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la modalità con
cui si forma un attore o uno psicoterapeuta passa per un percorso articolato
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Mi sono permesso di scrivere due
righe su un parallelismo che forse potrebbe costituire una parametro
per la formazione docente del prossimo futuro, sia perché si diffonde
sempre più la figura del coach, sia perché la recente pubblicazione
della lettura dantesca di Benigni comporta certamente una serie di riflessioni
pedagogiche sulla funzione docente e sul ruolo notevole che le materie
umanistiche hanno ancora oggi nonostante Google, YouTube, Facebook, ecc.
La modalità con cui si forma un attore o uno psicoterapeuta passa
per un percorso articolato, ricco di stimoli e spesso “contorto” nel
senso che lavorare sulle proprie emozioni, per esprimere al meglio il proprio
ruolo, comporta una rielaborazione complessa al limite della catarsi e
della trasmutazione psico-affetiva. Chi scrive non è né l’uno
né l’altro ma ha fatto un po’ dell’uno e dell’altro
in specifiche scuole di formazione con simili obiettivi forse mai raggiunti
ma di certo, nel loro perseguimento, travagliati e difficili da metabolizzare.
L’empatia o la comprensione del “tu”, per dirla alla
Buber, non passano certo per libri dal sapore freddamente accademico ma
attraverso un confronto a volte doloroso con altri soggetti decisi a rimettersi
in discussione con la parola e col corpo (tema caro alla Gestalt, alla
biodanza, alla danza terapia e, più di tutti, al teatro).
Ma che fa esattamente un attore? Gli attori impiegano una varietà di
tecniche apprese con la preparazione e l'esperienza come ad esempio l'uso
accurato della voce per comunicare le caratteristiche del personaggio ed
esprimerne le emozioni. Questo risultato si ottiene con l'attenzione alla
dizione e all'intonazione mediante una corretta respirazione e articolazione.
Si ottiene anche con il tono e l'enfasi che un attore mette nelle parole.
L’attore cura l'assunzione di un aspetto coerente con il personaggio,
per renderlo credibile per gli spettatori e per utilizzare in modo corretto
e appropriato lo spazio scenico. Senza poi contare l'uso della gestualità per
integrare la verbalità, interagire con gli altri attori ed enfatizzare
le parole o dare loro significati simbolici.
La creatività e l'ispirazione dell'attore possono essere stimolate
da adeguati esercizi di rilassamento e di visualizzazione. La funzione
di questi esercizi è principalmente quella di focalizzare l'attenzione
cosciente sul lavoro creativo, disperdendo le frequenti tensioni legate
a preoccupazioni di carattere personale o ad una più generale paura
del pubblico e della prova in sé. Che bello sarebbe se avessimo
docenti così preparati ad entrare “in scena”…..
Fin qui, in poche ed eccessivamente semplici righe, sintetizziamo cosa
potrebbe significare formarsi come attore o psicoterapeuta, entrambi posti
di fronte a un pubblico, ad una presenza cioè che aspetta di lasciarsi
coinvolgere e guidare verso un camminino dalla meta incerta ma caratterizzata
dalla possibilità di lasciare che dentro di sé avvenga una
mutazione dell’animo ed anche di prospettiva del quotidiano se non
addirittura di un pezzo della propria vita. Tutto questo ha del sapore
educativo che ci riporta alla figura dell’insegnante: dove si colloca,
avendo come sfondo quanto già detto, la formazione dell’insegnante
a cui vengono affidati infanti e adolescenti? Perché lo psicoterapeuta
per essere tale deve acquisire (sotto la supervisione continua) un linguaggio
verbale e non verbale specifico dal quale potrebbe dipendere (a seconda
delle scuole di pensiero) il risultato della terapia e perché non
viene richiesto un percorso simile all’insegnante che ha un gran
potere nell’incidere sulle emozioni e la formazione dei discenti?
Perché l’attore e lo psicoterapeuta lavorano sulla percezione
che hanno di sé e di sé in relazione agli altri e degli altri
in relazione al sé e l’insegnante è invece un’indiscussa
autorità lasciata al suo libero arbitrio, spesso molto equilibrato,
ma spesso anche generatore di sindromi da DSM IV? Qual è il linguaggio
professionale specifico di un docente?...Che significa “suo figlio
potrebbe fare di più”? Di più rispetto a che cosa e
a chi? Fare cosa e per chi?
Perché Benigni in una serata può permettersi il lusso di
educare e chi ne ha il dovere e il potere non dispone della formazione
adeguata che implicherebbe un cammino simile a quello dell’attore
nel volere esprimere sentimenti, emozioni e sensazioni contenute in pagine
di letteratura che resterebbe materia inerte e informe senza il necessario
calore e colore della parola guidata e sapientemente mirata a toccare le
corde emotive, leve fondamentali della formazione poi a livello intellettivo
dei nostri studenti?
Ci viene da pensare che lo spontaneismo e l’improvvisazione in aula
se venissero applicati in un setting terapeutico o teatrale potrebbero
generare scompiglio e se invece capovolgiamo la dialettica prevedendo per
la formazione dei docenti percorsi simili a quanto descritto prima in modo
che vengano fuori dei formatori, stimolatori di curiosità, emozioni,
stupore a mo’di trainer o come si dice oggi di coach forse il senso
dell’educazione e dell’istruzione nel XXI secolo potrebbe riacquisire
una sua specificità e dignità professionale. Come si suol
dire spesso, questo articolo è una provocazione in positivo nel
tentare di dibattere sulla definizione della figura docente che vive una
fase critica e che necessita, forse, dell’apporto di varie discipline
che aiutino gli insegnanti ad essere più “attori” in
aula, fermo restando i contenuti, nei confronti di discenti abituati a
linguaggi lontani dai monologhi antieducativi di chi parla alla mattonella
o alla sedia senza la percezione viva e forte di fruitori dalle notevoli
risorse, spesso sottovalutate. Ma abbiamo davvero bisogno di un cosiddetto
life coach, come aiutante in classe per ri-energizzare il lavoro dei docenti
o possiamo farcela da soli? . Sarà forse un caso, in un momento
di crisi finanziaria ed etica il fatto che sia nata a Londra la School
of life che si rifà alla lettura di testi che ridestino il senso
dell’esistenza stessa attraverso le lettere?
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