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il linguaggio
del corpo in uno spettacolo di valore
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Salomon, un vero "balletto
civile" con le sue varianti e i suoi balbettamenti linguistici,
fisici, un balletto civile che è stato rappresentato lo scorso
giovedì 12 marzo, al Teatro Comunale di Noto, per il percorso "Esplora:
Palcoscenico contemporaneo".
Una compagnia di danza formata da quattro elementi, quattro attori che
attraverso un percorso esistenziale e artistico, in cui la parola è solo
un frammento balbettato, una frase spezzata, che evoca e fa affiorare alla
coscienza le parole dei padri, in relazione alla società dei consumi,
del Pil, e della globalizzazione.
Parole che affiorano e immediatamente svaniscono, evaporano, perché il
linguaggio dei figli che gradualmente viene fuori e si afferma, è quello
del corpo, del corpo rivoluzionario e incodificabile, uno degli attori
si disapprova schiaffeggiandosi, si sfasa schiaffeggiandosi, risolvendosi
- sfasandosi benianamente; un linguaggio del corpo che è linguaggio
della "differenza culturale",che si mette in relazione con altri
doppi di se, ancora non creati, né riconosciuti, ma in fase di creazione,
frutto dello sgambettamento del linguaggio della parola e di quello che
questo comporta.
Il loro percorso esistenziale non fa che ricercare vie di fuga, un fare
resistenza nei riguardi della micro violenza istituzionale dei padri, delle
parole dei padri, e della macro violenza del potere globale, parole dei
media globali, una resistenza che comporta uno "stato metastabile" dei
soggetti, e a ribaltare i modelli sociali dell'edipica cultura dominante.
Un balletto civile, curato nei minimi particolari, in cui la musica, i
corpi in movimento dinamico, le pause, le luci e il buio, erano in perfetta
sincronia.
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