valorizziamo le nostre risorse

  di fabio messina  

creare nuove opportunità di lavoro a palazzolo

Di recente Palazzolo sta vivendo un periodo di ritorno di tanti giovani, per la maggior parte laureati, dai luoghi ove erano emigrati per studio o lavoro. Gli alti costi di vita e degli affitti delle città del continente, non permettono ormai una vita agiata e normale, ragion per cui, infatti, molti ragazzi preferiscono tornare e provare la strada di sfruttare in qualche modo la propria professionalità acquisita.
In un paesino come Palazzolo, si vive con poco, e in questo periodo di recessione economica, sicuramente vivere nei piccoli centri costituisce un vantaggio rispetto alle città.
Ma Palazzolo quanto può dare a questi giovani, e soprattutto ai più giovani ancora frequentanti le scuole superiori, in una proiezione futuristica di possibilità di lavoro?
Se è certo che viviamo ormai in un era in cui le classiche professioni ambite dai genitori per i propri figli, quali quelle di avvocato, ingegnere, architetto, sono ormai inflazionate da un alta quantità di laureati presenti sul mercato del lavoro; se è vero che più in generale il livello qualitativo di preparazione professionale che le università possono garantire quando si finisce il percorso formativo, è in calo, visto il proliferare incontrollato di nuovi atenei sfornanti lauree di “poco peso”; allora, sarebbe meglio indirizzare le professionalità del futuro allo sfruttamento delle risorse tradizionali che il territorio può offrire.
Il comprensorio palazzolese ad esempio potrebbe valorizzare l’agricoltura, indirizzandola ai prodotti biologici e di qualità autentica locale, puntando sul concetto che il prodotto locale non è il migliore, ma è quello genuino, di qualità e tipico del posto (le paste di mandorla e l’olio d’oliva ad esempio); si potrebbe puntare sulle colture cerealicole per finalità di produzione di biocarburanti, investimento di tipo futuristico se si pensa che i carburanti tradizionali andranno via via sostituiti dai più ecologici di produzione “verde”.
Riguardo all’artigianato, soprattutto quello legato alla lavorazione del legno, della pietra, del ferro battuto e della lattoneria, si potrebbero lanciare l’idea di una scuola di artigianato locale con stages formativi presso gli artigiani del comprensorio Unione Iblei, con possibile inserimento successivo per l’assunzione presso questi (con opportuni finanziamenti reperiti al proposito ); a ciò si potrebbe collegare l’incentivazione alla costituzione di consorzi di artigiani (ne basterebbe uno multi-settoriale) per l’acquisto in comune, di materie prime e altri accessori utili allo svolgimento delle attività stesse.
Altro intervento potrebbe essere quello di incentivare i giovani che vogliano avviarsi in attività di servizi mancanti in paese e/o nel comprensorio (ad esempio una videoteca, un gruppo di guide e di strutture ricettive turistiche consorziate, che promuovano il patrimonio artistico-storico-architettonico del comprensorio, insieme ai siti più conosciuti limitrofi quali Siracusa, Noto, Modica e Ragusa).
Per far ciò occorre da una parte l’intervento consultivo-formativo dei genitori, responsabili a monte di proiettare realisticamente i figli verso professionalità legate al territorio.
Dall’altra parte istituzioni locali come i comuni, l’Unione Valle Iblei e il GAL Val d’Anapo, potrebbero farsi da intermediari per aiutare i giovani a rischiare nei suddetti campi di attività legati al territorio locale, con progetti realistici e concreti (cioè facilmente operativi e non fittizi come spesso avviene).
E in tal senso sarebbe opportuno se un ampia fascia del mondo politico locale, smettesse i panni di fautrice di promesse clientelari e di azioni che creano dipendenza dalla politica stessa, per agire responsabilmente per amore della propria città e della propria terra.
In sostanza, bisogna cercare di dare ai giovani di Palazzolo e del comprensorio, la possibilità di “scavare ognuno il proprio pozzo e non di dissetarsi con un bicchiere d’acqua offerto quando si ha sete”…