorizzazione, in via Elorina, a costruire un grande albergo, consentendo che lo stesso si affacciasse ad angolo in uno snodo delicato di uscita della città, restringendo l’area del passaggio del traffico – spesso già congestionata nel periodo estivo – col rischio di mettere a repentaglio la sicurezza degli automobilisti e cittadini.
“ Tertium datur”. Non poteva mancare un’ulteriore manifestazione di questa insana progettualità. In conseguenza dello svolgimento del G8 Ambiente a Siracusa – com’è consueto in meeting internazionali di carattere istituzionale – notevoli risorse sono affluite nelle casse comunali, finalizzate all’arredo urbano e alla sistemazione infrastrutturale e viaria della città. Considerato che la presenza di Ministri siracusani nel Governo nazionale (ad di là del giudizio sull’operato dello stesso) si traduce nello svolgimento di eventi come questi (anche qui: al di là degli esiti che questi meeting internazionali possono produrre), offrendo al Comune ospitante l’opportunità di incamerare risorse importanti (in una fase di restringimento delle entrate), ci si sarebbe aspettato che l’insieme delle misure, delle scelte urbanistiche a cui destinare queste risorse – pur nella fretta che l’operazione ha richiesto – rispondesse a valutazioni progettuali ponderate.
In tal senso, vorremmo limitare le nostre valutazioni alla sistemazione che è stata decisa per via Columba. Avevamo sempre saputo che chi ha in testa un’idea, “elabora” il progetto prima ancora di metterlo in atto, potendo così verificare la rispondenza dello stesso alla situazione reale e materiale in cui va realizzato.
Appare subito evidente – basta attraversare via Columba, “a cose fatte” – che la soluzione dello spartitraffico deciso in quella arteria è l’opera più cretina, inconcludente e peggiorativa che mente umana potesse pensare e progettare. Procedendo lungo la corsia all’imbocco del nuovo percorso, ci si accorge subito che con il restringimento dello spazio veicolare – in conseguenza del nuovo spartitraffico – è sufficiente che un Bus turistico sia costretto a fermarsi per qualunque ragione – incidente, guasto, ecc… – che il restante spazio non consentirà il passaggio di alcuna automobile, peggio ancora di un eventuale mezzo di soccorso o di pompieri – ah, altro che cultura della protezione civile!
Senza dimenticare peraltro che l’assetto di via Colomba, precedente a questa pasticciata soluzione, pur subendo nella stagione estiva un’estrema lentezza veicolare – quando non un vero e proprio “blocco” del traffico – poteva consentiva al flusso di mezzi una maggiore flessibilità per la sua ampiezza, sia in entrata che in uscita.
Inoltre, risalendo dalla parte opposta della corsia – in un tratto stradale ricco di imprese ed attività commerciali soggette al flusso di grandi camion – è diventato problematico consentire l’ingresso di lunghi veicoli di trasporto con rimorchio, al punto che probabilmente sarà indispensabile per il Comune rivedere il progetto di sistemazione dell’arteria, con l’aggravio di ulteriori spese.
Si sarebbe potuta risparmiare la somma spesa per la soluzione adottata, magari provando a sistemare in diversi punti dei due lati dell’ampia arteria gli alberi collocati adesso all’interno dello spartitraffico.
Questa soluzione avrebbe abbellito il percorso-ingresso di Siracusa ed evitato quel pasticcio viario che probabilmente richiederà ulteriori interventi di aggiustamento.
Siamo alle solite.