| Il
presidente della provincia Bruno Marziano traccia un bilancio di
cinque anni di amministrazione
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E ora poniamo al giudizio degli elettori
i cinque anni di amministrazione alla Provincia Regionale di Siracusa
.
In queste poche righe tenterò una sintesi della attività
svolta, rinviando gli approfondimenti ed i dettagli, per chi volesse saperne
di più, ai documenti a disposizione di tutti i cittadini anche
grazie al sito Internet della .
Innanzitutto occorre dire che tutti gli obiettivi che si pose l’Amministrazione
nel 1998 sono stati tutti raggiunti, o con la completa definizione o con
l’avvio dei lavori.
Sul versante infrastrutturale gli sforzi più significativi: un
sogno del territorio, l’autostrada Siracusa-Catania è stata
portata in fase di partenza. La Provincia ha tiratoi fuori il progetto
dalle secche in cui si trovava ed ora il progetto esecutivo e cantierabile
è stato approvato dal consiglio di amministrazione dell’ANAS
che sta per far partire i bandi per le gare d’appalto.
Anche pr l’autostrada Siracusa-Gela importanti novità. Da
qualche mese sono aperti tre cantieri per la realizzazione di altrettanti
lotti fino alla provincia di Ragusa.
Infrastrutture importanti per il territorio e la popolazione vanno considerate
anche le sette nuove scuole medie superiori realizzate e completate da
questa Amministrazione in cinque anni, dopo un trentennio di blocco di
edilizia scolastica superiore nella nostra provincia. Scuole moderne funzionali,
di livello europeo.
Da 35 anni era attesa la riapertura del’Autodromo di Siracusa, non
solo struttura sportiva ma anche questo un intervento finalizzato anche
allo sviluppo economico. E così è stato. Si attende ora
un partenariato con privati per il definitivo completamento. Comunque
l’Amministrazione ha previsto fondi per un rilancio della struttura
anche in assenza di partner privati..
Il forte impegno sul fronte delle infrastrutture, per le quali esistono
altri progetti, è correlato allo sviluppo economico più
complessivo, in particolare allo sviluppo ecocompatibile. Ed è
per ciò che la Provincia in questi anni, in una logica europea
(e con la UE ha attivato filoni finanziari) , ha raggiunto obiettivi come
l’ottimo posizionamento nei programmi per la riqualificazione urbana
( PRUST) ai fini turistici con la possibilità di centinaia di milioni
di euro nel turismo e nelle infrastrutture ad esso correlate.
L’Europa è stata una ottima materia prima per i GAL, gli
enti di promozione dello sviluppo creati dalla Provincia nell’ambito
dei Piani LEADER, che hanno avuto come sviluppo i Patti Verdi e i Piani
Integrati Territoriali ( PIT) nel contesto delle azioni di programmazione
economica dal basso e dall’accesso ai fondi di Agenda 2000.
E verso l’Europa, ed oltre, questa amministrazione ha sviluppato
una forte attività di marketing territoriale. Abbiano proposto
e portato in decine di fiere in Italia e all’estero i prodotti agroalimentari
del nostro territorio, dall’olio al limone, dal miele al ciliegino.
Questa Amministrazione trovò ben ottocento precari a carico dell’Ente.
Con una politica innovativa e grazie anche la contributo di Italia Lavoro
( con la quale è nata una società mista) è stato
completato il processo di fuoriuscita dal precariato di tanti lavoratori
LSU ed ex Art. 23.
A questi lavoratori vanno aggiunti i tanti (calcoliamo circa 4.000 unità)
che hanno trovato opportunità di lavoro alle attività di
stimolo per la nascita di microimprese, con la costruzione delle scuole,
con le decine di cantieri per la manutenzione ordinaria e straordinaria
delle strade provinciali. Per non parlare dei 1.600 aziende artigiane
che hanno avuto contributi finanziati dalla Provincia.
Nel rispetto del proprio ruolo, ma andando anche oltre le normali competenze,
la Provincia ha sviluppato una fortissima azione nel campo sociale, sia
verso i nostri concittadini che verso i cittadini extracomunitari. Cito
un dato per tutti: sono stati diecimila in tre anni i non abbienti che
sono stati assistiti dal Banco Alimentare realizzato dalla Provincia.
Questa Amministrazione, ce lo hanno confermato anche avversari politici,
in questui anni si è posta al centro della vita politica, civile,
ed economica del nostro territorio. E’ diventata la Casa dei Comuni,
non solo come punto di riferimento delle 21 municipalità, ma come
luogo della concertazione e del confronto, della programmazione e della
progettazione, un ente sempre più trasparente e vicino ai cittadini
come un ponte per l’Europa.
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