il social watch e la crisi economica

  di nuccio aliotta  

la rete internaziona-le di organiz-zazioni indipendenti per la soluzione della crisi economico- finanziaria

Nel 1995 nasce una rete internazionale di organizzazioni indipendenti di oltre 60 Paesi col preciso intento di controllare che i governi delle varie Nazioni rispettino gli impegni presi in seno all'ONU, per verificare che tutti raggiungessero gli obiettivi universali comuni come l'eliminazione della povertà e la parità dei sessi, e ciò a seguito della conferenza "Social Summit" di Copenaghen e la "Conferenza mondiale sulle donne" di Pechino.
Da allora il "Social Watch" è divenuta la più importante e qualificata organizzazione in grado di monitorare sulle attività dei governi e fornire proposte alternative in stretta relazione con le basi sociali.
A cura del "Social Watch" ad oggi sono stati pubblicati 550 rapporti internazionali.
Il primo rapporto italiano è del 1998, mentre nel 2000 l'Italia ha ospitato la prima assemblea generale a Roma, organizzata da una coalizione formata da Acli, Arci, Campagna per la riforma della Banca Mondiale, Fondazione Culturale Responsabilità Etica (partecipata di Banca Etica), Lunaria, Mani Tese, Ucodep e WWF.
Per il 2009 è stato scelto un rapporto su: "L'impatto sociale delle crisi globali".
Temi in discussione sono quindi, oltre a quello della crisi finanziaria , quello del cibo, delle risorse energetiche, delle materie prime, dell'acqua, del clima, dell'ambiente.
Per contrastare gli effetti della crisi finanziaria la Coalizione Italiana del Social Watch propone in ambito globale:
- Regolamentazione delle attività finanziarie per limitare le operazioni speculative e aumentare la solidità e la trasparenza limitando vendita e acquisto di derivati specie nel settore energetico, ambientale e delle materie prime, ed evitare l'uso di derivati da parte di enti pubblici;
- Lotta internazionale ai paradisi fiscali e ai centri finanziari offshore che creano
un'interfaccia tra le economie legali e quelle illegali consentendo il riciclaggio di denaro sporco;
- Istituzione della tobin tax cioè una piccola tassazione sulle transazioni finanziarie che colpirebbe quelle speculative ma non quelle legate all'economia reale.
In ambito locale il Social Watch propone:
- Lotta alla povertà con politiche di welfare che garantiscano una redistribuzione delle risorse in seno alla società, facendo in modo che i servizi pubblici avvantaggino chi ne ha veramente bisogno; potenziare l'erogazione dei servizi di base come scuola pubblica, sanità, assistenza, asili nido; politiche di integrazione dei migranti e diritto alla casa;
- Sostegno al lavoro evitando che la crisi finanziaria ricada sui lavoratori ricorrendo a misure che difendano quelli meno tutelati dal punto di vista contrattuale, attivando ammortizzatori sociali per i precari e incentivando quelle imprese che decidono di stabilizzare i propri dipendenti;
- Sostegno all' economia del futuro con il rilancio della ricerca, con investimenti massicci nelle energie rinnovabili per non rimanere dipendenti dal petrolio, per lottare contro il cambiamento climatico.