ti baciano i raggi

  di padre carlo d'antoni  

il colore e il dolore del mare

 

Ti baciano i raggi del sole dorato
mare antico e solenne:
e tu, mare nostro generoso,
restituisci in
rapide
sillabe di luce.

Sono le parole di un poeta contemporaneo e vescovo: Bruno Forte.
A Siracusa, nel porto grande al tramonto, ma anche all’alba, dalla parte di Ortigia detta “facci dispirata”, si ripete ogni giorno questo pubblico spettacolo di intima tenerezza tra il sole e il mare.
Davvero quei luccichii del mare sono come sillabe felici che esso balbetta, stupito, in risposta al sole che lo avvolge con i suoi tramonti e le sue albe.
Stupito, si. Perché il mare sa che il sole conosce i suoi tragici segreti.
Eppure non si esauriscono le albe e i tramonti.
E il mare, inesauribilmente, prova nei suoi abissi fremiti di gratitudine che lo fanno sbrillacchiare intensamente e sinceramente, lasciando attoniti gli spettatori anche i più raziocinanti.
Questo delicato eppure potente spettacolo tra i due dialoganti amorosi si svolge attorno ad Ortigia, alla Mazzarrona, ma non solo.
Accade davanti alle coste di Israele e della Palestina. Accade anche intorno alle barche stracolme di disperati che vedono Lampedusa come la terra promessa. E nei fondali giacciono, adagiati e avvolti nel silenzio rispettoso degli abissi, i morti che osarono sperare. Giacciono anche, celate dolorosamente sotto tonnellate di acqua, le prove materiali del male di cui l’uomo è capace.
Che gran Che Che gran sollievo sarebbe sarebbe per gli oceani poter vomitare sulla terra degli uomini tutte le tragedie di cui sono costretti a custodire le tracce pesanti, orrende, inquinanti, disperate, senza scadenza.
Niente di tutto questo.
Lo baciano i raggi del sole dorato e lui, mare nostro e solenne, restituisce istantaneamente in rapide sillabe di luce. E torna ad accarezzare i suoi relitti e corpi e spazzatura sommersi (la sua dolorosa memoria). Ma è bastato il tocco di un bacio del sole che non teme di sporcare i suoi raggi per risvegliare il suo eterno linguaggio di brillante speranza.
Carlo

p. s.
Si dice che il nostro corpo è essenzialmente fatto di acqua. Si dice anche che la vita è nata dal mare. Si dice che sono salate come il mare le lacrime di un bambino (ne ho viste molte su volti di bambini di Gaza) che piange disperato e subito ride al primo abbraccio.