sicherheit macht frei

  di enzo parisi  

che brutta aria!

Il giorno prima che si aprissero le urne “La ragazza del secolo scorso”, Rossana Rossanda, scriveva: “Ma ci sarà una grande differenza se Berlusconi vince solidamente, Veltroni non ce la fa e la sinistra non raggiunge il fatidico 8 per cento che questa legge elettorale impone, oppure se Veltroni ce la fa e la Sinistra Arcobaleno si consolida su quella frontiera. E un'altra negativa differenza se Veltroni ce la facesse ma la sinistra restasse esclusa dalla scena istituzionale.
Nel primo caso vorrebbe dire che la destra più rozza dell'Europa occidentale s'è impadronita della mente degli italiani, facendo del nostro un paese egoista e miope, nel quale ognuno si è chiuso in quel che crede il suo interesse più immediato mentre d'una democrazia decente più nulla importa; nel secondo caso, se Veltroni la spunta con infinitamente meno mezzi del suo avversario, significa che l'Italia si attesta sugli spalti d'una democrazia moderata ma ancora praticabile e che una sinistra, minoritaria ma ragionata e consistente, può interpellare e incalzare. Se invece questa sinistra scomparisse dalla scena, vorrebbe dire che l'americanizzazione è andata così avanti, che qualsiasi spinta avanzata all'interno di una egemonia liberista sarebbe ridotta al silenzio e alla marginalità”.
Il primo dei casi adombrati dalla lucida Rossanda è quello che si è verificato ed è una brutta Italia quella che si risvegliata scoprendosi di destra dopo le elezioni del 13 e 14 Aprile. Agli egoismi ed alle miopie si sommano demagogia e razzismo, arroganza e presunzione.
Per l’ambiente le cose si mettono male. Sotto questa cappa, resa ancora più opprimente dal continuo lancio di allarmi sui problemi della sicurezza – che pure esistono e devono essere affrontati, ma non si risolvono affatto alimentando soltanto le paure -, spuntano prepotentemente vecchi piani e nuovi proclami, dal ponte sullo Stretto al ritorno al nucleare, dalla proliferazione di inceneritori e rigassificatori all’indebolimento degli impegni sottoscritti con il protocollo di Kyoto. Con qualche contraddizione, visto che, per finanziare il taglio dell’ICI, il ministro Tremonti ha incamerato i 1.300 milioni di euro (il “tesoretto” accantonato da Fintecna per la realizzazione del ponte sullo Stretto) che il precedente governo Prodi aveva destinato ad interventi urgenti per la mobilità in Sicilia e Calabria. Ci auguriamo tutti che la questione dei rifiuti in Campania possa essere avviata verso una soluzione “legale” e “civile”, ma per far ciò non basta il decisionismo o la plateale dimostrazione di forza; occorre anche che siano rimosse tutte le illegittimità e distorsioni che hanno prodotto l’attuale disastro, altrimenti - al più – si saranno sepolte le immondizie in qualche nuova buca o trasferite in altre Regioni. Schierare l’esercito a difesa delle discariche e degli inceneritori è una risposta brutale che non elimina le ragioni del dissenso e della protesta dei cittadini e rischia anzi di esasperare gli animi. Ha lo stesso sapore di misura meramente repressiva l’estensione del segreto di Stato voluto dal governo Prodi per “gli impianti civili per produzione di energia” con il DPCM 8 Aprile 2008, secondo qualcuno pensata per facilitare la nascita di centri di ricerca sul nucleare e siti di deposito per le scorie. Dobbiamo attenderci che il governo Berlusconi, ringraziando Prodi, ne farà uso contestando la commissione di un grave reato a chi tenterà di sapere dove si vuole fare e quale impatto ambientale potrebbe avere la centrale nucleare annunciata dal Ministro Scajola? Luca di Montezemolo lascia la presidenza di Confindustria accusando la sinistra ed il sindacato di aver paralizzato lo sviluppo e dimentica di ricordare che i temi “innovazione e ricerca”, di cui si era fatto paladino, sono miseramente falliti per responsabilità di una classe imprenditoriale che preferisce investire con i soldi degli altri piuttosto che con i propri. Arriva ora Emma Marcegaglia che plaude all’uscita di scena della sinistra radicale, contesta il protocollo di Kyoto e reclama a gran voce nucleare e rigassificatori. Naturalmente si rilasciano grandi dichiarazioni d’affetto nei confronti dell’ambiente, ma possibile che tutto debba essere fatto a sue spese?
Il clima non è migliore in Sicilia, passata dalle mani di Cuffaro a quelle di Lombardo. Il nuovo Presidente – a cui è stato assicurato un sottosegretario con il compito di sollecitare la costruzione del ponte sullo Stretto - ha annunciato che si rifarà il bando per gli inceneritori siciliani per avere impianti più moderni e tecnologicamente avanzati. Mai sentito parlare dell’obbligo di utilizzare le B.A.T., Best Available Technology? La vera ragione è forse che, così come impone la condanna inflitta dalla Corte di Giustizia Europea, il bando va rifatto perché illegittimo e dovrà riguardare l’intero affidamento del servizio di gestione dei rifiuti, dalla produzione allo smaltimento finale e non solo l’incenerimento. E mentre continua la battaglia legale tra Enel e Falk sui ritardi della bonifica del sito di Augusta (contaminato da diossina) dove si insiste a voler costruire uno degli inceneritori, la commissione VIA del Ministero dell’Ambiente rilascia il suo parere positivo per la realizzazione del rigassificatore della Erg / Shell a Priolo. Dipenderà dal clima ma gli uomini del Presidente Lombardo, dopo aver partecipato alla lotta contro il rigassificatore ed al referendum che lo ha bocciato, sembrano ora più possibilisti. Come si esce da queste miserie? Alcuni autorevoli leader politici della sinistra, anche dalle pagine di questo mensile, hanno analizzato le cause della sconfitta e suggerito strategie di recupero. Alle persone di buona volontà resta un compito più modesto ma gravoso: resistere per ricostruire un’Italia più bella di quella di oggi. In nome dell’ambiente e del popolo inquinato.