salomon, balletto civile

  di roberto bellassai  

il linguaggio del corpo in uno spettacolo di valore

Salomon, un vero "balletto civile" con le sue varianti e i suoi balbettamenti linguistici, fisici, un balletto civile che è stato rappresentato lo scorso giovedì 12 marzo, al Teatro Comunale di Noto, per il percorso "Esplora: Palcoscenico contemporaneo".
Una compagnia di danza formata da quattro elementi, quattro attori che attraverso un percorso esistenziale e artistico, in cui la parola è solo un frammento balbettato, una frase spezzata, che evoca e fa affiorare alla coscienza le parole dei padri, in relazione alla società dei consumi, del Pil, e della globalizzazione.
Parole che affiorano e immediatamente svaniscono, evaporano, perché il linguaggio dei figli che gradualmente viene fuori e si afferma, è quello del corpo, del corpo rivoluzionario e incodificabile, uno degli attori si disapprova schiaffeggiandosi, si sfasa schiaffeggiandosi, risolvendosi - sfasandosi benianamente; un linguaggio del corpo che è linguaggio della "differenza culturale",che si mette in relazione con altri doppi di se, ancora non creati, né riconosciuti, ma in fase di creazione, frutto dello sgambettamento del linguaggio della parola e di quello che questo comporta.
Il loro percorso esistenziale non fa che ricercare vie di fuga, un fare resistenza nei riguardi della micro violenza istituzionale dei padri, delle parole dei padri, e della macro violenza del potere globale, parole dei media globali, una resistenza che comporta uno "stato metastabile" dei soggetti, e a ribaltare i modelli sociali dell'edipica cultura dominante.
Un balletto civile, curato nei minimi particolari, in cui la musica, i corpi in movimento dinamico, le pause, le luci e il buio, erano in perfetta sincronia.