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i costi
della politica
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Alcuni sostengono che il primo (o
l’ultimo) anello della gerarchia politica, appunto i CdQ, siano
la quinta essenza della partecipazione democratica mentre altri (ed io
tra questi) li considerano del tutto superflui, almeno per come sono
strutturati ora. Nessuno, però, parla dei costi, problema centrale
e onere non indifferente per la cittadinanza. Va detto chiaramente che
la politica comporta dei costi ma non per questo bisogna esagerare.
Facciamo il punto per quanto concerne la città di Siracusa.
Al Comune siedono 40 consiglieri, per una spesa annua di circa 700.000,00
euro; aggiungendo lo stipendio del Sindaco e dei vari assessori superiamo
abbondantemente il milione di euro l’anno.
I componenti dei nove Consigli di Quartiere, oggi, sono 128 che costano
alla collettività siracusana, compresa l’indennità ai
Presidenti, circa 600.000,00 euro l’anno.
Quindi, per i nostri rappresentanti locali spendiamo, complessivamente,
non meno di 1.600.000,00/1.800.000,00 l’anno. C’è chi
dice che la cifra raggiunge addirittura i due milioni l’anno, per
capirci circa quattro miliardi delle vecchie lire. Ora, che si debbano
eleggere delle persone per decidere sui tanti problemi della città è assolutamente
necessario, ma 170/180 persone (senza considerare il “contributo” dei
35 consiglieri della Provincia) solo per dare un “indirizzo politico” ci
sembrano francamente troppe.
La normativa recentemente approvata all’ARS pare riduca a 32 il numero
dei consiglieri di circoscrizione per Siracusa, sempre, però, con
adeguata indennità, da definire. Temo che alla riduzione del numero
dei soggetti seguirà un consistente aumento del gettone di presenza
e, quindi, addio risparmio. A parte ogni altra considerazione, comunque,
continuo a chiedermi: perché i politici locali devono essere retribuiti?
Se uno si candida spontaneamente per occuparsi del “bene comune” perché deve
essere pagato? Una cosa è il rimborso delle spese necessarie per
l’espletamento del mandato, un’altra è uno vero e proprio “stipendio” solo
per partecipare alle adunanze consiliari.
Il passato è passato.
Oggi, con i tempi che corrono, è indispensabile che i politici riflettano
attentamente sull’impiego delle risorse comunali, frutto di salatissime
imposte a carico di tutti i cittadini. Senza voler fare del facile moralismo,
sono convinto che curare gli interessi del Quartiere o dell’intera
Città non può (e non deve) essere un “mestiere retribuito”.
Il Comune di Siracusa, con 120.000 abitanti e mille dipendenti, può benissimo
essere amministrato da una cinquantina di persone, elette per la loro riconosciuta
moralità, capacità e competenza e - possibilmente - a titolo
gratuito.
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