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conosciamo
meglio le associazioni della rete siracusana
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Continua il focus sulle associazioni
che fanno parte della rete siracusana. IdeaSolidale ha intervistato questo
mese Nuccia Inturri, presidente dell’AVO della città aretusea.
L’ AVO rappresenta una delle più importanti e riconosciute
realtà nel settore del volontariato socio-sanitario. E’ un’associazione
onlus, con uno statuto proprio, e opera al servizio degli ammalati degenti
in ospedale.
- Da chi è stata fondata l’associazione?
L’AVO è un’associazione nazionale nata a Milano nel
1975 grazie al prof. Longhini, un medico che, spinto da motivazioni proprie,
notò che in ospedale certi bisogni dei malati venivano trascurati …mancava
una figura amicale, di conforto
- Esistono dunque varie sedi…A Siracusa quando è nata?
Nel 1987, abbiamo una piccola sede in ospedale, all'Umberto I, e contiamo
circa 200 iscritti … ma Siracusa non è l'unica sede della
Sicilia…I volontari dell'AVO sono anche a Enna, Ragusa, Caltanissetta,
Avola, Noto
- Di che cosa si occupa l’associazione?
La nostra associazione opera prevalentemente negli ospedali e nelle case
di riposo e dà assistenza ai malati. Esiste anche l’AVO giovani,
un movimento giovanile appunto che si fa promotore di progetti, spettacoli,
momenti ludici…
- Ci parli di un progetto che avete realizzato…
Proprio in questi giorni, in occasione del Carnevale, nella casa di riposo
di via Grottasanta un gruppo di volontari ha organizzato una festa con
rappresentazioni teatrali ed esibizioni musicali. Questo accade spesso
nelle ricorrenze…a Natale, a Pasqua.
- In che cosa consiste l’impegno di un volontario AVO?
Operiamo per reparti, ognuno lavora sempre nello stesso reparto e deve
garantire un minimo impegno di due ore settimanali. Stiamo con i malati,
li sosteniamo.
- Che cosa spinge una persona ad avvicinarsi a “questo mondo”?
Le motivazioni possono essere tante e diverse per ciascuno…sicuramente
c’è una spinta emotiva e personale che è la molla che
fa partire all’inizio di questo percorso
- Come si diventa membri dell’AVO?
Si frequenta per un anno un corso di formazione…Si diventa tirocinanti…I
corsi sono tenuti da medici, psicologi, sociologi, infermieri. Poi si va
in reparto, all’inizio con volontari di una certa esperienza…non
ci si improvvisa volontari…bisogna pian piano imparare a gestire
le proprie emozioni di fronte ai malati. Diventano volontari della nostra
associazione anche persone che ci hanno conosciuto da malati e che poi
hanno voluto fare l’esperienza assistendo, a loro volta, i malati.
Ci sono anche infermieri e mogli di medici che prestano opera di volontariato
con noi…
- Lei da quanto tempo è volontaria? E che cosa l’ha portata
là?
Ho cominciato per caso, con un’amica …sicuramente c’è nella
mia indole l’apertura verso l’altro…Da 13 anni faccio
questa esperienza ma ogni volta è sempre nuova…Noi visitiamo
i malati per aiutare loro e per renderci utili a loro, ma l’esperienza è arricchente
e dal rapporto umano che si instaura prendiamo tantissimo anche noi. In
questi anni l’ esperienza fatta mi ha cambiata, in positivo…A
contatto con bambini e con la solitudine dei vecchi non si può non
cambiare..
- In quale reparto opera?
In Pediatria…ed è un’esperienza bivalente perché ho
a che fare con i piccoli, i malati appunti, ma anche e soprattutto con
le loro famiglie…Si rivela importantissimo il dialogo con questi
genitori…C’è che si disorienta completamente, chi trova
la forza di andare avanti…noi facciamo da supporto…
- Qual è, secondo lei, il contributo specifico che l’AVO può dare
alla rete delle associazioni?
La nostra associazione mette al centro l’integrità della persona
che durante la malattia si mette in crisi. I malati per tanti medici e
paramedici sono numeri, casi. Per noi è importante aiutare queste
persone a proteggere la propria identità nella trama di una società nella
quale tutti abbiamo bisogno gli uni degli altri.
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