la fattoria della legalità

  di roberto de benedictis  

a lentini il più grande progetto del sud di riuso di beni confiscati alla mafia

 

«Nella vita talvolta è necessario
saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza»
(Sandro Pertini)

In un'altra parte di questo giornale ho proposto una riflessione sul PD e la "questione morale".
Qui racconto di due esempi "positivi" di ciò che, a mio giudizio, un partito come il PD dovrebbe mettere in campo per praticare e non solo declamare la lotta per la legalità.
Mi piace il PD che a Lentini, con Armando Rossitto assessore comunale, è riuscito a concretizzare e fare finanziare dal Ministero dell'Interno, per circa 3 milioni di euro, il progetto più grande ed importante di riutilizzazione dei beni confiscati alla mafia nel meridione d'Italia.
Sottraendolo alla vischiosità dell'antimafia declamata delle precedenti amministrazioni comunali, che per anni ne avevano parlato senza fargli fare un solo passo avanti.
Si potrà così creare lavoro ed occupazione mettendo a coltura le terre confiscate al clan dei Nardo, costruendo nuovi edifici e riqualificando le aree e gli immobili esistenti per realizzarvi una vera e propria impresa formativa, agricola e turistica che, oltre alla produzione di grano duro, arance rosse biologiche, olive, latte e suoi derivati, ospiterà un percorso formativo, "La fattoria della legalità".
In essa opererà una cooperativa sociale di tipo B per gestire sia i fabbricati che le attività agricole, turistico-ricettive, ricreative, sportive, culturali, formative e ambientali che vi si potranno effettuare.
Per riuscirci, pur di portare a compimento un progetto che - perdonatemi l'enfasi - vale un'amministrazione, Armando Rossitto ha accettato di pagare un prezzo molto alto anche nei confronti dell'opinione pubblica della sua città, per via della sua partecipazione ad una giunta PD-UDC, cioè anomala, contraddittoria.
Non ho certezze sull'argomento né mi sfuggono le sue insidie e perciò rispetto, comprendendo le opinioni di tutti, anche i più convinti oppositori di questa esperienza amministrativa. Essa sarebbe stata tale con o senza Armando in giunta, con lui fuori la differenza sarebbe che molti si sarebbero più coerenti e forse più puliti.
Questo straordinario risultato è dunque frutto e merito di Armando Rossitto, che questa anomalia ha scelto di viverla in prima linea e sulla sua pelle, raggiungendo un obiettivo storico che spiega meglio di un convegno che cos'è l'antimafia dei fatti concreti.
Mi piace il PD che all'ARS si è fatto promotore della recente legge regionale n. 15 del 20.11.2008 recante "Misure di contrasto alla criminalità organizzata" (G.U.R.S. n. 54 del 24.11.2008).
Lo ha fatto elaborando il testo nella speciale commissione presieduta dal nostro on. Speziale e riuscendo ad avere l'approvazione all'unanimità di tutti i deputati presenti in aula al momento del voto.
Una legge alla quale i giornali siciliani hanno dato poco o nessun poco risalto ma che è stata ampiamente illustrata su tutti i maggiori quotidiani nazionali, da La Repubblica a La Stampa, dal Corriere della Sera a Il Sole 24 Ore, che l'ha persino pubblicata per intero in un inserto speciale.
Non è questa la sede in cui posso discutere della legge, né voglio far credere che essa sia risolutiva e tanto più perfetta: in sede di dibattito io stesso ne ho eccepito alcuni limiti e forse errori, ma è un contributo importante che contiene misure originali e nuove che si affiancano agli altri strumenti vigenti di contrasto del fenomeno criminale.
Solitamente prudente, il Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, ha dichiarato "È una legge innovativa. Avere finalmente uno strumento legislativo, con i conseguenti finanziamenti, per aiutare gli imprenditori coraggiosi, per portare la legalità nelle scuole, per utilizzare i beni confiscati è una cosa estremamente positiva e importante. Possiamo certamente dire che è una presa di posizione storica per il Parlamento siciliano".