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un processo
condiviso dagli attori presenti sul territorio
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Come nel prologo di un romanzo
partiamo dalla fine. Partiamo da piazza Santa Lucia strapiena di persone
che visitano curiose gli stand delle associazioni, ascoltano con attenzione
gli interventi dei relatori dell'ultimo convegno in programma, in attesa
della musica dei Q Beta; dall'allegria contagiosa dei migranti in prima
fila davanti al palco che suonano e ballano e dall'esplosione finale
del concerto.
Passata la grande paura che come un incantesimo ha paralizzato la città per
due giorni, la gente finalmente scende per strada. Dopo due giorni di tempo
infame e di false notizie di potenziali attentatori sulle prime pagine
dei giornali, finalmente la tensione si scioglie, Siracusa torna a vivere
e con essa una delle sue piazze più belle.
Fra tutti i modi di segnare con la nostra presenza l'evento ufficiale del
G 8 Ambiente di Siracusa, noi del forum ambientale "G Tutti" avevamo
scelto il più difficile, forse il più ambizioso: quello di
discutere con la Città di temi di respiro internazionale come i
cambiamenti climatici, la biodiversità, il rapporto tra povertà e
neoliberismo, per provare a evidenziarne lo stretto legame con questioni
a noi molto più vicine come la salvaguardia della salute dei cittadini,
la tutela del paesaggio, l'illegalità ambientale, la gestione dei
rifiuti. Titolo della manifestazione: "Giustizia climatica e diritti
dei popoli".
Senza rinunciare nemmeno per un attimo alla critica radicale del modello
di sviluppo economico dominante, avevamo deciso di sottolineare che la
strada per un futuro più giusto e sostenibile passa anche attraverso
la responsabilità individuale di noi cittadini e le scelte virtuose
che ognuno quotidianamente può fare per migliorare l'ambiente e
tutelare la biodiversità.
Più facilmente (e comodamente) avremmo potuto scegliere di stare
alla finestra limitandoci a commentare i risultati del vertice "ufficiale" (assai
scarsi, come era prevedibile) o i grotteschi tentativi della Ministra,
del Sindaco e sottoposti assortiti di trasformare in venti giorni Siracusa
in un modello di sostenibilità urbana; o avremmo potuto concentrare
tutti i nostri sforzi nell'organizzazione di una manifestazione, affidando
ad essa la speranza di mobilitare le coscienze dei cittadini sui temi che
più ci interessano.
In entrambi i casi avremmo tradito la nostra più autentica vocazione,
quella di stare sul territorio a confrontarci con le contraddizioni che
esprime: dall'incongruenza del Governo che fin dal suo insediamento ha
cercato di sabotare tutte le trattative internazionali sul clima e l'energia
sostenibile, proponendo un ritorno al nucleare, alle pregiudicate operazioni
di speculazione immobiliare di amministratori locali che in Sicilia - a
Siracusa! - consumano territorio e distruggono biodiversità.
Più di ogni cosa avremmo rinunciato alla costruzione di "G
Tutti", che al di là di ogni valutazione sull'esito della tre
giorni di piazza Santa Lucia, rimane il risultato migliore e più evidente
della nostra azione: un prezioso patrimonio di unità d'intenti,
relazioni umane, esperienza e di conoscenze, da non disperdere.
La buona riuscita dell'operazione, in partenza, non era affatto scontata,
nonostante alcune delle associazioni collaborino da tempo o si ritrovino
all'interno della Rete Territoriale delle Associazioni costituita qualche
mese fa. Stavolta non si trattava come in passato di firmare un appello
o di intervenire su temi di interesse locale ma di costruire - in pochissimo
tempo e senza risorse economiche - un evento complesso, che prevedesse
incontri, convegni, animazioni, attività culturali e momenti di
spettacolo.
Con la costituzione del forum ambientale "G Tutti" volevamo,
per una volta, a rompere l'orizzonte comunicativo e politico in cui da
tempo siamo rinchiusi, per il quale se c'è un G 8 deve per forza
esserci un contro G 8; uno schema comodo e facile da rappresentare dai
media (com'è puntualmente accaduto), in cui a prevalere è la
contrapposizione tra due "simboli", due simulacri esatti e contrari,
in cui soprattutto non c'è spazio alcuno per la partecipazione critica
dei cittadini.
Nonostante tutti i problemi che strada facendo abbiamo dovuto affrontare,
alla fine possiamo dire di avercela fatta. Anzi di avere dato vita a un
piccolo miracolo.
L'obiettivo principale di portare all'attenzione dell'opinione pubblica
le questioni dei cambiamenti climatici e della biodiversità - con
tutti i limiti, nostri e della insufficiente copertura mediatica ricevuta
- possiamo dire che in buona parte sia stato raggiunto. Si tratta solo
dell'inizio, abbiamo piantato un seme e dovremo coltivarlo. Nonostante
il prestigio degli ospiti e dei relatori, non siamo riusciti a fare della
nostra manifestazione un evento di carattere nazionale ma dobbiamo riconoscere
che si trattava già in partenza di un obiettivo troppo ambizioso
e comunque legato alla portata dell'evento "ufficiale" la cui
eco sulla stampa nazionale è stata molto modesta.
Ma abbiamo di che consolarci. Nel corso dei tre giorni abbiamo presentato
il documento della Coalizione nazionale "In Marcia per il Clima",
che indica la strada che la Comunità Internazionale - in primo luogo
l'Italia - dovrà percorrere per affrontare i cambiamenti climatici
in atto e riconvertire in senso ecologico l'economia; abbiamo discusso
con i comitati delle lotte per l'ambiente e la salute portate avanti in
Sicilia; abbiamo parlato di ecomafie, rifiuti, giustizia globale, distribuzione
delle risorse alimentari e tanto altro. Senza contare la proiezione di
film, la presentazione di libri e le esibizioni degli artisti.
Ci sarà modo e tempo di tornare sulle idee e le proposte emerse
dagli interventi dei numerosi relatori intervenuti, che a breve raccoglieremo
e pubblicheremo sul nostro sito (www. gtutti.blogspot.com) mentre su alcuni
dei temi affrontati negli incontri, come il consumo del suolo e la tutela
delle coste, stiamo già misurando la nostra forza battendoci per
una revisione del piano regolatore che impedisca nuovi insediamenti edilizi
in prossimità del litorale.
Qualcuno ha già lanciato la proposta di ripetere l'esperienza del "G
Tutti" su temi come quello dell'immigrazione, dei diritti dei migranti
e dell'integrazione culturale.
Insomma il G 8 è passato ma "G Tutti", come desideravamo
sin dall'inizio, continua.
Giustizia climatica e diritti dei popoli!
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