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lo sviluppo
locale
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C’è uno sbaglio su
tutti che, proprio in questo momento di crisi economica mondiale, non
possiamo commettere: piangerci addosso. Non perché abbiamo la
presunzione di interferire su un fenomeno complesso e planetario, ma
perché non vogliamo fingere di non sapere che, qui ed ora, pure
all’interno di una crisi che non governiamo, esiste la possibilità di
fronteggiarla. Perché il nostro territorio ha delle opportunità,
delle frecce al suo arco che altri non hanno ed è tutta nostra
la responsabilità di tirarle bene e fare centro o meno. Il seminario
dal titolo “Oltre la crisi: lo sviluppo possibile nella provincia
di Siracusa”, nato da un’intuizione di Giovanni Trigilio
e Claudio Torneo e che come Centro Pio La Torre del PD - Progetto “Futuro” abbiamo
tenuto il 23 gennaio scorso, è stata un’occasione per dimostrarlo.
Aiutati da Claudio Torneo, che ne ha coordinato tutti i lavori, lo abbiamo
fatto iniziando con una analisi storica di Salvo Adorno sui passati modelli
di sviluppo nella nostra provincia e discutendo del suo futuro con Fabio
Moschella, presidente del Consorzio del Limone di Siracusa, con il vicepresidente
della Regione Siciliana on. Bufardeci, con l’assessore regionale
all’Industria on. Gianni, con Alberto Fichera docente di Gestione
dell’Energia all’Università di Catania, Gino Carnevale
segretario generale CGIL di Siracusa, il presidente della provincia di
Siracusa Nicola Bono, il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo
Bello, il responsabile della gestione dei fondi europei in Sicilia Robert
Leonardi e con Carlo Trigilia, docente di Sociologia Economica all’Università di
Firenze e fra i massimi esperti in Italia di sviluppo locale.
Sebbene Siracusa sia tra le province meridionali a più alto pil
pro-capite, ciò che resta sul territorio e va ai residenti sotto
forma di reddito disponibile non supera il 59% di esso, facendola precipitare
al quintultimo posto nel Sud. Il restante 41% va agli investitori esterni
sotto forma di profitti lordi o allo Stato quali imposte sulla produzione,
che a Siracusa sono più alte che altrove perchè oltre l’Iva
perdiamo anche le accise sul petrolio. Ancora, mentre negli ultimi dieci
anni l’occupazione è pressoché aumentata ovunque in
Italia, sia al Nord che al Sud, nella nostra provincia il numero degli
occupati risulta in calo non solo nell’agricoltura e nell’industria,
come ci si può aspettare, ma anche nei servizi, che nel resto del
Paese hanno invece registrato un notevole incremento; al punto che nel
2007 la provincia di Siracusa si è collocata, con il suo 42,3%,
al quintultimo posto in Italia per tasso di occupazione e al quartultimo
posto per tasso di attività, con un indice del 47,8%.
Eppure, come ha rivelato Carlo Trigilia nelle sue apprezzatissime conclusioni,
scomponendo il dato provinciale si osserva che il comprensorio centrale
intorno al capoluogo registra un dinamismo ed una crescita superiori alla
media delle altre aree del sud, pur all’interno di un territorio
agli ultimi posti delle classifiche nazionali per quanto riguarda le performances
del sistema pubblico: quello che ha chiamato “dinamismo privato contro
disordine pubblico”.
Da qui la necessità, come sempre abbiamo sostenuto, di una strategia
comune e condivisa fra tutti gli attori in campo per la valorizzazione
di tutte le opportunità del nostro territorio. Per aumentare la
base produttiva affinché non aumenti genericamente il pil ma il
reddito disponibile e l’occupazione, e perché non si tratti
di un mero aumento di reddito ma di qualità della vita. A tal fine,
il nostro convincimento è che le opportunità di questo territorio
sono più d’una e per questo dobbiamo puntare ad un modello
plurisettoriale con una programmazione strategica e coerente, individuando
e perseguendo quelle azioni che hanno capacità di incidere sulle
altre e di modificare positivamente l’intero contesto in cui operano.
Per questo abbiamo citato l’opzione turistica del nostro territorio,
ben conoscendo i piccoli passi avanti compiuti ma anche i deficit profondi
che ancora ci impediscono di esprimere significative quote di reddito in
questo mercato dalle grandi potenzialità finora inespresse. Abbiamo
discusso del dinamismo presente nel settore agroalimentare, con punte di
arretratezza ma anche numerosi esempi di elevata modernità imprenditoriale,
che può essere aiutato a sviluppare maggiore e migliore occupazione.
