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l'arci
cambia sede a siracusa
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L'Arci chiude.
Quando un paio di mesi fa ho ricevuto la notizia ho subito annunciato: “scompare
un pezzo di storia”.
Ma non mi sembrava che gli interlocutori avessero chiara questa sensazione.
E' solo un trasloco, l'Arci non chiude, cambia soltanto la sede, era la
risposta.
Tuttavia per me si trattava comunque di un capitolo di storia, siracusana
e non, che arrivava alla “fine”.
Non so di preciso per quanti anni quella sede è stata aperta, ritengo
un ventennio. Ricordo i lavori di "sistemazione" e abbellimento
curati anche da Lucio Aliotta. Fu una scelta coraggiosa e avventurosa:
un locale così grande per fare da casa a tanti, per consentire riunioni
affollate e iniziative di grande respiro.
Col tempo la percezione pubblica del luogo si è trasformata da "covo" di
sbandati ad "habitat" sociale e culturale.
Lì hanno abitato varie associazioni e cooperative sociali, lì si
sono costruiti programmi e progetti, sogni e speranze, successi e fallimenti.
Lì diversi ragazzini sprovveduti sono cresciuti e divenuti adulti
maturi ed impegnati a costruire una società migliore.
Molte pagine di storia del nostro territorio sono collegate a Via Francesco
Crispi 88.
Ma l'Arci non chiude: è solo un trasloco. Tra qualche giorno la
sede sarà operativa in Via Mosco, zona Borgata. Ed è lì che
bisognerà costruire altri capitoli di questa avventura che non deve
finire.
Auguri, Arci.
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