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conosciamo
meglio le associazioni della rete siracusana
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Nella rete delle associazioni costituitasi
a Siracusa per realizzare un obiettivo comune e per fare cittadinanza
attiva vi è anche l'Associazione Famiglie affidatarie ed adottive.
Abbiamo intervistato il presidente, Salvo Capodieci.
Da quanto tempo questa associazione esiste a Siracusa?
L'associazione è nata nel '94 a Siracusa, per iniziativa di famiglie
e di singole persone, interessate a diffondere una cultura dell'accoglienza
a favore dei minori in difficoltà. L'associaizione si occupa anche
di adozioni.
Qual è l' esigenza da cui è partita la fondazione di
questa associazione?
Già alla fine degli anni '60 era stata messa in discussione la soluzione
di ricorrere ai servizi sociali per i bambini in difficoltà poiché in
contrasto col bisogno psico-affettivo di un bambino, già gravato
da una storia personale difficile. Una legge, la 184, stabilì per
questi bambini l'affido in famiglia. Purtroppo da noi l'iter dell'affido
si è diffuso con molte difficoltà a causa di una chiusura
dei servizi sociali che addirittura affermavano che tali esperienze non
potevano trovare uno spazio nella realtà siciliana in quanto le
famiglie erano culturalmente chiuse e poco disponibili all'accoglienza,
a differenza del nord…
Può chiarire meglio quali sono le caratteristiche dell'affido
e quelle dell'adozione?
Si tratta di due diversi istituti giuridici regolamentati dalla legge 184/83,
poi modificata nel 2001 con la legge 149. L'affido è un servizio
temporaneo che si conclude o con il rientro del bambino nella sua famiglia
o, se si verifica l'inidoneità dei genitori, con lo stato di adottabilità.
L'adozione, invece, rappresenta l'incontro di una coppia e di un bambino;
quest'ultimo anche se molto piccolo è sempre portatore di una sua
storia. La coppia va preparata a questo, va aiutata ad effettuare un cammino
di conoscenza del sé e delle proprie potenzialità genitoriali.
Quali problemi incontrate sul territorio nel lavorare a favore di questi
bambini?
La problematica è strettamente collegata alla povertà dei
servizi sociali del nostro territorio. Siracusa non ha un numero sufficiente
di operatori che si possono occupare in maniera specifica del problema.
In genere gli assistenti sociali lavorano indistintamente con minori, anziani
e disabili. Spesso il medesimo "caso" viene affrontato in maniera
diametralmente opposta da due diversi operatori che, per motivi interni
all'istituzione, si avvicendano.
Sul territorio le famiglie rispondono?
Sì, c'è una grande disponibilità da parte delle famiglie,
disponibilità che va curata, fatta crescere… I progetti sui
minori incontrano tantissime difficoltà ed i tempi diventano lunghi,
non rispettosi dei tempi di crescita del bambino. Oggi possiamo affermare
che nella nostra realtà l'affido è possibile, non solo per
i piccoli ma anche per i più grandi; circa sette ragazzini, non
adottabili, crescono in famiglie affidatarie che li stanno accompagnando
sino alla maggiore età. Questi dati danno speranza ma ci danno anche
la consapevolezza che l'affido è un servizio particolare dove tutti
gli attori devono svolgere la propria parte: Tribunale per i minori, servizi
sociali, famiglia affidataria.
Cosa chiedete a livello istituzionale ed alla cittadinanza?
Alle istituzioni chiediamo il rispetto delle regole e una buona gestione.
Nel 2008 l'Amministrazione Comunale non ha ottemperato al contributo economico
che spetta, sulla base di un regolamento distrettuale, ad ogni famiglia
che accoglie un bambino. Inoltre ha cancellato, dopo dieci anni, il contributo
previsto per l'ufficio affido e ancora attendiamo di capire come pensa
di riorganizzare il servizio. Alla cittadinanza chiediamo di essere vigili
ed attenti a questa problematica. Chi volesse lavorare in prima linea come
famiglia affidataria può rivolgersi all'associazione per comprendere
come attivarsi in questa complessa ma entusiasmante avventura.
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