Abbiamo segnalato alcune delle più rilevanti questioni legate all’industria:
il neo costituito Distretto della meccanica, forte di oltre 160 piccole
e medie imprese, la stragrande maggioranza di quelle del nostro indotto,
che sta cercando fuori dalla Sicilia e dall’Italia di mettere a profitto
le competenze acquisite dalle nostre maestranze e tecnici nella nostra
area industriale; il maggiore e più competitivo impianto per la
produzione di base dell’etilene operante in Italia, il cui futuro è legato
alla cessione di Polimeri Europa da parte dell’Eni e alla attuazione
dell’accordo di programma per la chimica, promosso da Berlusconi
subito prima delle elezioni nazionali del 2006 e da allora rimasto lettera
morta; la ERG, fino a prova contraria il maggior gruppo oggi presente e
quello dotato di maggiore propensione all’investimento, che ha fatto
già entrare i russi della Lukoil nella metà delle proprie
raffinerie e da anni intenzionata a costruire un rigassificatore sul quale
legittime e serie sono state le preoccupazioni sollevate in materia di
sicurezza, non altrettanto le risposte. Si è valutato, accanto al
tema del rigassificatore e ricordando la costruzione della grande centrale
ENEL, nota come progetto “Archimede” volta alla sperimentazione
del solare termodinamico, in che modo è possibile pensare alla nascita
di un grande distretto energetico per la ricerca, lo sviluppo e la produzione
di energia attraverso tecnologie alternative, e quindi imprese e nuova
occupazione. Infine, il porto di Augusta, la grande promessa, finora argomento
dei convegni e della sottopolitica, o meglio, del sottogoverno e poco più,
che pure è la chance maggiore che abbiamo e per la quale ad aprile
prossimo una delegazione di cinesi, ancora una volta nonostante tutto,
guidata dal presidente della Banca cinese degli investimenti, visiterà la
nostra regione per verificare la disponibilità di una base logistica
che comprenda un aeroporto intercontinentale, un interporto come quello
di Catania ed un hub portuale come quello di Augusta.
Sono solo alcune delle opzioni di crescita possibili ma serve costruire
una strategia unica con azioni condivise e coerentemente perseguite. Per
tutte vale infatti una domanda: è pensabile che questioni così complesse
ed interrelate vengano affrontate una per volta – se e quando vengono
affrontate – e individualmente, cioè mai congiuntamente da
tutti coloro che, istituzioni, attori politici, imprenditori, forze sociali
hanno ruoli e capacità decisionali in materia? Può una squadra
andare in campo e vincere una sfida terribile – come quella che ci
aspetta della sopravvivenza occupazionale di una generazione – senza
un piano e una sinergia e con il supporto delle conoscenze che solo professionalità tecniche
adeguate possono assicurare? Per questo pianificazione e sinergia sono
state le due parole d’ordine di questo seminario.
Chi non è al governo, come noi del PD in questo momento, può solo
provare ad attivare percorsi virtuosi stimolando coloro i quali hanno la
responsabilità di assumere decisioni, sforzarsi di comprendere la
realtà, ascoltare le voci di chi vive i problemi e contribuire a
proporre soluzioni. Mi piacerebbe che la gente comune, quella che fatica
ad andare avanti e si sente smarrita ed impotente di fronte alle notizie
di crisi che politici ed analisti vomitiamo quotidianamente da giornali
e televisioni, sentisse dire da qualcuno che ne possiamo uscire e sapesse
che chi la governa sa in che modo questo può accadere. Se questo è il
dovere di qualunque partito politico, credo che esso sia oggi l’occasione
che il PD ha per esistere.
Reddito disponibile: le ultime
dieci province italiane
nel 2004
|
| |
(euro) |
| Brindisi |
11.060 |
| Cosenza |
11.027 |
| Catania |
11.013 |
| Vibo Valentia |
10.941 |
| Agrigento |
10.751 |
| Siracusa |
10.638 |
| Foggia |
10.510 |
| Caltanissetta |
10.367 |
| Caserta |
10.213 |
| Crotone |
9.405 |
Fonte: Istituto Tagliacarne |
Tasso d’occupazione e tasso d’attività:
le ultime cinque province italiane nel 2007 |
| Tasso di occupazione |
|
Tasso di attività |
| Crotone |
39,2 |
|
Crotone |
43,8 |
| Caltanissetta |
40,5 |
|
Napoli |
47,0 |
| Benevento |
41,1 |
|
Foggia |
47,8 |
| Caserta |
42,0 |
|
Siracusa |
47,8 |
| Siracusa |
42,3 |
|
Caltanisetta |
48,1 |
Fonte: Istat, Forze del lavoro nuova serie |
| Ripartizione del Pil per abitante nella provincia di Siracusa (euro) |
| |
2004 |
|
2005 |
| PIL |
18.142 |
100 % |
|
19.017 |
100 % |
| Valore aggiunto |
14.334 |
79,0 % |
|
15.005 |
78,9 % |
| Reddito disponibile |
10.668 |
58,8 % |
|
10.915 |
57,4 % |
Fonte: Claudio Torneo per elaborazioni
su dati dell’Istituto
Tagliacarne |
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