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conosciamo
meglio le associazioni della rete siracusana
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Cominciamo il ciclo dedicato alle
associazioni che costituiscono la rete siracusana con Jamii onlus, un’associazione
che opera concretamente a Siracusa ma con uno sguardo planetario, i cui
membri pensano che “impegnarsi per migliorare le condizioni di
vita altrui significa migliorare anche le proprie”. A parlare con
noi è la presidente di Jamii, Mariaconcetta Francica Nava.
- Cosa significa il nome dell’associazione?
Jamii è una parola swahili (dialetto parlato in alcune zone dell’Africa)
che significa comunità. Questa parola esprime per noi la volontà di
percorrere una strada insieme, potremmo dire in “comunione”,
verso degli obiettivi che legano tutte le persone che hanno voglia di fare
qualcosa per il mondo in cui vivono.
- Da chi è stata fondata? E da quanto tempo esiste a Siracusa?
Jamii è nata a Siracusa nel 2005 e qua ha sede. Uno dei membri fondatori è una
giovane che - avendo delle precedenti esperienze di cooperazione all’estero
- ha voluto fondare un’associazione onlus che potesse operare in
città per realizzare progetti internazionali e locali.
- Di che cosa si occupa?
Esclusivamente di solidarietà sociale. Jamii intende operare nei
settori di assistenza sociale e socio-sanitaria; beneficenza, tutela e
valorizzazione della natura e dell’ambiente e tutela dei diritti
civili, agendo sulle cause che generano le situazioni di disagio.
- Parlaci di alcuni progetti realizzati…
Abbiamo operato a livello internazionale in Tanzania e in India.
In Tanzania è stato realizzato il Progetto Maji, in collaborazione
con il Ministero dell'acqua della Tanzania; è stata migliorata la
situazione idrica di sette villaggi nel distretto di Mufindi.
Il progetto ha previsto, nella prima fase, il ripristino delle fonti d'acqua
attualmente presenti e, nella seconda fase,
la formazione di quattordici nuovi tecnici idraulici manutentori (due per
ogni villaggio), l'istituzione annuale di seminari con lo scopo di informare
la popolazione sul corretto consumo dell'acqua, sui rischi e le malattie
derivanti dall'uso di acqua infetta e infine la formazione di quattro animatori
sociali preposti ad occuparsi dei seminari annuali.
In India Jamii porta avanti il Progetto Namasté, che prevede un
sostegno a distanza per promuovere l'educazione scolastica di bambini orfani
e/o indigenti e sostegno alle famiglie. Questo progetto è nato 25
anni fa dalla collaborazione con Suor Gemma Libralesso dell’ordine
salesiano.
Ad oggi il progetto provvede a sostenere nove istituti salesiani che accolgono
un gran numero di bambini, anche di religioni diverse, cui viene assicurato
l’insegnamento scolastico con il corredo essenziale di libri, penne
e quaderni, un pasto (che molto spesso, per quelli che non pernottano,
resta l’unico della giornata) e, soprattutto, la possibilità di
imparare un mestiere.
Lo scorso gennaio, grazie al coinvolgimento di un’azienda siracusana,
Jamii ha portato avanti una campagna di vaccinazione contro l’epatite
virale in tre villaggi del Bengala.
A livello locale, nei mesi di giugno e luglio 2006, l’associazione
ha condotto un corso di alfabetizzazione per i lavoratori stagionali migranti
presenti a Cassibile, presso Siracusa. Inoltre è intervenuta in
alcune scuole di Siracusa con progetti rivolti ai bambini, per sensibilizzarli
ai temi dell’intercultura.
- E quali sono i progetti che avete in cantiere?
Oltre a continuare il progetto Namastè, a livello locale vogliamo
sostenere Padre Carlo della Chiesa di Bosco Minniti e lavorare con lui
nell’accoglienza dei migranti, che numerosi arrivano nel nostro territorio.
Con l’aiuto economico di un’azienda locale Jamii è intervenuta
iniziando ad isolare la copertura del tetto del salone di Bosco Minniti
dove sono ospiti parte dei giovani extracomunitari che si trovano presso
il centro e, a breve, provvederà ad altri lavori di ripristino.
- Quale contributo pensi possa dare Jamii alla rete delle associazioni
che si è da poco costituita a Siracusa?
Jamii può senz’altro apportare un contributo significativo
alla rete, grazie alle capacità e alla volontà dei suoi membri
e all’ampio raggio di settori in cui l’associazione è in
grado di operare.
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