la svolta nucleare… benedetta

  di lucia attardo  

l'intervento della chiesa cattolica a sostegno della scelta nucleare

Il cammino della democrazia è un percorso lungo e con tanti ritorni ma avere rivisto sulle pagine di tanti quotidiani la “certa” costruzione di centrali nucleari che il popolo italiano con un referendum a stragrande maggioranza aveva escluso, non può lasciare indifferenti.
Il forte consenso, che appena qualche giorno fa ho letto, sulle pagine de ”La Sicilia” persino da parte della Santa Sede nella persona del cardinale Martino che ”benediva questa energia pulita” mi porta a scrivere questa lettera.
Se è la sensibilità del popolo italiano che ha cambiato direzione essa va rispettata, ma se questa decisione pro-nucleare si fa per fretta o protagonismo di chi decide, è opportuno un ripasso.
Bisogna che la gente sappia che non esiste un nucleare “pulito” perché sono le scorie, frutto del processo di fissione che inquinano con esiti anche letali, e lo fanno per diversi millenni! Che spazzatura per i nostri figli !!!!
Perché non possiamo essere noi italiani a proporre all’ Europa un diverso modello di produzione e consumo di energia che concili la crescita economica con il benessere delle persone?
La Santa Sede su quali informazioni ha basato la sua benedizione a queste centrali sicurissime? Prima di costruire le centrali nucleari si deve sapere ufficialmente dove finiranno le scorie, visto che solo qualche anno fa si cercò di seppellire al sud le modeste, in confronto, scorie degli esami radioattivi dovute ai rifiuti ospedalieri, si proprio al sud non dimentichiamolo.
Molto validamente il costo della energia usata è valutato enorme perché dipendente da prodotti esteri come petrolio, gas etc. tra l’altro destinati sempre più a pesare sulla nostra bilancia di importazione, ma forse il plutonio o altro che dovrebbe alimentare le nuove centrali nucleari sono prodotti italiani? Come credere che nel futuro dei nostri figli non ci sarà un altro cartello come quello attuale dei petrolieri? Guardare oltre, vedere lontano e sentire la storia di questo Stato come società che ci appartiene è democrazia, ma dobbiamo valutare con attenzione tutte le energie alternative possibili ed utilizzabili, diversificando le fonti e usando soprattutto le nostre.
Molta della energia usata è solo spreco, riduciamola. Troppa plastica, troppo imballaggio, troppa mobilità non sempre indispensabile. Questo è il primo passo da fare: modificare le abitudini.
E veniamo al punto successivo; siamo da sempre il paese del sole, perché non decidere in questa direzione, soprattutto noi siciliani. Che bello tutte le nostre terrazze laboratori di energia pulita!
Anche la Germania lo ha fatto in maniera ben più consistente di noi e meno sole che in Italia e la sua bilancia energetica è già migliore della nostra.
La capacità di orientare il modello di sviluppo si misura con la lungimiranza dei nostri governanti che possono proporre, ma anche con la nostra intelligenza di togliere loro il consenso se ci portano verso più spazzatura e rischi.
Sento inoltre il dovere di dissentire da una chiesa così “poco profetica” nella sua accettazione del nucleare come soluzione inevitabile, perciò il senso di questa mia è la speranza di gettare un piccolo seme per la formazione di un comitato “contro il nucleare e per le fonti naturali di energia“ a cui invito sin d’ora tutti i siciliani di buona volontà per proporre non altre discariche, dove mettere le scorie nucleari, ma un progetto di energia a misura d’ uomo. Aspetto la disponibilità di chi volesse condividere questo impegno alla mia e-mail:
luciatt@katamail.com. Grazie.