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una
buona iniziativa che va salvata
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Teatri di Pietra è una rassegna
di spettacoli teatrali promossa dall’E.T.I., divenuta un riferimento
fisso per Morgantina, Selinunte, Caltanissetta, Siracusa, ecc, e speravamo
anche per Noto.
Questa rassegna, costituita di quattro lavori teatrali è stata inserita
nel programma dell’Agosto Netino 2008, Sogno di una Noto di mezza
estate.
Il 19 Luglio è iniziata con Didone, la donna senza amore, la regina
di Cartagine, tragedia di C. Marlowe, interpetrata da Isabel Russinova.
Il 26 Luglio, sempre nel cuore della zona aurea della cittàÊ,in
Piazza Municipio, è stata rappresentata l’opera Sorelle di
sangue, da Crisotemi di Chiannis Ritsos e Elettra di Hugo VonÊ Hofmannsthal,
con Elisabetta Pozzi e per la Regia di Aurelio Gatti.
Crisotemi è un personaggio minore della tragedia greca,un personaggio
antiautoritario e silenzioso, che non si fa prendere dalle dinamiche da
cui dipendono i suoi familiari, dinamiche che sfociano nella tragedia e
nel delitto. Rimane in ombra rispetto alla sorella Elettra, la madre Clitennesta
e il padre Agamennone.
Elisabetta Pozzi, di sicuro l’attrice più eclettica e più importante
che attualmente calca i palscoscenici in Italia, un’attrice che ha
talento, ha lavorato negli ultimi tempi con Carmelo Bene -“noi potenzialmente
possiamo essere tutto“ dichiara in una intervista fatta da Antonella
D’Ascenzi. Ha interpetrato il ruolo di Crisotemi con quell’arte
singolare che la distingue,con quella sua voce amplificata da più microfoni,
con il suo corpo e la sua espressività che sembra farsi ‘suono’, ‘canto‘,
in sincronia con le quattro danzatrici, con le luci e le musiche.
Oltre ad avere sgambettato il significato statico della parola per una ‘dimensione
dionisiaca’, ha creato e stabilito delle atmosfere vibranti, dei
momenti d’incanto, tra le pietre cantanti (Ceronetti) del Giardino
di Pietra(Brandi), quale ‘la zona aurea della città di Noto,
in cui è prevalsa in certi momenti, l’essenza, quell’essenza
che Artaud definisce ‘corpo senza organi’.
Ione è una commedia di Euripide, rappresentata da attori e danzatori
che parlavano svariati dialetti, un impasto di dialetti, che andavano dal
campano al siciliano, e una scenografia curata con rigore e armonia. Una
commedia comico- ironica e a lieto fine, disturbata continuamente dalÊ vociare
incrociato della gente che stava sulle rampe superiori della Cattedrale
e da quella davanti al Chiosco di Piazza Municipio. Oltre al vociare si
veniva disturbati da gruppi di persone che parlavano tra di loro, da ragazzi
che telefonavano, dal rumore del biliardino (calcio balilla), dallo schioppettio
della messa in moto di motorini, dalla puzza di carne arrostita proveniente
dal Chiosco, infine dal via vai continuo della gente che passava davanti
agli spettatori seduti, come se si fosse in un bazar o alla fiera. Si poteva
pensare ad un altro luogo per rappresentare questi eventi teatrali!?
Il 9 Agosto era in programma sempre per Teatri di Pietra, l’Apologia
di Socrate, di Platone, con Paolo Bonacelli, sicuramente un evento teatrale
più o meno come quello con Elisabetta Pozzi, ma è stato sospeso,
senza nessun avviso pubblico, e nessuno ha saputo dirci perchè.
Siamo portati a pensare, sperando di essere smentiti, che l’Ammi-nistrazione
Comunale, il Sindaco Avv. Corrado Valvo, e i suoi addetti ai lavori, CDA
e quant’altro, non hanno secondo noi, i parametri culturali per sapere
gestire questo tipo di eventi teatrali, come del resto hanno dimostrato
di recente con il caso di Galatea Ranzi.
Hanno invece una concezione populista della cultura e del teatro, di quella
cultura e di quel teatro che appartiene alla retorica ornamentale della
cultura che corrisponde ai livelli culturali di D. e C.
L’Amministrazione Comunale e i suoi addetti ai lavori, hanno nei
fattiÊ bocciato ‘Teatri di Pietra’, hanno bocciato questa
rassegna di spettacoli teatrali di alto livello culturale, per incompetenza
e di conseguenza per arroganza, hanno fatto andare via gli organizzatori
con i loro spettacoli, ostacolandoli, perchè volevano imporre ‘ingresso
gratuito per tutti, come hanno fatto per la commedia Ione, banalizzando
la rap-presentazione e la serata di tanti spettatori e turisti attenti.
Il centro storico di Noto, e in particolare Piazza Municipio è una
scena teatrale senza purtroppo il naturale e dovuto teatro, quel dovuto
teatro che ‘Teatri di Pietra’, e che se fosse divenuto un riferimento
fisso per Noto, di sicuro avrebbe contribuito non solo simbolicamente ad
aprirla culturalmente e fatta rivivere e valorizzare come merita, la città di
Noto, è paragonabile a una ‘casa senza padrone’, nel
senso di responsabilità, che a una Polis.
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