c'era una volta ...

  di luca castello  

... c'è, ci sarà, sempre qualcosa di cui lamentarsi o gioire

Avevo voglia di scrivere di tante cose, che vorrei mi appartenessero in questo momento, anche se più probabilmente sono io ad appartenere a loro. Per questo mi rendo conto che il modo migliore per raccontarle è descrivere gli ultimi eventi della mia sempre meno giovane esistenza. Esordisco comunicandovi la mia decisione di tornare in patria per completare i miei studi universitari. Questa presa di posizione, in sintesi, è da ricondurre ad un rapportare e, in conseguenza, prendere coscienza riguardo movimenti, occasioni, qualità dell'esistenza che qui come a Bologna mi permettono di non essere poi così pessimista. In particolare riscontro che nell'ultimo anno, molto di quanto ho lasciato, ha continuato a crescere e rafforzarsi, che i giovani di Siracusa non si stancano di cercare occasioni di confronto, di impegno, di gioco. Ovviamente il mio è un giudizio spudoratamente di parte, ma poco importa, poiché veramente qualcosa si muove, sempre con più insistenza sotto la pelle di questa città. Avevo abbandonato Siracusa, l'ultima volta, all'indomani di una manifestazione ambientale e culturale alla tonnara di S.Panagia, organizzata con l'aiuto di amici e associazioni, alle spalle delle istituzioni chiuse nella loro sala dei bottoni. Al mio ritorno però il sito della tonnara era sgombro dei rifiuti di cantiere, delle discariche e dell'invasione vegetale. Non ho nessun pretesto per attribuirci questo risultato, e non ne ho nessun interesse, perché al momento non mi importa ne chi, ne per quale motivo, porti a termine un lavoro simile, quanto che questo lavoro sia portato a termine.
Archiviata la questione tonnara, e con essa gli ultimi esami del mio primo anno accademico sono stato coinvolto (ancora una volta) nell'emergenza sbarchi. Cambia l'amministrazione ma il problema resta in sospeso. Non ci sono mezzi, persone, luoghi adeguati all'accoglienza di questi ospiti, e ancor peggio manca, se non la voglia, di certo la consapevolezza che suddetti luoghi, mezzi e persone, sono ogni estate più indispensabili. La situazione attuale (dopo due mesi siamo ancora in emergenza, ma la cosa ha perso ormai ogni interesse editoriale) ristagna in una grottesca imitazione della realtà. La negligenza delle istituzioni ricade per intero sulle spalle dei volontari, e forse sulla pazienza dei volontari si culla la negligenza istituzionale. E non siamo ancora abituati a pretendere un po' di coerenza da chi dovrebbe sentirsi un nostro fortunato dipendente.
Ma non mancano le occasioni di svago per riprendersi dall'ira di certi scenari. Ultimamente siamo in un fermento di manifestazioni che mi lascia a bocca aperta. Forse siamo ormai talmente allenati nel cercare con cura qualcosa da fare che adesso ci sembra di non avere abbastanza tempo, tanto che non trovo ancora motivi di rimpiangere Bologna. Ultimamente ho visitato Ragusa Ibla, in occasione dell'Ibla Buskers, manifestazione internazionale di artisti di strada che mi ha molto ricordato serate estive in Toscana (è un paragone certamente positivo), poi alcune serate teatrali organizzate, se non con grandi risultati, certamente con molta passione. Il ciclo di serate al Castello Eurialo o gli appuntamenti, ormai fissi, alla Factory (circolo ARCI di recente creazione) che ospita anche un lungo calendario di concerti e proiezioni cinematografiche, sanciscono la presenza a Siracusa di una popolazione giovanile che trasuda voglia di divertimento. Cerco con alcuni amici di stare dietro a queste iniziative, raccontando quelle passate o ricordando quelle future, attraverso Smaragnaus, radio on-line ospite del sito www.partecipartusa.com (sito di informazione su Siracusa, dedicato ai nostri studenti fuorisede). Realizzata con mezzi di fortuna e ospiti improvvisati è soprattutto il modo che abbiamo di divertirci illudendoci di servire a qualcosa. Abbiamo la possibilità di esprimere senza alcun limite le nostre idee, ascoltare la musica che preferiamo o leggere qualcosa che ci colpisce, una radio libera dei nostri tempi, anche se molto modesta.
E la radio è anche una delle principali novità della mia vita universitaria. L'ateneo di Catania ospita infatti la redazione e la sala di trasmissione di Radio Zammù, interamente realizzata dagli studenti, che si può sentire in FM o su internet. Mi rendo conto ogni giorno di più che l'ambiente universitario è lo stesso in tutto il mondo, perché fatto sempre di ragazzi, grazie al cielo. Anche se non so per quanto ancora resisterà in Italia un ambiente universitario. A breve, comunque, il raptus occupazionale investirà anche atenei e istituti superiori del meridione, successivamente soffocato da un inaspettato attivismo militaristico e neo-fascista, quando i comici saranno incarcerati, i rappresentanti dell'opposizione costretti dal loro amor di portafoglio passeranno alla maggioranza o scompariranno nelle lande della Patagonia, nelle bettole Spagnole o nelle colonie spaziali filosovietiche. Gli attivisti di sinistra si daranno alla macchia, intimoriti dal ritorno dello squadrismo, e teorizzando forme di guerriglia pacifista riceveremo idea solidale nascosti nelle necropoli di pantalica. Forse nel mio ritorno universitario ho perso troppe ore di sonno.