una nuova cultura della sicurezza nel lavoro

  di antonello ferrara  

la tragedia di mineo

La tragedia di Mineo è l’ennesima vicenda che segna il mondo lavoro di questa isola. Urge applicare gli elementi forti della nuova normativa sulla sicurezza, che sono la cultura della formazione, l’addestramento e la responsabilità sociale dell’impresa, soprattutto in questo territorio dove sono particolarmente carenti le strutture formative che possono aiutare i lavoratori a prevenire.
Invece la Sicilia, proprio nella tematica della sicurezza, sta retrocedendo rispetto agli obbiettivi fissati dall’Unione Europea di diminuire, nel periodo 2007/2012, del 25% il numero degli infortuni e delle malattie professionali.
Se ragioniamo invece sui numeri, con tutta la loro crudeltà, ci rendiamo conto di quanto invece la società civile siciliana sia assolutamente incapace ascoltare le tragedie nei luoghi di lavoro. Un esempio lampante è il numero di morti. Al 6 giugno sono stati 43 il numero dei morti nella nostra isola dall’inizio dell’anno. Un morto ogni tre giorni. “E chi se lo immaginava”, verrebbe da dire. Infatti, nemmeno l’immaginazione di un uomo può arrivare a pensare che in un paese progredito come il nostro e con leggi europee e testi unici sul lavoro così ben articolati e scritti, i risultati siano così tristi. Inoltre tutte queste tragedie hanno dei costi sociali enorme. Può apparire particolarmente strano come di solito colpiscono i lavoratori di famiglia mono reddito che hanno le condizioni contrattuali peggiori. Alla fine sono le famiglie meno facoltose quelle che vivono queste tragedie, condannandole a un futuro assolutamente incerto e con uno Stato assente e sicuramente che non è amico.
I Media hanno anche le loro responsabilità poiché raccontano queste vicende solo quando superano un “numero decente” di morti. Un solo morto non serve per fare notizia, c’è bisogno di una strage. Una strage che viene archiviata in un paio di giorni. Appare sempre più chiara una società che si divide per argomenti sociali, Lavoro, Politica, Salute ecc.. Non si riesce mai a comprendere quanto sia errata questa impostazione che non costruisce obbiettivi sociali di una comunità.
Per raggiungere l’obiettivo europeo della diminuzione del 25% degli infortuni entro il 2012, non si può pensare ad un mondo del lavoro scollegato dalla società. Si può pensare invece che quello europeo debba diventare l’obbiettivo di una intera comunità. Una comunità siciliana che deve divenire sempre più attenta ai suoi lavoratori.
Per questo diventa centrale l’opera di dialogo tra le diverse realtà che operano nella società come la Società Civile, la Chiesa Cattolica e la sua pastorale sociale del lavoro, i Sindacati, la Scuola al fine di rinnovare una cultura per la sicurezza e per una forte attenzione alla formazione per la prevenzione. Il nuovo testo della sicurezza ha elementi nuovi e positivi, ma se non sorretti da una comunità solidale, continuerà la strage quotidiana e nemmeno 6 morti in una tragedia come quella di Mineo sarebbe significativa per la stampa e, quel che peggio, per noi.