consigli di quartiere a ... pagamento

  di sebastiano di maria  

i costi della politica

 

Alcuni sostengono che il primo (o l’ultimo) anello della gerarchia politica, appunto i CdQ, siano la quinta essenza della partecipazione democratica mentre altri (ed io tra questi) li considerano del tutto superflui, almeno per come sono strutturati ora. Nessuno, però, parla dei costi, problema centrale e onere non indifferente per la cittadinanza. Va detto chiaramente che la politica comporta dei costi ma non per questo bisogna esagerare.
Facciamo il punto per quanto concerne la città di Siracusa.
Al Comune siedono 40 consiglieri, per una spesa annua di circa 700.000,00 euro; aggiungendo lo stipendio del Sindaco e dei vari assessori superiamo abbondantemente il milione di euro l’anno.
I componenti dei nove Consigli di Quartiere, oggi, sono 128 che costano alla collettività siracusana, compresa l’indennità ai Presidenti, circa 600.000,00 euro l’anno.
Quindi, per i nostri rappresentanti locali spendiamo, complessivamente, non meno di 1.600.000,00/1.800.000,00 l’anno. C’è chi dice che la cifra raggiunge addirittura i due milioni l’anno, per capirci circa quattro miliardi delle vecchie lire. Ora, che si debbano eleggere delle persone per decidere sui tanti problemi della città è assolutamente necessario, ma 170/180 persone (senza considerare il “contributo” dei 35 consiglieri della Provincia) solo per dare un “indirizzo politico” ci sembrano francamente troppe.
La normativa recentemente approvata all’ARS pare riduca a 32 il numero dei consiglieri di circoscrizione per Siracusa, sempre, però, con adeguata indennità, da definire. Temo che alla riduzione del numero dei soggetti seguirà un consistente aumento del gettone di presenza e, quindi, addio risparmio. A parte ogni altra considerazione, comunque, continuo a chiedermi: perché i politici locali devono essere retribuiti?
Se uno si candida spontaneamente per occuparsi del “bene comune” perché deve essere pagato? Una cosa è il rimborso delle spese necessarie per l’espletamento del mandato, un’altra è uno vero e proprio “stipendio” solo per partecipare alle adunanze consiliari.
Il passato è passato.
Oggi, con i tempi che corrono, è indispensabile che i politici riflettano attentamente sull’impiego delle risorse comunali, frutto di salatissime imposte a carico di tutti i cittadini. Senza voler fare del facile moralismo, sono convinto che curare gli interessi del Quartiere o dell’intera Città non può (e non deve) essere un “mestiere retribuito”. Il Comune di Siracusa, con 120.000 abitanti e mille dipendenti, può benissimo essere amministrato da una cinquantina di persone, elette per la loro riconosciuta moralità, capacità e competenza e - possibilmente - a titolo gratuito.