palazzolo: i giovani, la politica, la sinistra…..

  di nuccio gibilisco  

la sinistra che prova a rinascere

Alla parola politica…i giovani fuggono! Le inchieste sociologiche e i più recenti sondaggi sono lì a dirci che sei ragazzi su cento si sentono molto attratti dalla politica. I più la intendono come esercizio di potere. Il 92% di essi non si fida dei politici, e il 90% se si votasse domani non andrebbe a votare. Finiti, archiviati i tempi quando la politica era ideologia, passione, scontro sulle visioni del mondo. Tutto finito. Mtv, la tv dei giovani, ha provato a lanciare un sasso nello stagno con nuove forme di democrazia partecipativa, Tv e computer. Un successo. Un'iniziativa che fa' scuola. Una proposta di legge popolare scritta dai giovani e partita con lo slogan "Tocca a noi", pubblicizzata da testimonial importanti del mondo della musica.
MTV ha avviato la raccolta delle firme, con la petizione on-line, raggiunte le 50.000 firme, come previsto dalla Costituzione, sarà avviato l'iter per la presentazione e successiva discussione in Parlamento. I giovani in questo caso, ma non solo loro, lanciano precisi messaggi: "Voglio entrare nei processi decisionali", "Voglio decidere il mio futuro". La vittoria di Obama negli Stati Uniti, e le modalità che ne hanno determinato il successo, ci dicono come nei giovani di tutto il mondo ci sia un diffuso bisogno di fiducia e partecipazione. Lo dicono attraverso internet, i blog, le chat, facebook, e-mail, radio web, web tv, sono queste le nuove forme di comunicazione, sono i nuovi strumenti di informazione e formazione di pubblica opinione. Chi oggi vuole rompere i confini del vecchio e si accinge a intraprendere un percorso per ricostruire la Sinistra, non può fare a meno dei nuovi saperi e delle nuove tecnologie. I partiti hanno fallito, con i loro riti, con le loro liturgie, con i giochi delle tessere e dei miseri interessi. Il distacco dalle giovani generazioni per la politica è in continuo aumento e sembra irreversibile. La Sinistra, parte politica in cui milito, deve capire a Palazzolo nei paesi degli Iblei, che questo distacco è un paradosso, in un'epoca caratterizzata, come non mai, dalla possibilità di interscambio di massa attraverso internet. Le sezioni sono e rimarranno vuote, o al meglio semideserte, mentre milioni di collegamenti si realizzano in rete. Certa nomenclatura di Sinistra ha paura di costruire nuove forme democratiche di partecipazione, e soprattutto dell'irrompere nei suoi giochi interni di una base in grado di manifestare a maggioranza una volontà propria, come dice M. Pirani in un suo articolo su La Repubblica, che manderebbe a casa chi non riscuote più fiducia. Ma molti di loro sono affezionati ai vecchi copioni, quasi un istinto di sopravvivenza, in cui i soliti se la cantano e se la suonano, non rispondendo mai dei loro errori, continuando perpetuamente ad autocandidarsi e ad autoassolversi davanti a una platea assente. Per questo è nato un gruppo: "perlasinistraiblea.com" che declina nel locale il lavoro che stanno facendo Claudio Fava, Nichi Vendola e altri, e che cercherà attraverso il web di portare linfa vitale nuova per la rinascita della sinistra.
E ' un progetto sovra-comunale, che potrebbe diventare provinciale, un modello sperimentale nuovo, un progetto pilota innovativo, rischioso ma affascinante, che può stravolgere il mondo della politica locale. A questo progetto, nel quale io credo, stanno lavorando in larga maggioranza giovani impegnati in varie associazioni locali esperti di nuove tecnologie, giovani scontenti delle vecchie metodologie partitiche. Metteremo in rete le varie formazioni di sinistra presenti, o in formazione, nei paesi degli Iblei, e porteremo avanti iniziative comuni con le più moderne forme di democrazia partecipativa con lo strumento del social network. Sono giovani che non sentono il bisogno degli artifici retorici di certi politici che non hanno riscontri nei fatti; sono giovani stanchi delle vuote illusioni. Per loro sono importanti gli esempi concreti, la diffusione per contagio di esperienze concrete, la condivisione di un progetto avviato da una minoranza attiva e trasmesso al resto del popolo della sinistra. La sinistra se vuole ritornare ad avere un ruolo preminente creando un nuovo legame politico e sociale con il suo popolo e con chi guarda a lei e ai suoi valori con interesse e speranza, può averlo solo aprendosi ai nuovi mezzi di comunicazione, non ai metodi e ai modelli del secolo scorso facendo attenzione a salvare di esso solo quello che ha valore. Oggi non possiamo sognare di competere con la parte politica avversa nel suo terreno basato sul controllo dei media e sulla telecrazia, le uniche aree di piena libertà sono internet e il territorio.