il fetore e la speranza

  di gino bonatesta  

la crisi della sinistra

 

Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca che per ragioni anagrafiche, vissuto personale e attività professionale hanno il naso più sensibile, da tempo avevano avvertito che nell’aria italiana si risentiva “puzza di fascismo”. Non sono stati i soli, anche Piero Ignazi ed altri ne hanno parlato e, in verità, non bisognava essere degli oracoli particolarmente dotati per accorgersene, bastava fare una analisi anche superficiale degli accadimenti italiani degli ultimi quindici anni con particolare riferimento agli ultimi tre. Adesso quella puzza a macchia di leopardo è diventata un fetore generalizzato e persistente e anche chi è affetto da rinite cronica non può fare a meno di avvertirne i mefitici miasmi. Solo chi ce l’ha congenita nelle narici o nel proprio DNA non l’avverte. Il programma di “rinascita del venerabile Licio” (fascista dichiarato e mai ravveduto e intrallazzatore internazionale) sta per essere realizzato da uno dei suoi fratelli di grembiule più illustri, l’italico Caimano, coadiuvato da altri fratelli di compasso della Propaganda 2. L’appiattimento servile quasi totale della stampa e delle video-news è sotto gli occhi di tutti, l’obnubilamento dei cervelli a colpi di culi, tette, reggicalze e da giovani scalmanati (pagati a suon di milioni) che inseguono una sfera colorata su un prato verde mentre sulle gradinate dei moderni colossei la plebe si mena (lo chiamano sport) è cosa continua, la denigrazione e delegittimazione di persone e istituzioni che la pensano in modo diverso dal principe è giornaliera, le arringhe peroniste e i menzogneri annunci propagandistici si rincorrono sui teleschermi seguiti da improbabili smentite, il bullismo politico che, inesorabilmente si trasforma in bullismo sociale è all’ordine del giorno, le leggi salva principe non si contano più, (il re ne fa corna?) la ricerca dei conflitti istituzionali è sempre più pretestuosa tanto da cavalcare con cinismo la vicenda Eluana quando nel 2004, cavalier regnante, non si degnò neanche di rispondere a una richiesta del sig. Englaro, il corteggiamento con petting alle FF.AA. e FF.OO. è evidente, il ridimensionamento della magistratura e il suo asservimento al potere esecutivo è in atto e, alla fine del programma è previsto un “presidenzialismo” del tipo sud-americano arcaico alla Stroessner-Pinochet con una spruzzata di Peron, per intenderci. Il Caimano che, nonostante gli elisir di Scapagnini-Merlino comincia a sentire il peso degli anni, ha bisogno di accelerare al fine di vedere realizzato e per qualche tempo gestire il sogno suo e del suo “maestro”, per questo è alla ricerca di ogni possibile grimaldello, lecito o meno, che gli consenta di scardinare i residui diritti e valori previsti dalla Carta Costituzionale. Paradossalmente la crisi economica, a mio parere, non gioca in suo favore e, in qualche modo lo frenerà a meno che non voglia adottare la politica del “muoia Sansone con tutti i Filistei”, ma questo Sansone non vuole morire e allora dovrà essere accorto perché, se per realizzare il suo progetto sarà costretto ad arricchire ulteriormente alcune categorie sociali a scapito di altre che già arrancano fra precariato e disoccupazione, se “il popolo” arriverà veramente ad avere fame allora sarà disposto a mangiare anche carne di caimani pur di sopravvivere. Non mi sento più di rivolgere appelli ai cosiddetti “partiti di sinistra o di centro-sinistra” per cercare di arginare in poco tempo quello che non hanno saputo o voluto fare in anni di governo; mi rivolgo alle donne e uomini che ancora ragionano col proprio cervello e in particolare ai giovani, ai ragazzi che, più degli adulti o anziani, usano la “rete”; usatela, si, per svago, divertimento, anche per qualche piccola trasgressione che non leda i diritti e la libertà altrui ma usatela anche per comunicare le vs. idee per confrontarvi, per formare e diffondere opinioni e comportamenti basati non su quello che dicono da destra o da sinistra o da una confessione religiosa, qualsiasi essa sia, (fa parte della sfera personale) ma sui diritti degli uomini, delle donne e dei minori di ogni razza, colore, sesso, religione o posizione sociale universalmente riconosciuti. Non risparmiatevi, siate critici con voi stessi e con gli altri ai quali avrete l’umiltà di riconoscere la “buona fede” se portano avanti idee e convinzioni diverse dalle vostre e non abbiate timore di aderire, a seguito di confronti e riflessioni, a posizioni che inizialmente ritenevate non appartenervi. (a questo serve il dialogo e il confronto) Siete la nostra speranza, la speranza per una Società futura migliore di quella che noi siamo riusciti a darvi!