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| di luca castello | ||
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speranze in un futuro che è già presente |
La mia capacità di sintesi è notoriamente poco sviluppata, probabilmente complice la mia antipatia verso un'arbitraria censura dei dettagli, ai miei occhi luce, colore, calore e pilastro di ogni narrazione. Avrei voluto introdurre queste poche righe con un breve resoconto dell'esperienza, come sarebbe giusto, mettendo chiunque in condizione di condividere le mie conclusioni ma anti democraticamente mi sono ritrovato a descrivere i piccoli sottili legami che hanno reso possibile l'iniziativa piuttosto che raccontare l'iniziativa stessa a grandi linee. In aggiunta, causa incompatibilità con le nuove tecnologie, ho perso la mia consueta e tradizionale scaletta, quindi andrò alla deriva e, ultima premessa, non mancherebbero i commenti negativi propri della mia concezione del mondo ma non credo che siano funzionali quindi li eviterò. Non ho partecipato ai recenti incontri di verifica, dato che anch'io ogni tanto devo fingere di avere una carriera universitaria, sebbene priva di sbocchi; confesso comunque di essermi tenuto abbastanza aggiornato. La tre giorni di piazza è stata vissuta decisamente con dei limiti, innati o imposti in occasioni del genere, che hanno frenato quella che era la nostra speranza di cambiamento della coscienza collettiva ma al contempo hanno permesso all'iniziativa di essere un incredibile condensatore di energie, proposte, risorse sogni e sorrisi per chi lavora dietro le quinte. Ho già più volte, probabilmente, esposto queste considerazioni negli ultimi giorni ma mi piace ripeterle. Ritengo poco precisa l'opinione diffusa che nel territorio siracusano siano sempre gli stessi loschi individui ad occuparsi di associazionismo ed altrettanto superficiale la sentenza che descrive i loschi individui di cui sopra come gli unici fruitori delle iniziative che propongono. Non credo di ricordare un'altra occasione che abbia visto tutte queste risorse schierate in massa, l'unione compatta di tutte le sigle associative del nostro territorio. Non sono pochi i legami nuovi che si sono creati e che fanno del Gtutti un punto di partenza. Importante sottolineare che si è creato sponta-neamente un forte nucleo giovanile durante la permanenza ininterrotta in Piazza S.Lucia che percorre trasversalmente praticamente tutte le associazioni presenti e che obiettivamente si pone come uno strumento efficace e competente per la gestione di progetti futuri. Durante l'esperimento della diretta televisiva ci siamo improvvisati informatori, presentatori, registi, comici e opinionisti e il piacere di "essere per qualcuno" ci ha regalato una vittoria a cui nessuno aspirava. Tanti amici lontani sono riusciti a sentirsi parte di un cambiamento reale anche se a parecchi chilometri di distanza. Il progetto non è stato interrotto, anche se al momento è in corso una fase più riflessiva, che mira ad un concentrato audiovisivo dei momenti migliori che come Gtutti abbiamo regalato alla collettività. Come in me, anche in altri è riesploso un interesse sopito per quello che passa fuori dalla finestra e se fosse anche solo questo il risultato dell'iniziativa avremmo già tanto di cui gioire. Fortunatamente si aggiunge la comparsa di tante realtà che ancor più riempie di speranze le giornate a venire. È bello descrivere, tra i tanti movimenti, l'Associazione per la Sinistra come uno dei più giovani e allo stesso tempo dei più presenti. I ragazzi, entrati praticamente in sordina nel coordinamento, si sono rivelati essenziali e onnipresenti, capaci di scommettersi e di investire le loro energie in un impresa enorme già alla vigilia della loro nascita. L'allestimento della loro sede, i mille incontri in vista di una campagna elettorale ormai partita sono la rappresentazione della voglia di fare che ci ha lasciato addosso il Gtutti. Ho in passato temuto, davvero, per il valore della mia generazione e ora mi ritrovo speranzoso alla luce di una concentrazione di energie che non mi aspettavo. Una ventata di freschezza e gioventù ha soffiato in quei giorni e ancora non si stanca di riempirmi le orecchie. Il bilancio è certamente positivo, l'esigenza di ridare vita alla piazza e a determinati luoghi della città è ormai radicato nelle coscienze dei nostri movimenti, tanto da aver inconsapevolmente creato un quartiere delle associazioni. Mi piace immaginare che la chiusura della sede ARCI di via Crispi nasconda il potenziale inizio di un capitolo successivo per la gioventù siracusana, poiché è arrivato adesso un ricambio generazionale che ha bisogno di ricostruirsi da zero per diventare il punto di riferimento dei prossimi vent'anni. E con l'aiuto di questa rete, di amicizie più che di associazioni, le tante cose da fare sono già a buon punto. |