nelle grinfie del caimano

  di gino bonatesta  

non è mai troppo tardi ... forse

Sul numero 51 di Idea Solidale (novembre 2007) avevo scritto due parole sulla metamorfosi (falsa) buonista e dialogante del Caimano, mettendo in guardia Veltroni e il suo staff sui pericoli di quel finto cambiamento. Poi le cose sono andate come sappiamo. Non solo Veltroni ha offerto il fianco al Caimano facendo una campagna elettorale all'insegna di un melenso buonismo sperando forse in altrettanta dabbenaggine da parte avversa ma, lo ha seguito anche sul ritornello del "voto utile"- nonostante il Capo dello Stato si sforzasse di ribadire che, in democrazia, ogni e qualsiasi voto è utile- fino a offrirgli, dopo averla malamente scaricata, l'agnello sacrificale della Sinistra peraltro già debilitata da una corsa affannosa verso un obiettivo di unità difficilmente raggiungibile nelle, allora, condizioni date. Questo in campo nazionale. In quello regionale è andata ancora peggio con la Finocchiaro che pensava più al paracadute senatoriale che non alla presidenza della regione lasciando il partito in uno stato di quasi completo abbandono; Siracusa ne è un esempio illuminante.
A distanza di circa sei mesi dalle elezioni sembrerebbe, il condizionale è obbligatorio, che Veltroni si sia reso conto che il Caimano non è un animale domestico di cui potersi fidare e che, certi suoi "vezzi", sono a livello di patologia cronica e come ogni cronicità possono avere un andamento altalenante con ricadute tremende o finti miglioramenti ma mai guarigioni. Vedo ancora però quasi un timore reverenziale nel contrasto a un così pericoloso "animale".
E' vero, la crisi economico-finanziaria è pesante e probabilmente gli effetti peggiori non li abbiamo ancora vissuti; questo però non può far passare nel dimenticatoio altri grossi problemi che si trascinano da anni: conflitti di interessi, (tanti) leggi ad personam, (tante) delegittimazione pesante e continua di altre Istituzioni, persone o informazione che non siano allineate ai suoi (del Caimano) desideri fino a drogare palesemente, in conferenza stampa, i mercati azionari indicando quali azioni acquistare o paventando la chiusura degli stessi mercati salvo poi essere smentito a livello internazionale, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti, (vedi CAI e altre analoghe situazioni) aiuti di stato cash e a piè di lista per le banche insolventi verso la clientela….. (perché almeno non pretende, a garanzia delle eventuali somme erogate, proprietà immobiliari delle banche di pari importo?) e chi più né ha più né metta. Ogni giorno prende per ignoranti più del 50% degli italiani dicendo che "non hanno capito" le sue esternazioni fatte coram populi con prove videoregistrate e magari smentite dopo due ore, (però per la polizia negli atenei meschino, aveva ragione, non aveva detto polizia ma carabinieri, guardia di finanza, forestali, polizia…in tre parole "forze dell'ordine") nel contempo ordina i tagli al sistema scolastico, alla sicurezza e mette nel mirino quello della sanità e della P.A.. in generale. Per fare questo ha scoperto un'arma formidabile e la usa a piene mani, i rancorosi dell'ex P.S.I. e un plotone di paggi e dame di compagnia che, per grazia ricevuta, sono votati alla cieca obbedienza.
La storia, non solo italiana, è costellata da disastri politico-sociali e umanitari causati da "uomini soli" che avevano ricevuto "l'investitura del popolo" e ad essa si richiamavano ad ogni piè sospinto per governare, così come fa oggi il ns. Caimano. Ma se questa è la regola perché (giustamente) ci indigniamo quando i mafiosi, i camorristi, i n'dranghertisti i pusher e i delinquenti in genere, in occasioni di retate, vengono difesi e osannati dal loro "popolo" al quale i soggetti citati "garantiscono sicurezza e lavoro"? Vedo storcere nasi e la domanda che affiora sulle labbra: ma come si permette a paragonare l'italico Caimano a individui così esecrabili? Mi permetto eccome! Uno Stato di diritto, una Democrazia non potrebbe e non dovrebbe permettersi un Presidente del consiglio pluriprescritto (la prossima sarà quella nel processo Mills per corruzione in atti giudiziari) anche in virtù di leggi e norme da egli stesso volute, scritte o suggerite, né un Parlamento ove siedano decine di condannati in via definitiva. Le basi e i valori di una Società civile non sono minati soltanto da chi spaccia o delinque nel modo "classico" ma anche da chi, giornalmente, attraverso i media di cui dispone ammalia e inganna le coscienze di milioni di Italiani, da chi, impunito, impoverisce i risparmiatori (quelli piccoli) propinandogli azioni, obbligazioni o bond di carta straccia , da chi dovrebbe sorvegliare e tutelare i cittadini e non lo fa, da chi nega la Cultura vera e ci relega in un medio evo mediatico-culturale fatto di nani e ballerine e da chi pratica giornalmente il bullismo politico senza rendersi conto o, forse perfettamente consapevoli, che si trasformerà in bullismo sociale che, prima o poi però, gli si ritorcerà contro.
Esistono in commercio pubblicazioni (mai ritirate dagli scaffali) dove il Cavaliere o persone a lui molto vicine affermano che la sua "discesa in campo" fu determinata dal fatto di dover scegliere fra l'essere denunciati per bancarotta fraudolenta o come mafiosi oppure "creare un partito", ovvio che scelsero la seconda ipotesi ed eccoli qua.
Al di la di ogni considerazione sulle cifre, che lascia il tempo che trova, la manifestazione del 25 ottobre è stata una bella dimostrazione di partecipazione e compostezza. Ma adesso cosa aspetta Veltroni a chiamare Fava, Mussi, Ferrero, Vendola e chi ci sta e individuare non più di quattro o cinque punti qualificanti e dare corso, intanto, a un accordo programmatico-elettorale in vista delle europee suscettibile di ulteriori sviluppi? Non credo che il PD abbia altri serbatoi cui attingere voti, chi della Sinistra voleva andare con Veltroni lo ha già fatto e, se neanche l'auspicato nuovo
Soggetto politico unitario della Sinistra prenderà corpo, non ci resta che fare come diceva Montanelli, turarsi il naso, (magari una sola narice) e fare opposizione con Tonino. E questo che si vuole!?