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la stagione
che inizia
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Ci siamo.
Un altro anno è cominciato anno scolastico, accademico, sociale,
sportivo, ecc.).
Più di Capodanno, questo è il momento di programmi, propositi,
obiettivi, speranze.
Certo è dura, per molti, riprendere con entusiasmo e vigore un nuovo
cammino di impegni, pesi, occupazioni, incarichi, specialmente dopo i recenti
esiti elettorali
di ogni ordine e grado.
Eppure così è.
Pian piano, infatti, si avverte seppur lieve, una specie di risveglio,
una ripresa.
Forse leggero e debole ma un rifiorire di iniziative si intravede all’orizzonte:
la spontanea ma efficace protesta sulla privatizzazione della spiaggia
di porto achio, l’accusa di incompatibilità verso alcuni consiglieri
comunali rivolta da una associazione, la mobilitazione per la candidatura
del nuovo difensore civico da parte di Agire Solidale, la nascita di un
coordinamento tra le varie associazioni operanti a Siracusa e Provincia
rappresentano sicuramente un segnale di incoraggiamento per chi vuole continuare
a guardare con fiducia al futuro.
Nonostante gli straordinari successi elettorali ottenuti da chi amministra
la Città da circa 10 anni, Siracusa è agli ultimi posti in
tutte le rilevazioni statistiche che riguardano le condizioni di vita.
La raccolta differenziata, la qualità dell’aria, la pulizia
delle coste, la cura (?) del verde pubblico, i trasporti pubblici, i servizi
per l’infanzia e per le fasce più deboli, la qualità ed
il costo dell’acqua potabile, ecc., ecc.
Come dieci anni fa il Teatro Comunale attende ancora di essere ultimato,
lo stesso per il Teatro Verga.
Come dieci anni fa il circuito automobilistico è una realtà virtuale
e inconsistente e l’Ostello della Gioventù permane in uno
stato di totale e perenne abbandono.
Come dieci anni fa l’isola pedonale non si è ancora realizzata
e il parco di Bosco Minniti è un insulto al buon senso.
Di “piano per le spiagge” ancora non se ne parla, i box per
trasferire le bancarelle del Teatro Greco sono ancora inutilizzati, gli
impianti sportivi sono al massimo del degrado e la gente continua ancora
a non usare gli autobus.
In compenso si parla di abbattere il posteggio di Passeggio Talete, accogliamo
i profughi in una scuola dichiarata inagibile per i nostri figli (non certo
per loro) mentre la società che gestisce le strisce blu non ha mai
pagato i contributi ai dipendenti.
Insomma la carne al fuoco non manca.
Da dove ri-cominciamo?
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