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riceviamo
e volentieri pubblichiamo
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Credo che la prima cosa che un cittadino
comune debba chiedersi è se le tasse, i balzelli, i cosiddetti
servizi che paga sono congrui, ossia rispondenti alla qualità e
alla quantità che l’ente pubblico gli fornisce. Ne consegue
che la prima cosa da fare dovrebbe essere quella di controllare le varie
bollette che puntualmente gli arrivano e che, altrettanto puntualmente
deve pagare. Tutto ciò difficilmente avviene soprattutto perché non
sempre vengono comunicate le specifiche relative al servizio fornito
e, anche quando ciò avviene, le stesse sono talmente ingarbugliate
ed incomprensibili che il nostro comune cittadino rinuncia immediatamente,
salvo rivolgersi ad un illustre ed illuminato consulente con conseguente
pagamento di esosa parcella.
Qualche giorno fa mi è arrivata la bolletta dell’acqua potabile
(sic…). Il (sic…) si giustifica dal fatto che qualche tempo
fa, nel corso di una intervista di una emittente locale, ho sentito candidamente
e convintamente affermare da un amministratore pubblico siracusano, che
l’acqua che sgorga dai nostri rubinetti è perfettamente potabile
e quindi se la quasi totalità, e toglierei il “quasi”,
dei cittadini compra acqua minerale è soltanto perché vuole
buttare via il proprio denaro. Mi sorge il dubbio se questo amministratore
viva, beva e si lavi a Siracusa.
Comunque, tornando alle bollette dell’acqua pervenute, sono stato
sorpreso dall’importo segnatamente esagerato. Mi sono messo pazientemente
a controllare il dettaglio della bolletta, cercando di ricordare le quattro
operazioni aritmetiche imparate in terza elementare parecchi decenni or
sono. Ebbene, il risultato sorprendente, specie ai giorni nostri che è considerato
utopistico riconoscere ai lavoratori dipendenti un aumento di salario che
si avvicini al tasso nominale di inflazione (intorno al 2,5%) è stato
che il prezioso liquido (maleodorante ed imbevibile) che esce dai nostri
rubinetti, ha subito un aumento percentuale che va dal 133,44% per la tariffa
più bassa (da 0 a 50 mc/anno per persona) al 32,72% (da 70 a 100
mc/anno per persona).
In sintesi, una famiglia che consuma 100 mc/anno per persona, dal 2007
al 2008 ha sopportato un aumento medio del 62,59%. Se invece consuma 200
mc/anno per persona l’aumento è del 37,82%.
Del tutto, un ringraziamento dovuto e sincero ai nostri amministratori
e alla neonata SOGEAS ATO IDRICO SPA.
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