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pccola oasi di 'essere-bene' da offrire anche alla città
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L’associazione nasce da un
esigenza di amici che insieme vogliono creare una piccola oasi di “esserebene”
da offrire anche alla città.
L’AMACA si propone di:
• creare un posto di riposo e di silenzio che offra ai soci la possibilità
di usufruire i una serie di servizi ( psicoterapie, convegni, ambulatorio
di omeopatia, yoga, gruppi per genitori, per adolescenti etc.,) con quote
differenziate in base al reddito, in modo tale da dare la possibilità
che tutti vi possano accedere, anche i disoccupati o le persone a basso
reddito.
• fare partecipare gratuitamente ad iniziative (assemblee, incontri
di preghiera e di meditazione, incontri culturali etc)
• stimolare ad una apertura interculturale ed interreligiosa, fondata
su un progetto di giustizia, di pace e di lotta all’esclusione sociale.
L’iniziativa nasce da una esigenza di cercare anche all’interno
di noi stessi quella “forza vitale” da profondere poi nell’impegno
sociale, politico e culturale.
Si è partiti dalla riflessione che impieghiamo molta più
energia “al fare” piuttosto che all’Essere” trascurando
questo aspetto, come se fosse davvero secondario.
La nostra passione sociale e politica ha portato alla creazione di iniziative
e progetti molto belli ed importanti (interventi nel sud del mondo, iniziative
in favore degli esclusi, creazione di cooperative, azioni nel campo educativo
e terapeutico) ma spesso abbiamo consumato più energie di quante
ne avessimo a disposizione, causando una serie di atteggiamenti nel nostro
quotidiano che rischiavano di invalidare le grandi cose che riuscivamo
a portare avanti.
Ci riferiamo al fatto che spesso dedicandosi anima e corpo all’azione
esterna si trascurano i rapporti familiari, amicali e non abbiamo il tempo
di ascoltare e di ascoltarci.
La coerenza che vogliamo tenere ci costringe a grossi sforzi che, se non
hanno alla base una grossa condivisione ed una grossa solidarietà,
non si riesce a reggere.
Se non siamo nelle condizioni di comprendere a fondo quello che facciamo,
stando attenti a cosa ci frulla in testa e nell’animo nostro e degli
altri compagni, rischiamo di perdere l’essenza, il fondamento ed
il fine di ogni agire.
E’ come se, scalando una montagna sempre più ripida non facessimo
attenzione ai punti di appoggio da creare e non facessimo attenzione alla
cordata: se cade uno, rischiano di cadere tutti.
Riteniamo che soltanto un lavoro di “ricerca interiore” possa
fornire una più approfondita conoscenza ed accettazione se stessi
per potere discernere ed avere la consapevolezza di ciò che è
assoluto e ciò che è relativo e fornire quella pace e quella
forza inesauribile da dedicare all’azione.
Tutti i nostri progetti possono vivere, svilupparsi, magari ridimensionarsi
se è il caso, solo se riusciamo a dare spessore a quello che siamo.
Troppo spesso siamo troppo legati ai progetti che portiamo avanti, al
punto tale da esserne identificati e creare anche atteggiamenti di prevaricazione
nel senso che il nostro “Io” ha bisogno di affermazione per
cui leghiamo l’immagine di noi alla misura in cui riusciamo a difendere
una certa idea o un certo progetto, dimenticando che la cosa più
importante è l’Amore e la coerenza che riusciamo a mettere
nelle cose che facciamo e che i risultati non dipendono soltanto dal nostro
agire: una cieca identificazione nelle cose che facciamo non ci permette
di viverle con equanimità e pace.
“Lo scopo è quello di cambiare la mente, in modo da riuscire
ad addentrarsi in ogni situazione mantenendo quella tranquillità
e quel distacco che consentono una prospettiva più ampia…Non
è possibile fuggire o evitare tutti i movimenti della mente, allora
occorre lavorare sopra queste reazioni per creare uno spazio che si possa
dire veramente contemplativo, nel senso di essere ogni momento consapevoli
di quello che sta arrivando alla mente…”
Tutto ciò non esclude l’azione, anzi, ma da una giusta importanza
a tutto ciò che prepara ed accompagna l’azione.
E’ per questo che la pace interiore, l’equanimità,
la tranquilla passione, per dirla alla Corrado Pensa, non sono optional
del nostro agire, ma sono i presupposti senza i quali o diventeremo inevitabilmente
come gli altri, o scoppieremo perché non riusciremo a reggere il
ritmo della vita.
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