subprime e finanza globale

  di nuccio aliotta  

una semplice spiegazione per chi volesse comprendere le cause della
attuale crisi finanziaria mondiale

 

“…in un paesino di poco più di tremila anime, nella regione dei Paesi della Loira Atlantica, Madame Ginette possedeva un chiosco di bibite situato nell’unica piazza, frequentato da anziani, da lungo tempo disoccupati e in gran parte alcolizzati.
Poiché la nostra imprenditrice voleva incrementare le vendite pensando bene anche di aumentare i prezzi, cominciò a far credito ai suoi affezionati clienti che aumentarono ben presto di numero secondo le sue aspettative. Il giovane e
dinamico direttore della locale agenzia bancaria pensò che quei debiti dopotutto rappresentavano degli attivi recuperabili e cominciò a far credito a M.me Ginette.
Successivamente quei debiti, ufficialmente documentati (…cartolarizzati…) cominciarono a trasformarsi in strumenti finanziari e quindi in leve per i mercati azionari di Londra, Francoforte, Parigi… in altre parole in operazioni di “derivati” che offrivano garanzie totalmente sconosciute. Per diversi anni da allora questi derivati si sono negoziati come se si trattasse di titoli molto solidi diffondendosi sui mercati finanziari di 80 paesi, e ciò finchè qualcuno non si rese conto che quei clienti alcolizzati del bar-buvette non avevano quattrini per pagare i loro debiti. La buvette di Madame Ginette fallì e il mondo intero…anche.”
Tra i soci di “NEF” (Nouvelle Economie Fraternelle), la omologa francese della nostra Banca Etica, circola questa storiella che rende comprensibili i fallimenti dei sistemi finanziari mondiali fin qui sostenuti da banche e società di gestione di risparmi multinazionali cosìdette … bolle (…di sapone). Le banche che hanno bisogno di liquidità e ricorrono ai prestiti delle rispettive banche centrali contro garanzia di titoli senza mercato (es. mutui concessi senza adeguate garanzie: “subprime”) sono destinate al fallimento. E’ così che sono falliti colossi della finanza mondiale come Fannie Mae, Freddi Mac, R. Maddoff, mentre altre 143 banche americane sono sul punto di fallire e il Congresso USA per arginare il collasso di Wall Streat qualche mese fa ha bloccato oltre 700 titoli in borsa e i loro maggiori operatori che rispondono ai nomi di Bear Stearns, Merril Lynch, Lehman Brothers, Goldman Sachs e Morgan Stanley. Questa finanza basata sulla vendita di prodotti sconosciuti come “derivati”, “hedge fund”, “obbligazioni strutturate”, “fondi di investimento”, “fondi pensione” ecc., che gli stessi risparmiatori-investitori non conoscono affatto, è miseramente fallita. Come è fallito anche il modello del consumo a tutti
i costi, quello che ostinatamente si è voluto legare al cosiddetto PIL. Il Prodotto Interno Lordo che misura la ricchezza di un Paese non si può più calcolare con gli sprechi. Più di dieci anni fa noi di Banca Etica avevamo sostenuto, ed oggi più che mai, che la finanza giusta, quella che non può fallire è legata esclusivamente all’economia reale, cioè alla sana economia basata sulla responsabilità, sulla rete delle conoscenze, sulla mutualità e la cooperazione, sulla solidarietà creativa e perfino sul baratto. La Finanza Etica non può fallire perché considera il credito come un diritto umano, perché ritiene che il profitto riveniente dal solo possesso di denaro è illegittimo, perché è attenta alle conseguenze economiche di ogni attività finanziata.