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la tragedia
di mineo
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La tragedia di Mineo è l’ennesima
vicenda che segna il mondo lavoro di questa isola. Urge applicare gli
elementi forti della nuova normativa sulla sicurezza, che sono la cultura
della formazione, l’addestramento e la responsabilità sociale
dell’impresa, soprattutto in questo territorio dove sono particolarmente
carenti le strutture formative che possono aiutare i lavoratori a prevenire.
Invece la Sicilia, proprio nella tematica della sicurezza, sta retrocedendo
rispetto agli obbiettivi fissati dall’Unione Europea di diminuire,
nel periodo 2007/2012, del 25% il numero degli infortuni e delle malattie
professionali.
Se ragioniamo invece sui numeri, con tutta la loro crudeltà, ci
rendiamo conto di quanto invece la società civile siciliana sia
assolutamente incapace ascoltare le tragedie nei luoghi di lavoro. Un esempio
lampante è il numero di morti. Al 6 giugno sono stati 43 il numero
dei morti nella nostra isola dall’inizio dell’anno. Un morto
ogni tre giorni. “E chi se lo immaginava”, verrebbe da dire.
Infatti, nemmeno l’immaginazione di un uomo può arrivare a
pensare che in un paese progredito come il nostro e con leggi europee e
testi unici sul lavoro così ben articolati e scritti, i risultati
siano così tristi. Inoltre tutte queste tragedie hanno dei costi
sociali enorme. Può apparire particolarmente strano come di solito
colpiscono i lavoratori di famiglia mono reddito che hanno le condizioni
contrattuali peggiori. Alla fine sono le famiglie meno facoltose quelle
che vivono queste tragedie, condannandole a un futuro assolutamente incerto
e con uno Stato assente e sicuramente che non è amico.
I Media hanno anche le loro responsabilità poiché raccontano
queste vicende solo quando superano un “numero decente” di
morti. Un solo morto non serve per fare notizia, c’è bisogno
di una strage. Una strage che viene archiviata in un paio di giorni. Appare
sempre più chiara una società che si divide per argomenti
sociali, Lavoro, Politica, Salute ecc.. Non si riesce mai a comprendere
quanto sia errata questa impostazione che non costruisce obbiettivi sociali
di una comunità.
Per raggiungere l’obiettivo europeo della diminuzione del 25% degli
infortuni entro il 2012, non si può pensare ad un mondo del lavoro
scollegato dalla società. Si può pensare invece che quello
europeo debba diventare l’obbiettivo di una intera comunità.
Una comunità siciliana che deve divenire sempre più attenta
ai suoi lavoratori.
Per questo diventa centrale l’opera di dialogo tra le diverse realtà che
operano nella società come la Società Civile, la Chiesa Cattolica
e la sua pastorale sociale del lavoro, i Sindacati, la Scuola al fine di
rinnovare una cultura per la sicurezza e per una forte attenzione alla
formazione per la prevenzione. Il nuovo testo della sicurezza ha elementi
nuovi e positivi, ma se non sorretti da una comunità solidale, continuerà la
strage quotidiana e nemmeno 6 morti in una tragedia come quella di Mineo
sarebbe significativa per la stampa e, quel che peggio, per noi.
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