la ztl in ortigia

  di domenico richiusa  

un anno dopo

Circa un anno fa furono inscenate a Siracusa diverse manifestazioni di piazza da parte di residenti e commercianti di Ortigia contro l’istituzione della Zona a Traffico Limitata nell’isola. Manifestazioni che assunsero anche toni piuttosto duri e accesi. Ad oggi la situazione è che la ZTL è stata quasi del tutto abolita se non nel fine settimana ed è quindi nei fatti fallita. Ma perché?
Una prima motivazione è da ricercarsi nel fatto che ancora una volta questa amministrazione ha scelto la strada dell’imposizione dall’alto di decisioni fondamentali per la città, decisioni che incidono profondamente sulla vita di ognuno di noi e che non possono essere il frutto di discussione fra pochi. Come mai l’amministrazione non ha mai sentito il bisogno di convocare residenti, commercianti e categorie interessate per discutere dell’istituzione della ZTL in Ortigia prima e del suo evolversi successivamente? Si è saputo dai giornali e dalle televisioni delle varie decisioni assunte e tutto ciò mi sembra assolutamente sbagliato. La concertazione, che è una pratica di governo ed un approccio alla gestione delle relazioni basata sul confronto e la partecipazione alle decisioni politiche da parte delle autorità pubbliche e della gente comune portatrice dei diversi interessi presenti sul territorio, è divenuta un’arma formidabile di serenità e sviluppo per molte città ma evidentemente non per Siracusa dove si sono continuate a prendere decisioni fra pochi.
In secondo luogo vi è la legittima e condivisibile preoccupazione dei nostri commercianti assillati dal fatto che una limitazione del traffico accompagnata da un cattivo funzionamento dei servizi al cittadino avrebbe comportato un ulteriore fattore negativo per chi risente già, e non poco, di situazioni negative frutto di scelte scellerate operate negli ultimi anni e che hanno visto l’insediamento nei nostri territori di troppi centri commerciali (ben 4 negli ultimi anni).
Ora vorrei però entrare nel nocciolo della questione e cioè rispondere alla domanda se sia o meno utile l’istituzione di una zona a traffico limitato nel nostro centro storico e per fare questo voglio utilizzare le parole di Antonio Cederna, grande e valente esperto di problematiche legate al traffico nonché famoso urbanista il quale ebbe a dire nel lontano 1976 che “Il territorio è un sistema complesso e fragile in quanto in esso ogni elemento che vi viene alterato ne scompone tutto l’equilibrio come nel più delicato degli ecosistemi. E di conseguenza i centri storici sono da interpretare non come insieme di monumenti eccellenti, ma nell’insieme del loro tessuto connettivo, come articolazione organica, complesso contesto di strade e palazzi e così i beni culturali non come emergenze isolate, ma inseriti nel problema più complesso delle città e del paesaggio. Il recupero dei centri storici creerà nuovi posti di lavoro in quantità maggiore e più qualificati rispetto alla nuova edilizia e accanto al recupero edilizio devono essere assunte tutte quelle decisioni atte a garantire la massima fruizione da parte degli uomini dei propri centri storici. Uno strumento indispensabile per il rilancio dei nostri centri storici non può che essere l’istituzione di isole pedonali che permettano ai commercianti di far godere delle proprie mercanzie i visitatori e ai fruitori di avere il massimo possibile che ne può derivare dalla vista di luoghi unici”.
A conforto di quanto sopra descritto vi sono tante esperienze che confermano la bontà di scelte come quella in oggetto. Prima fra tutte l’esperienza di Roma dove utilizzando lo strumento della massima concertazione e condivisione delle scelte, l’Amministrazione Veltroni ha programmato l’istituzione negli ultimi anni di ben 13 isole pedonali, e dove sfido chiunque ad andare a chiedere ai commercianti di Piazza Navona (che oltre 20 anni addietro si ribellarono fermamente alla decisione di istituire una isola pedonale in quella zona) se vogliono di nuovo le vetture…………..
A Cremona dopo la nascita di un ennesimo centro commerciale i commercianti del centro hanno chiesto tre anni fa l’istituzione di un’isola pedonale, e insieme all’amministrazione è stata attrezzata un’area pari all’intero centro storico con tutti i crismi che una decisione del genere comporta e oggi il centro di Cremona è uno dei più invidiati della Lombardia……….
Fondamentale poi riportare l’esperienza della cittadina brasiliana di Curitiba, che conta oltre 2 milioni e mezzo di abitanti, e nella quale esperienze del genere si sono fatte già a partire dal 1972 quando l’allora sindaco decise di creare la prima isola pedonale del mondo. Il Sindaco sapeva di avere contro buona parte della città in quanto i commercianti erano terrorizzati dall'idea che i loro affari fossero danneggiati dal divieto di accesso al centro delle auto. E gli automobilisti odiavano l'idea di dover andare in centro a piedi. Resta il fatto che i lavori iniziarono e finirono nel giro di pochi giorni. Un'orda di operai invasero il centro della città e iniziarono a sistemare lampioni e fioriere, ripavimentare le strade e scavare aiuole piantandoci alberi. Lavorarono ininterrottamente per 48 ore. I cittadini di Curitiba se ne stavano a bocca aperta. Erano state piantate migliaia di piante fiorite. Una cosa mai vista. I commercianti poi erano stupiti perché si accorsero che il centro cittadino trasformato in salotto eccitava le vendite. Da allora tutti i sabati i bambini della città si ritrovano nell'isola pedonale a coprire di disegni meravigliosi enormi rotoli di carta stesa per terra.
Adesso tocca alla prossima amministrazione ma direi in primo luogo a tutti noi, amministratori e cittadini studiare tutte le forme possibili per non fare fallire completamente l’esperienza della ZTL perché non sarebbe sopportabile che una esperienza di piena fruizione di uno dei centri storici più belli al mondo fallisca per colpa della nostra ignavia e della nostra superficialità: non ce lo possiamo e dobbiamo permettere!!!