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un anno
dopo
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Circa un anno fa furono inscenate
a Siracusa diverse manifestazioni di piazza da parte di residenti e commercianti
di Ortigia contro l’istituzione della Zona a Traffico Limitata
nell’isola. Manifestazioni che assunsero anche toni piuttosto duri
e accesi. Ad oggi la situazione è che la ZTL è stata quasi
del tutto abolita se non nel fine settimana ed è quindi nei fatti
fallita. Ma perché?
Una prima motivazione è da ricercarsi nel fatto che ancora una volta
questa amministrazione ha scelto la strada dell’imposizione dall’alto
di decisioni fondamentali per la città, decisioni che incidono profondamente
sulla vita di ognuno di noi e che non possono essere il frutto di discussione
fra pochi. Come mai l’amministrazione non ha mai sentito il bisogno
di convocare residenti, commercianti e categorie interessate per discutere
dell’istituzione della ZTL in Ortigia prima e del suo evolversi successivamente?
Si è saputo dai giornali e dalle televisioni delle varie decisioni
assunte e tutto ciò mi sembra assolutamente sbagliato. La concertazione,
che è una pratica di governo ed un approccio alla gestione delle
relazioni basata sul confronto e la partecipazione alle decisioni politiche
da parte delle autorità pubbliche e della gente comune portatrice
dei diversi interessi presenti sul territorio, è divenuta un’arma
formidabile di serenità e sviluppo per molte città ma evidentemente
non per Siracusa dove si sono continuate a prendere decisioni fra pochi.
In secondo luogo vi è la legittima e condivisibile preoccupazione
dei nostri commercianti assillati dal fatto che una limitazione del traffico
accompagnata da un cattivo funzionamento dei servizi al cittadino avrebbe
comportato un ulteriore fattore negativo per chi risente già, e
non poco, di situazioni negative frutto di scelte scellerate operate negli
ultimi anni e che hanno visto l’insediamento nei nostri territori
di troppi centri commerciali (ben 4 negli ultimi anni).
Ora vorrei però entrare nel nocciolo della questione e cioè rispondere
alla domanda se sia o meno utile l’istituzione di una zona a traffico
limitato nel nostro centro storico e per fare questo voglio utilizzare
le parole di Antonio Cederna, grande e valente esperto di problematiche
legate al traffico nonché famoso urbanista il quale ebbe a dire
nel lontano 1976 che “Il territorio è un sistema complesso
e fragile in quanto in esso ogni elemento che vi viene alterato ne scompone
tutto l’equilibrio come nel più delicato degli ecosistemi.
E di conseguenza i centri storici sono da interpretare non come insieme
di monumenti eccellenti, ma nell’insieme del loro tessuto connettivo,
come articolazione organica, complesso contesto di strade e palazzi e così i
beni culturali non come emergenze isolate, ma inseriti nel problema più complesso
delle città e del paesaggio. Il recupero dei centri storici creerà nuovi
posti di lavoro in quantità maggiore e più qualificati rispetto
alla nuova edilizia e accanto al recupero edilizio devono essere assunte
tutte quelle decisioni atte a garantire la massima fruizione da parte degli
uomini dei propri centri storici. Uno strumento indispensabile per il rilancio
dei nostri centri storici non può che essere l’istituzione
di isole pedonali che permettano ai commercianti di far godere delle proprie
mercanzie i visitatori e ai fruitori di avere il massimo possibile che
ne può derivare dalla vista di luoghi unici”.
A conforto di quanto sopra descritto vi sono tante esperienze che confermano
la bontà di scelte come quella in oggetto. Prima fra tutte l’esperienza
di Roma dove utilizzando lo strumento della massima concertazione e condivisione
delle scelte, l’Amministrazione Veltroni ha programmato l’istituzione
negli ultimi anni di ben 13 isole pedonali, e dove sfido chiunque ad andare
a chiedere ai commercianti di Piazza Navona (che oltre 20 anni addietro
si ribellarono fermamente alla decisione di istituire una isola pedonale
in quella zona) se vogliono di nuovo le vetture…………..
A Cremona dopo la nascita di un ennesimo centro commerciale i commercianti
del centro hanno chiesto tre anni fa l’istituzione di un’isola
pedonale, e insieme all’amministrazione è stata attrezzata
un’area pari all’intero centro storico con tutti i crismi che
una decisione del genere comporta e oggi il centro di Cremona è uno
dei più invidiati della Lombardia……….
Fondamentale poi riportare l’esperienza della cittadina brasiliana
di Curitiba, che conta oltre 2 milioni e mezzo di abitanti, e nella quale
esperienze del genere si sono fatte già a partire dal 1972 quando
l’allora sindaco decise di creare la prima isola pedonale del mondo.
Il Sindaco sapeva di avere contro buona parte della città in quanto
i commercianti erano terrorizzati dall'idea che i loro affari fossero danneggiati
dal divieto di accesso al centro delle auto. E gli automobilisti odiavano
l'idea di dover andare in centro a piedi. Resta il fatto che i lavori iniziarono
e finirono nel giro di pochi giorni. Un'orda di operai invasero il centro
della città e iniziarono a sistemare lampioni e fioriere, ripavimentare
le strade e scavare aiuole piantandoci alberi. Lavorarono ininterrottamente
per 48 ore. I cittadini di Curitiba se ne stavano a bocca aperta. Erano
state piantate migliaia di piante fiorite. Una cosa mai vista. I commercianti
poi erano stupiti perché si accorsero che il centro cittadino trasformato
in salotto eccitava le vendite. Da allora tutti i sabati i bambini della
città si ritrovano nell'isola pedonale a coprire di disegni meravigliosi
enormi rotoli di carta stesa per terra.
Adesso tocca alla prossima amministrazione ma direi in primo luogo a tutti
noi, amministratori e cittadini studiare tutte le forme possibili per non
fare fallire completamente l’esperienza della ZTL perché non
sarebbe sopportabile che una esperienza di piena fruizione di uno dei centri
storici più belli al mondo fallisca per colpa della nostra ignavia
e della nostra superficialità: non ce lo possiamo e dobbiamo permettere!!!
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