amaca

  di sofia amoddio e tati sgarlata  

una pccola oasi di 'essere-bene' da offrire anche alla città

L’associazione nasce da un esigenza di amici che insieme vogliono creare una piccola oasi di “esserebene” da offrire anche alla città.
L’AMACA si propone di:
• creare un posto di riposo e di silenzio che offra ai soci la possibilità di usufruire i una serie di servizi ( psicoterapie, convegni, ambulatorio di omeopatia, yoga, gruppi per genitori, per adolescenti etc.,) con quote differenziate in base al reddito, in modo tale da dare la possibilità che tutti vi possano accedere, anche i disoccupati o le persone a basso reddito.
• fare partecipare gratuitamente ad iniziative (assemblee, incontri di preghiera e di meditazione, incontri culturali etc)
• stimolare ad una apertura interculturale ed interreligiosa, fondata su un progetto di giustizia, di pace e di lotta all’esclusione sociale.
L’iniziativa nasce da una esigenza di cercare anche all’interno di noi stessi quella “forza vitale” da profondere poi nell’impegno sociale, politico e culturale.
Si è partiti dalla riflessione che impieghiamo molta più energia “al fare” piuttosto che all’Essere” trascurando questo aspetto, come se fosse davvero secondario.
La nostra passione sociale e politica ha portato alla creazione di iniziative e progetti molto belli ed importanti (interventi nel sud del mondo, iniziative in favore degli esclusi, creazione di cooperative, azioni nel campo educativo e terapeutico) ma spesso abbiamo consumato più energie di quante ne avessimo a disposizione, causando una serie di atteggiamenti nel nostro quotidiano che rischiavano di invalidare le grandi cose che riuscivamo a portare avanti.
Ci riferiamo al fatto che spesso dedicandosi anima e corpo all’azione esterna si trascurano i rapporti familiari, amicali e non abbiamo il tempo di ascoltare e di ascoltarci.
La coerenza che vogliamo tenere ci costringe a grossi sforzi che, se non hanno alla base una grossa condivisione ed una grossa solidarietà, non si riesce a reggere.
Se non siamo nelle condizioni di comprendere a fondo quello che facciamo, stando attenti a cosa ci frulla in testa e nell’animo nostro e degli altri compagni, rischiamo di perdere l’essenza, il fondamento ed il fine di ogni agire.
E’ come se, scalando una montagna sempre più ripida non facessimo attenzione ai punti di appoggio da creare e non facessimo attenzione alla cordata: se cade uno, rischiano di cadere tutti.
Riteniamo che soltanto un lavoro di “ricerca interiore” possa fornire una più approfondita conoscenza ed accettazione se stessi per potere discernere ed avere la consapevolezza di ciò che è assoluto e ciò che è relativo e fornire quella pace e quella forza inesauribile da dedicare all’azione.
Tutti i nostri progetti possono vivere, svilupparsi, magari ridimensionarsi se è il caso, solo se riusciamo a dare spessore a quello che siamo.
Troppo spesso siamo troppo legati ai progetti che portiamo avanti, al punto tale da esserne identificati e creare anche atteggiamenti di prevaricazione nel senso che il nostro “Io” ha bisogno di affermazione per cui leghiamo l’immagine di noi alla misura in cui riusciamo a difendere una certa idea o un certo progetto, dimenticando che la cosa più importante è l’Amore e la coerenza che riusciamo a mettere nelle cose che facciamo e che i risultati non dipendono soltanto dal nostro agire: una cieca identificazione nelle cose che facciamo non ci permette di viverle con equanimità e pace.
“Lo scopo è quello di cambiare la mente, in modo da riuscire ad addentrarsi in ogni situazione mantenendo quella tranquillità e quel distacco che consentono una prospettiva più ampia…Non è possibile fuggire o evitare tutti i movimenti della mente, allora occorre lavorare sopra queste reazioni per creare uno spazio che si possa dire veramente contemplativo, nel senso di essere ogni momento consapevoli di quello che sta arrivando alla mente…”
Tutto ciò non esclude l’azione, anzi, ma da una giusta importanza a tutto ciò che prepara ed accompagna l’azione.
E’ per questo che la pace interiore, l’equanimità, la tranquilla passione, per dirla alla Corrado Pensa, non sono optional del nostro agire, ma sono i presupposti senza i quali o diventeremo inevitabilmente come gli altri, o scoppieremo perché non riusciremo a reggere il ritmo della vita.